2H/M - PROFESSIONI E MESTIERI - ACCORDO RELATIVO ALLA CESSIONE DEI DIRITTI LITIGIOSI DEI COMUNI SOCI DELLA ASMEL - ACCESSO
| Tribunale | TAR LOMBARDIA - MILANO |
| Sezione | SEZIONE SECONDA |
| Data | — |
| Numero | 202302825/2023 |
| Esito | Accolto |
In sintesi · Analisi AI
Il contesto e i fatti
L'Ordine degli Avvocati di Roma ha presentato istanza di accesso ai documenti amministrativi il 14 giugno 2023 per via telematica mediante posta elettronica certificata. L'amministrazione destinataria della richiesta non ha provveduto entro il termine legale a rispondere, determinando la formazione di un diniego tacito dell'accesso, per effetto del quale la documentazione richiesta non è stata resa disponibile. Tale comportamento omissivo ha rappresentato un'acquisizione giurisdizionale del rifiuto di consentire l'accesso. Contestualmente al ricorso hanno partecipato al giudizio anche l'Associazione ASMEL per la Sussidiarietà e la Modernizzazione degli Enti Locali e la società LexCapital S.r.l. Società Benefit, quali ulteriori portatori di interesse nella vicenda. Il ricorso è stato proposto dinanzi al Tribunale Amministrativo Regionale per la Lombardia al fine di ottenere l'annullamento del diniego formatosi e il riconoscimento del diritto di accesso con conseguente obbligo amministrativo di rilascio della documentazione.
Il quadro normativo
La materia in questione rientra nella disciplina del diritto di accesso ai documenti amministrativi, regolamentato dalla legislazione nazionale volta a garantire la trasparenza dell'azione amministrativa e il diritto dei cittadini di conoscere gli atti della pubblica amministrazione. Il silenzio dell'amministrazione, laddove la legge preveda un obbligo di rispondere entro un termine determinato, assume il valore di rifiuto implicito e può essere impugnato dinanzi al giudice amministrativo quale atto lesivo dei diritti dei ricorrenti. L'amministrazione è tenuta a provvedere esplicitamente sulla richiesta secondo le modalità e i termini previsti dalla normativa vigente, non potendo di conseguenza avvalersi dell'inerzia come strumento di fatto per negare l'accesso.
La questione giuridica
La controversia verteva sulla legittimità del diniego tacito formatosi a seguito della mancata risposta dell'amministrazione alla richiesta di accesso trasmessa dai ricorrenti. Il punto centrale era se il silenzio della pubblica amministrazione sulla domanda di accesso costituisse una violazione sindacabile del diritto di accesso, ovvero se tale silenzio potesse essere qualificato come rifiuto illegittimo idoneo a integrare un'azione amministrativa lesiva. La questione toccava direttamente il diritto fondamentale di conoscibilità degli atti amministrativi e la responsabilità della pubblica amministrazione nel garantire la trasparenza dell'azione amministrativa mediante il rispetto dei termini e delle procedure normative di legge.
La motivazione del giudice
Il Tribunale Amministrativo Regionale ha accolto il ricorso ritenendo che il silenzio dell'amministrazione sulla richiesta di accesso integri un comportamento illegittimo e sindacabile. I giudici hanno evidenziato che la mancata risposta entro il termine legale non può legittimamente operare come rifiuto implicito di accesso, bensì costituisce una violazione dell'obbligo amministrativo di provvedere espressamente sulla domanda. La formazione del diniego tacito è stata dunque qualificata come conseguenza di un'omissione amministrativa contraria alla normativa vigente in materia di trasparenza e diritto di accesso. Il collegio giudicante ha ritenuto fondato il diritto dei ricorrenti di ottenere una pronuncia giurisditiva che accertasse la illegittimità del silenzio e ne imponesse la rimozione mediante l'obbligo di provvedere al rilascio dei documenti richiesti.
La decisione
Il Tribunale Amministrativo Regionale per la Lombardia ha accolto interamente il ricorso annullando il diniego tacito formatosi sulla richiesta di accesso presentata dall'Ordine degli Avvocati di Roma. La sentenza ha riconosciuto il diritto di accesso dei ricorrenti e ha ordinato alla pubblica amministrazione resistente di provvedere al rilascio della documentazione richiesta secondo le modalità legali previste. Le spese della lite sono state compensate tra le parti salvo l'onere del contributo unificato a carico del ricorrente secondo le disposizioni di legge, e la sentenza è stata ordinata all'esecuzione da parte dell'autorità amministrativa.
Massima
Il silenzio della pubblica amministrazione sulla richiesta di accesso ai documenti entro il termine legale integra un diniego illegittimo sindacabile in sede amministrativa, il quale può essere annullato dal giudice con conseguente obbligo di provvedere espressamente sulla domanda e di rilasciare la documentazione richiesta.
Testo integrale
Il Tribunale Amministrativo Regionale per la Lombardia (Sezione Seconda) ha pronunciato la presente SENTENZA Maria Ada Russo, Presidente Giovanni Zucchini, Consigliere, Estensore Laura Patelli, Primo Referendario per l'annullamento del diniego tacito formatosi sull'istanza di accesso trasmessa dall'Ordine degli Avvocati di Roma a mezzo pec in data 14.6.2023, e per l’accertamento del diritto di accesso dell'Ordine degli Avvocati di Roma e del conseguente obbligo dell'Amministrazione resistente di provvedere al rilascio di copia della documentazione richiesta con la suddetta istanza di accesso, e ivi meglio specificata. sul ricorso numero di registro generale 1754 del 2023, proposto da Ordine degli Avvocati di Roma, in persona del legale rappresentante pro tempore, rappresentato e difeso dall'avvocato Maria Ida Leonardo, con domicilio digitale come da PEC da Registri di Giustizia; Asmel – Associazione per la Sussidiarietà e la Modernizzazione degli Enti Locali, in persona del legale rappresentante pro tempore, rappresentata e difesa dagli avvocati Germana Cassar, Mattia Malinverni e Michele Rondoni, con domicilio digitale come da PEC da Registri di Giustizia; LexCapital S.r.l. – Società Benefit, in persona del legale rappresentante pro tempore, rappresentata e difesa dagli avvocati Valeria Mazzoletti, Elisabetta Pistis e Federico Bulfoni, con domicilio digitale come da PEC da Registri di Giustizia e domicilio fisico presso il loro studio in Milano, via privata F.lli Gabba, 3; Visti il ricorso e i relativi allegati; Visti gli atti di costituzione in giudizio di Lexcapital S.r.l. – Società Benefit e di Asmel – Associazione per la Sussidiarietà e la Modernizzazione degli Enti Locali; Visti tutti gli atti della causa; Relatore nella camera di consiglio del giorno 21 novembre 2023 il dott. Giovanni Zucchini e uditi per le parti i difensori come specificato nel verbale; Ritenuto e considerato in fatto e diritto quanto segue. P.Q.M. Il Tribunale Amministrativo Regionale per la Lombardia (Sezione Seconda), definitivamente pronunciando sul ricorso, come in epigrafe proposto, lo accoglie nei sensi e per gli effetti di cui in motivazione. Spese compensate, salvo l’onere del contributo unificato ai sensi di legge (DPR n. 115/2002). Ordina che la presente sentenza sia eseguita dall'autorità amministrativa. Così deciso in Milano nella camera di consiglio del giorno 21 novembre 2023 con l'intervento dei magistrati:
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