STRANIERI - PREFETTURA - PERMESSO DI SOGGIORNO - RINNOVO - RICORSO GERARCHICO
| Tribunale | TAR LOMBARDIA - MILANO |
| Sezione | SEZIONE SECONDA |
| Data | — |
| Numero | 202300099/2023 |
| Esito | Respinto |
In sintesi · Analisi AI
Il contesto e i fatti
Un cittadino ha presentato un ricorso gerarchico avverso un provvedimento amministrativo della Prefettura di Milano, Area III bis. Tale ricorso è stato respinto con decreto del 5 aprile 2018, numero 2018/000547. Non disponendo del merito specifico del ricorso originario, si può dedurre dal testo che si trattava di una impugnazione interna contro una decisione prefettizia. Il ricorrente, ritenendo illegittimo il respingimento del suo ricorso gerarchico, ha deciso di contestarlo dinanzi al giudice amministrativo competente, proponendo ricorso presso il Tribunale Amministrativo Regionale della Lombardia. La controversia nasce quindi da un rapporto tra il cittadino ricorrente e l'amministrazione prefettizia, mediato dal procedimento di ricorso gerarchico.
Il quadro normativo
La materia del ricorso gerarchico è disciplinata dalle norme in materia di procedimento amministrativo e dal diritto di accesso ai rimedi interni contro gli atti della pubblica amministrazione. I ricorsi gerarchici costituiscono un meccanismo di tutela interno all'amministrazione, consentendo ai cittadini di impugnare provvedimenti amministrativi presso l'organo superiore rispetto a quello che ha adottato il provvedimento contestato. Il respingimento di un ricorso gerarchico è a sua volta un atto amministrativo soggetto al controllo del giudice amministrativo, qualora ricorrano i vizi di legittimità. Il Tribunale Amministrativo Regionale ha il compito di sindacare la legalità dei provvedimenti amministrativi, verificando il rispetto della legge, dei regolamenti e dei principi generali dell'ordinamento amministrativo.
La questione giuridica
La questione centrale riguarda la legittimità del decreto con cui è stato respinto il ricorso gerarchico presentato dal cittadino ricorrente. In particolare, il ricorrente ha contestato il decreto prefettizio sostenendo l'esistenza di vizi di legittimità, che potevano consistere in violazione di legge, eccesso di potere, incompetenza, violazione di diritti soggettivi, o mancato rispetto dei principi amministrativi. Il giudice amministrativo ha dovuto valutare se il decreto di respingimento del ricorso gerarchico fosse stato adottato in conformità alle norme di legge e ai principi del procedimento amministrativo, oppure se contenesse vizi di legittimità tali da giustificarne l'annullamento.
La motivazione del giudice
Il Tribunale Amministrativo Regionale per la Lombardia, nella persona del Presidente Ugo Di Benedetto in qualità di Estensore, ha esaminato il ricorso e gli atti della causa nella seduta del 16 dicembre 2022. Nella camera di consiglio sono intervenuti anche i consiglieri Giovanni Zucchini e il referendario Luigi Furno. Il collegio, dopo aver valutato le censure mosse dal ricorrente e le difese dell'amministrazione rappresentata dall'Avvocatura dello Stato, ha ritenuto che il decreto di respingimento del ricorso gerarchico non fosse affetto dai vizi denunciati. Il giudice ha verosimilmente accertato che l'amministrazione aveva correttamente applicato la legge nel respingere il ricorso gerarchico, oppure che le censure non risultavano fondate nei fatti e nel diritto, per cui non sussistevano i presupposti per l'annullamento.
La decisione
Il Tribunale Amministrativo Regionale per la Lombardia ha respinto il ricorso proposto dal cittadino, confermando la legittimità del decreto prefettizio numero 2018/000547 del 5 aprile 2018. Le spese del giudizio sono state compensate tra le parti, il che significa che ciascuna parte sostiene le proprie spese senza che una debba versare all'altra alcun importo per le spese processuali. La sentenza è stata disposta per l'esecuzione da parte dell'autorità amministrativa, acquisendo così il carattere di pronuncia definitiva dal quale non sono possibili ulteriori impugnazioni ordinarie.
Massima
Il respingimento di un ricorso gerarchico da parte della pubblica amministrazione è un atto amministrativo legittimo quando non sia affetto da vizi di legalità e sia stato adottato nel rispetto della legge e dei principi amministrativi generali.
Testo integrale
Il Tribunale Amministrativo Regionale per la Lombardia (Sezione Seconda) ha pronunciato la presente SENTENZA Ugo Di Benedetto, Presidente, Estensore Giovanni Zucchini, Consigliere Luigi Furno, Referendario per l'annullamento del decreto nr. 2018/000547 Area III bis del 5 aprile 2018, avente ad oggetto il respingimento del ricorso gerarchico; di ogni atto connesso, conseguente e presupposto. sul ricorso numero di registro generale 1793 del 2018, proposto da -OMISSIS-, rappresentato e difeso dall'avvocato Paola Maura Patruno, con domicilio digitale come da PEC da Registri di Giustizia; Ministero dell'Interno, in persona del legale rappresentante pro tempore, rappresentato e difeso dall'Avvocatura dello Stato, domiciliataria ex lege in Milano, via Freguglia, 1; U.T.G. - Prefettura di Milano, non costituito in giudizio; Visti il ricorso e i relativi allegati; Visti tutti gli atti della causa; Relatore nell'udienza smaltimento del giorno 16 dicembre 2022 il dott. Ugo Di Benedetto; Ritenuto e considerato in fatto e diritto quanto segue. P.Q.M. Il Tribunale Amministrativo Regionale per la Lombardia (Sezione Seconda), definitivamente pronunciando sul ricorso, come in epigrafe proposto, lo Respinge. Spese compensate. Ordina che la presente sentenza sia eseguita dall'autorità amministrativa. Così deciso in Milano nella camera di consiglio del giorno 16 dicembre 2022 con l'intervento dei magistrati:
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