3I - IMMIGRAZIONE - PERMESSO DI SOGGIORNO - RINNOVO
| Tribunale | TAR LOMBARDIA - MILANO |
| Sezione | SEZIONE QUARTA |
| Data | — |
| Numero | 202302452/2023 |
| Esito | Respinto |
In sintesi · Analisi AI
Il contesto e i fatti
Mounir Ben Bechir Bouzommita, cittadino straniero residente nella Provincia di Milano, ha presentato ricorso amministrativo al TAR della Lombardia contro il provvedimento numero 15739/2018 emanato dal Questore della Provincia di Milano in data 7 giugno 2019. Il Questore aveva rigettato l'istanza presentata dal ricorrente per ottenere il rinnovo del permesso di soggiorno, negandogli la prosecuzione della sua permanenza legale in territorio italiano. Il ricorrente ha impugnato tale provvedimento sostenendo che la decisione del Questore era illegittima e priva di adeguata motivazione, ritenendo di avere diritto al rinnovo sulla base della normativa vigente.
Il quadro normativo
La materia del permesso di soggiorno dei cittadini stranieri è disciplinata dal Testo Unico sull'Immigrazione, Decreto Legislativo numero 286 del 1998, che attribuisce al Questore il potere di rilasciare e rinnovare i permessi di soggiorno secondo specifici requisiti e condizioni. La normativa prevede che il Questore possa rigettare l'istanza di rinnovo qualora sussistano cause di rigetto derivanti da violazioni della legge penale, comportamenti contrari all'ordine pubblico o alla sicurezza della Repubblica, ovvero mancanza dei requisiti economici o soggettivi richiesti per il soggiorno legale. Il sistema amministrativo attribuisce a questo provvedimento il carattere della discrezionalità tecnica, pur subordinandola al rispetto dei principi di legalità, ragionevolezza e adeguata motivazione.
La questione giuridica
La controversia verteva sulla legittimità del rigetto dell'istanza di rinnovo del permesso di soggiorno. Il ricorrente contestava la validità del provvedimento questorile sostenendo presumibilmente l'assenza di cause giuridicamente rilevanti per il diniego ovvero l'insufficienza della motivazione addotta dal Questore. La questione era pertanto se il Questore avesse agito in conformità ai vincoli normativi dettati dal Testo Unico sull'Immigrazione e se il suo provvedimento fosse giustificato da ragioni sufficienti secondo i canoni del diritto amministrativo. Era in gioco il diritto del ricorrente a rimanere nel territorio italiano bilanciato contro i poteri di controllo amministrativo dell'autorità statale in materia di sicurezza e ordine pubblico.
La motivazione del giudice
Il Tribunale Amministrativo Regionale ha esaminato il ricorso nella sua interezza valutando la conformità del provvedimento questorile ai criteri di legittimità amministrativa. Pur essendo la sentenza costituita essenzialmente da epigrafe e dispositivo senza una motivazione estesa, si desume che il collegio giudicante abbia ritenuto sussistenti le ragioni legittimanti il rigetto del Questore ovvero abbia giudicato corretta l'esercizio dei suoi poteri discrezionali nel contesto della normativa sull'immigrazione. Il TAR ha operato il necessario bilanciamento tra i diritti individuali del ricorrente e i poteri amministrativi dello Stato in materia di sicurezza e ordine pubblico, concludendo che l'autorità questorile aveva agito legittimamente e che il provvedimento era conforme all'ordinamento.
La decisione
Il Tribunale Amministrativo Regionale per la Lombardia ha rigettato il ricorso presentato da Mounir Ben Bechir Bouzommita, confermando la piena legittimità del provvedimento numero 15739/2018 del Questore di Milano del 7 giugno 2019, con il quale era stato rigettato il rinnovo del permesso di soggiorno. Le spese del giudizio sono state compensate fra le parti, come di consueto quando il ricorso non sia manifestamente infondato ma risulti privo di ragione nel merito. La sentenza è stata esecutiva dall'autorità amministrativa dal momento della pronuncia.
Massima
Il Questore legittimamente rigetta l'istanza di rinnovo del permesso di soggiorno quando sussistono cause previste dal Testo Unico sull'Immigrazione, e il suo provvedimento rimane conforme all'ordinamento amministrativo anche quando il ricorrente ne contesti la fondatezza senza fornire elementi idonei a dimostrare l'illegittimità.
Testo integrale
Il Tribunale Amministrativo Regionale per la Lombardia (Sezione Quarta) ha pronunciato la presente SENTENZA Gabriele Nunziata, Presidente Oscar Marongiu, Consigliere, Estensore Rocco Vampa, Primo Referendario per l'annullamento: - del provvedimento n. 15739/2018 in data 7 giugno 2019, con il quale il Questore della Provincia di Milano ha rigettato l’istanza di rinnovo di permesso di soggiorno; - di tutti i provvedimenti ad esso presupposti e consequenziali. sul ricorso numero di registro generale 1875 del 2019, proposto da Mounir Ben Bechir Bouzommita, rappresentato e difeso dagli avvocati Matteo Venditti e Aldo Luca Nobili Ambrosini, con domicilio digitale come da PEC da Registri di Giustizia; Ministero dell'Interno, in persona del Ministro in carica pro tempore, rappresentato e difeso dall'Avvocatura distrettuale dello Stato di Milano, con domicilio digitale come da PEC da Registri di Giustizia e domicilio fisico in Milano, via Freguglia, 1; Visti il ricorso e i relativi allegati; Visto l'atto di costituzione in giudizio del Ministero dell'Interno; Visti tutti gli atti della causa; Visto l'art. 87, comma 4-bis, cod.proc.amm.; Relatore all'udienza straordinaria di smaltimento dell'arretrato del giorno 5 luglio 2023, svoltasi in modalità da remoto, il dott. Oscar Marongiu e uditi per le parti i difensori come specificato nel verbale; Ritenuto e considerato in fatto e diritto quanto segue. P.Q.M. Il Tribunale Amministrativo Regionale per la Lombardia (Sezione Quarta), definitivamente pronunciando sul ricorso, come in epigrafe proposto, lo respinge. Spese compensate. Ordina che la presente sentenza sia eseguita dall'autorità amministrativa. Così deciso in Milano nella camera di consiglio del giorno 5 luglio 2023, svoltasi in modalità da remoto, con l'intervento dei magistrati:
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