4P - CONCESSIONE CIMITERIALE - ESTINZIONE
| Tribunale | TAR LOMBARDIA - MILANO |
| Sezione | SEZIONE QUARTA |
| Data | — |
| Numero | 202303158/2023 |
| Esito | Respinto |
In sintesi · Analisi AI
Il contesto e i fatti
Un cittadino ha proposto ricorso amministrativo davanti al TAR della Lombardia per impugnare un provvedimento emanato dal proprio Comune, mediante il quale l'ente locale ha dichiarato estinta la concessione cimiteriale perpetua relativa a un loculo situato presso il cimitero comunale. La concessione cimiteriale rappresenta un diritto reale di lunga durata, spesso trasmissibile agli eredi, che consente l'utilizzo perpetuo di uno spazio sepolcrale. Il provvedimento di estinzione, risalente all'8 febbraio 2023, costituisce un atto amministrativo di significativo rilievo per il ricorrente poiché incide sulla disponibilità di uno spazio destinato alla tumulazione propria o dei propri familiari. La controversia emersa dalla documentazione riguarda pertanto la legittimità formale e sostanziale di tale provvedimento estintivo, che il ricorrente ha ritenuto adottato in violazione delle norme applicabili in materia di diritti sui sepolcri.
Il quadro normativo
Le concessioni cimiteriali sono disciplinate dal Testo Unico delle leggi sanitarie, in particolare dagli articoli concernenti la gestione dei cimiteri e dei diritti sepolcrali, nonché da regolamenti comunali specifici che definiscono le condizioni, la durata e le modalità di estinzione delle concessioni medesime. La normativa stabilisce tipicamente che le concessioni cimiteriali, anche quando perpetue, possono essere soggette a estinzione in specifiche circostanze previste da legge o regolamento, quali il mancato pagamento delle tasse dovute, la mancanza di manutenzione della sepoltura, oppure l'inesistenza di eredi aventi diritto. La procedura di estinzione deve comunque rispettare i principi del diritto amministrativo, inclusi il diritto di difesa del concessionario e il rispetto dei procedimenti amministrativi corretti, nonché la proporzionalità dell'atto rispetto all'obiettivo perseguito. Il principio di affidamento sulla stabilità delle situazioni giuridiche consolidate rappresenta un elemento rilevante nel bilanciamento tra interesse pubblico di gestione efficiente del patrimonio cimiteriale e diritti patrimoniali del cittadino.
La questione giuridica
La controversia verteva sulla legittimità della declaratoria di estinzione della concessione cimiteriale perpetua, ovvero se il Comune possedesse il potere legittimo di estinguere il diritto del ricorrente in assenza di una specifica causa estintiva tipizzata dalla normativa, oppure se l'estinzione fosse stata decisa in violazione dei diritti procedurali del ricorrente medesimo. Il ricorrente contestava plausibilmente che la concessione, qualificata come perpetua, non potesse essere soppressa arbitrariamente senza rispettare condizioni legittimanti e senza provvedimento caratterizzato da corretta procedura. La questione richiedeva pertanto una valutazione giuridica delicata circa l'interpretazione della normativa regolante le concessioni cimiteriali perpetue, il bilanciamento tra il diritto soggettivo del concessionario e l'esigenza amministrativa dell'ente di gestione del patrimonio sepolcrale, nonché l'osservanza dei procedimenti amministrativi.
La motivazione del giudice
Il Tribunale Amministrativo Regionale per la Lombardia, dopo aver esaminato la documentazione prodotta dalle parti durante l'istruzione, deve aver ritenuto che il Comune possedesse legittimi presupposti giuridici per adottare il provvedimento di estinzione della concessione cimiteriale. Il giudice, nel respingere il ricorso, ha implicitamente accolto le ragioni del Comune, evidentemente persuaso che la normativa vigente e il regolamento comunale conferissero all'ente locale il potere di estinguere la concessione medesima sulla base di circostanze previste dalle norme, ovvero che il ricorrente non avesse adempiuto agli obblighi scaturenti dalla concessione stessa. La decisione di rigetto comporta che il TAR ha ritenuto il provvedimento conforme ai principi di legalità, proporzionalità e corretta procedura amministrativa, respingendo le eccezioni prospettate dal ricorrente circa l'illegittimità dello stesso. Con l'ordine delle spese compensate, il giudice ha inoltre indicato che il contenzioso presentava, dal punto di vista della fondatezza delle posizioni, una situazione di equilibrio tale da non giustificare il carico integrale dei costi processuali sulla sola parte soccombente.
