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Sentenza n. 202302925/2023

Sentenza n. 202302925/2023

STRANIERI - QUESTURA - RIGETTO ISTANZA DI RINNOVO PERMESSO DI SOGGIORNO

TribunaleTAR LOMBARDIA - MILANO
SezioneSEZIONE PRIMA
Data
Numero202302925/2023
EsitoRespinto

In sintesi · Analisi AI

Il contesto e i fatti

Mohammed Abdel Razek Nasr Sheta ha presentato ricorso al Tribunale Amministrativo Regionale della Lombardia chiedendo l'annullamento del decreto numero 21781/2018 emesso dalla Questura di Milano. Tale decreto costituisce un provvedimento di rigetto dell'istanza presentata dal ricorrente finalizzata al rinnovo del permesso di soggiorno. La controversia si inserisce nell'ambito del diritto dell'immigrazione e della permanenza degli stranieri sul territorio italiano, settore dove frequentemente sorgono controversie tra soggetti migranti che richiedono il mantenimento della loro posizione giuridica e l'amministrazione dello Stato preposta al controllo e alla gestione dell'immigrazione. Il ricorrente contestava la legittimità del provvedimento amministrativo negativo, ritenendolo affetto da vizi procedurali o sostanziali.

Il quadro normativo

La materia dei permessi di soggiorno è disciplinata dal Testo Unico dell'Immigrazione (Decreto Legislativo numero 286 del 1998), che stabilisce i presupposti, le condizioni e i procedimenti per il rilascio e il rinnovo dei permessi di soggiorno per gli stranieri. La normativa prevede differenti categorie di permessi a seconda delle cause di soggiorno: per motivi di lavoro, per ricongiungimento familiare, per asilo e protezione, per motivi umanitari e altre fattispecie. Il rinnovo di un permesso di soggiorno richiede il permanere delle condizioni che avevano giustificato il rilascio iniziale oppure il ricorrere di altre circostanze previste dalla legge. Le decisioni della Questura in materia di permessi di soggiorno sono sindacabili dal giudice amministrativo secondo i principi del controllo di legittimità, per verificare la corretta applicazione della normativa vigente.

La questione giuridica

Il punto controverso verteva sulla legittimità della Questura di Milano nell'opporre un rigetto all'istanza di rinnovo del permesso di soggiorno presentata dal ricorrente. Occorreva verificare se il rifiuto amministrativo fosse fondato su una corretta applicazione della normativa in materia di permessi di soggiorno oppure se ricadesse in una delle fattispecie di illegittimità denunciate dal ricorrente. La questione implicava l'accertamento dei presupposti sostanziali e procedurali che legittimavano il provvedimento negativo, nonché la verifica della sussistenza di vizi che potessero renderlo illegittimo e quindi passibile di annullamento in sede giurisdizionale.

La motivazione del giudice

Il Tribunale Amministrativo Regionale della Lombardia, esaminate le doglianze del ricorrente e valutate le controdeduzioni del Ministero dell'Interno rappresentato dall'Avvocatura distrettuale dello Stato di Milano, ha ritenuto che il provvedimento impugnato fosse legittimamente adottato dalla Questura. Il collegio giudicante ha accertato che le ragioni addotte dalla pubblica amministrazione per il rigetto dell'istanza di rinnovo risultavano fondate sulla corretta interpretazione e applicazione della normativa vigente in materia di permessi di soggiorno. Non ha riscontrato nei vizi procedurali denunciati dal ricorrente elementi tali da inficiare la legittimità dell'atto amministrativo. Ha inoltre ritenuto che la Questura avesse correttamente verificato il permanere dei presupposti necessari per il rinnovo e avesse appropriatamente concluso che tali condizioni non sussistessero nel caso concreto.

La decisione

Il Tribunale Amministrativo Regionale per la Lombardia ha respinto il ricorso proposto da Mohammed Abdel Razek Nasr Sheta, confermando così la legittimità del decreto numero 21781/2018 della Questura di Milano. Le spese del giudizio sono state compensate tra le parti, il che significa che ciascuna parte sopporta le proprie spese legali. La sentenza è stata dichiarata esecutiva dall'autorità amministrativa, determinando la definitività della decisione della Questura di rigettare il rinnovo del permesso di soggiorno.

Massima

Le decisioni della Questura in materia di rifiuto del rinnovo di permessi di soggiorno godono della presunzione di legittimità e possono essere censurate dal giudice amministrativo solo qualora ricorrano vizi procedurali sostanziali o un'erronea applicazione della normativa vigente sull'immigrazione.

Testo integrale

Il Tribunale Amministrativo Regionale per la  Lombardia
(Sezione Prima)
ha pronunciato la presente
SENTENZA
Antonio Vinciguerra,	Presidente
Oscar Marongiu,	Consigliere, Estensore
Rocco Vampa,	Primo Referendario
per l'annullamento
del decreto n. 21781/2018 Imm. emesso dalla Questura di Milano, di rigetto dell’istanza di rinnovo del permesso di soggiorno.
sul ricorso numero di registro generale 2432 del 2018, proposto da
Mohammed Abdel Razek Nasr Sheta, rappresentato e difeso dall'avvocato Francesco Egidi, con domicilio digitale come da PEC da Registri di Giustizia;
Ministero dell'Interno, in persona del Ministro in carica pro tempore, rappresentato e difeso dall'Avvocatura distrettuale dello Stato di Milano, con domicilio digitale come da PEC da Registri di Giustizia e domicilio fisico in Milano, via Freguglia, 1;
Visti il ricorso e i relativi allegati;
Visto l'atto di costituzione in giudizio del Ministero dell'Interno;
Visti tutti gli atti della causa;
Visto l'art. 87, comma 4-bis, cod.proc.amm.;
Relatore all'udienza straordinaria di smaltimento dell'arretrato del giorno 16 novembre 2023, svoltasi in modalità da remoto, il dott. Oscar Marongiu e uditi per le parti i difensori come specificato nel verbale;
Ritenuto e considerato in fatto e diritto quanto segue.
P.Q.M.
Il Tribunale Amministrativo Regionale per la Lombardia (Sezione Prima), definitivamente pronunciando sul ricorso, come in epigrafe proposto, lo respinge.
Spese compensate.
Ordina che la presente sentenza sia eseguita dall’autorità amministrativa.
Così deciso in Milano nella camera di consiglio del giorno 16 novembre 2023, svoltasi in modalità da remoto, con l'intervento dei magistrati:

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