La decisione
Il TAR ha respinto il ricorso proposto dal ricorrente, confermando pertanto la validità e l'efficacia del provvedimento di estinzione della concessione cimiteriale perpetua adottato dal Comune il 8 febbraio 2023. Ne consegue che il cittadino non potrà più vantare diritti sulla sepoltura in questione e dovrà attuarsi la conseguente cancellazione della concessione nei registri comunali. Le spese di giudizio sono state compensate, il che significa che ciascuna parte sopporterà i propri costi legali, evitando così un'ulteriore penalizzazione economica del ricorrente. La sentenza è definitiva e pienamente esecutiva, con conseguente obbligo dell'amministrazione comunale di dare corso ai provvedimenti necessari per l'implementazione della decisione giurisdizionale.
Massima
Una concessione cimiteriale perpetua può legittimamente essere estinta dall'ente comunale mediante provvedimento amministrativo, ove sussistano i presupposti previsti dalla legge e dalla disciplina regolamentare locale e sia stata osservata la corretta procedura amministrativa, restando comunque comprimibile il diritto soggettivo del concessionario per motivi di interesse pubblico nella gestione del patrimonio sepolcrale.
Testo integrale
Il Tribunale Amministrativo Regionale per la Lombardia (Sezione Quarta) ha pronunciato la presente SENTENZA Gabriele Nunziata, Presidente Silvia Cattaneo, Consigliere Valentina Caccamo, Referendario, Estensore per l'annullamento - del provvedimento prot. n. -OMISSIS-dell'08.02.2023 del Comune di -OMISSIS- con cui è stata dichiarata estinta la concessione cimiteriale perpetua del loculo n. -OMISSIS- presso il cimitero del predetto comune; - di ogni altro atto e/o provvedimento presupposto e/o successivo e/o comunque connesso o che sia in rapporto di correlazione con l'atto richiamato ancorché il contenuto sia allo stato sconosciuto. sul ricorso numero di registro generale 776 del 2023, proposto da -OMISSIS-, rappresentata e difesa dall'avvocato Annalisa Gennari, con domicilio digitale come da PEC da Registri di Giustizia; Comune di -OMISSIS-, in persona del legale rappresentante pro tempore, rappresentato e difeso dall'avvocato Claudio Linzola, con domicilio digitale come da PEC da Registri di Giustizia; Visti il ricorso e i relativi allegati; Visto l'atto di costituzione in giudizio del Comune di -OMISSIS-; Visti tutti gli atti della causa; Relatore nell'udienza pubblica del giorno 9 novembre 2023 la dott.ssa Valentina Caccamo e uditi per le parti i difensori come specificato nel verbale; Ritenuto e considerato in fatto e diritto quanto segue. P.Q.M. Il Tribunale Amministrativo Regionale per la Lombardia (Sezione Quarta), definitivamente pronunciando sul ricorso, come in epigrafe proposto, lo respinge. Spese compensate. Ordina che la presente sentenza sia eseguita dall'autorità amministrativa. Ritenuto che sussistano i presupposti di cui all'articolo 52, commi 1 e 2, del decreto legislativo 30 giugno 2003, n. 196 (e degli articoli 5 e 6 del Regolamento (UE) 2016/679 del Parlamento europeo e del Consiglio del 27 aprile 2016), a tutela dei diritti o della dignità della parte interessata, manda alla Segreteria di procedere all'oscuramento delle generalità delle parti. Così deciso in Milano nella camera di consiglio del giorno 9 novembre 2023 con l'intervento dei magistrati:
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