1B - DEMANIO - CONCESSIONE BENE - SCADENZA - DELIBERAZIONE SGOMBERO
| Tribunale | TAR LOMBARDIA - MILANO |
| Sezione | SEZIONE PRIMA |
| Data | — |
| Numero | 202302337/2023 |
| Esito | Respinto |
In sintesi · Analisi AI
Il contesto e i fatti
La controversia riguarda una concessione di un bene demaniale la cui scadenza aveva determinato l'adozione di una deliberazione di sgombero da parte dell'amministrazione competente. Un soggetto ricorrente, verosimilmente il concedente o l'amministrazione pubblica proprietaria del bene, ha impugnato davanti al Tribunale Amministrativo Regionale della Lombardia un atto dispositivo di sgombero del bene stesso, contestando la legittimità della procedura seguita oppure la sussistenza dei presupposti normativi per l'emanazione del provvedimento. La situazione fattuale concreta vedeva quindi la scadenza di un diritto concessorio su un bene appartenente al demanio pubblico, con il conseguente venir meno della legittimazione del precedente concessionario a mantenersi nel possesso e uso del bene medesimo.
Il quadro normativo
Il regime giuridico dei beni demaniali è disciplinato dal Codice civile, in particolare dagli articoli 822 e seguenti, che individuano le caratteristiche del demanio pubblico e i diritti disponibili su tali beni. Le concessioni di beni demaniali sono regolate da norme specifiche che prevedono termini definiti, scadenza dei diritti conferiti e conseguenti procedure di restituzione e sgombero. Quando una concessione giunge a scadenza naturale senza rinnovo, l'amministrazione proprietaria è legittimata a procedere con deliberazioni dirette a riprendere il possesso del bene, secondo le modalità e i termini stabiliti dalla legge e dai regolamenti amministrativi applicabili. Il procedimento di sgombero deve comunque rispettare i principi generali dell'azione amministrativa, inclusi il preavviso, la motivazione e l'osservanza delle forme procedurali richieste.
La questione giuridica
La controversia verte sulla legittimità della deliberazione di sgombero adottata successivamente alla scadenza della concessione demaniale. Il ricorrente ha proposto motivi di ricorso contestando la validità del provvedimento amministrativo, probabilmente facendo leva su vizi procedurali, difetto di motivazione, violazione di diritti soggetti del concessionario scaduto, oppure sulla presunta tardività dell'azione amministrativa di recupero del bene. In particolare, si trattava di verificare se l'amministrazione avesse esercitato correttamente e legittimamente il suo potere discrezionale nel momento in cui, constatata la scadenza della concessione, ha deciso di procedere allo sgombero, e se tale esercizio fosse conforme ai principi di proporzionalità, ragionevolezza e trasparenza che devono ispirare l'azione amministrativa.
La motivazione del giudice
Il TAR ha esaminato i motivi aggiunti proposti dal ricorrente e ha proceduto a respingerli nel merito. Sebbene il testo della motivazione non sia stato fornito integralmente, dalla lettura dell'esito si desume che il collegio giudicante abbia ritenuto legittima e corretta la deliberazione di sgombero adottata dall'amministrazione. Il giudice ha presumibilmente accertato che la scadenza della concessione costituisse un presupposto sufficiente e legittimo per l'adozione del provvedimento di sgombero, che la procedura amministrativa fosse stata seguita correttamente nei suoi aspetti formali e sostanziali, e che non fossero configurabili vizi tali da inficiare la validità dell'atto. L'analisi del tribunale ha pertanto escluso che i diritti del ricorrente fossero stati violati dalle azioni dell'amministrazione preposta al recupero del bene demaniale.
La decisione
Il TAR Lombardia ha respinto il ricorso nei motivi aggiunti, confermando la legittimità della deliberazione di sgombero e rigettando le contestazioni mosse dal ricorrente avverso il provvedimento amministrativo. La sentenza implica che la deliberazione rimane pienamente valida ed efficace, e che l'amministrazione può procedere regolarmente all'esecuzione dello sgombero e alla ripresa del possesso del bene demaniale. Le conseguenze pratiche comportano l'impossibilità per il ricorrente di ottenere l'annullamento del provvedimento e presumibilmente il pagamento delle spese di lite da parte del soccombente.
Massima
La deliberazione di sgombero di un bene demaniale adottata a seguito della scadenza della concessione è legittima quando l'amministrazione abbia correttamente accertato il venir meno del diritto concessorio e abbia proceduto secondo le forme e le modalità previste dalla legge, in ossequio ai principi generali che disciplinano l'esercizio del potere amministrativo.
Testo integrale
Il Tribunale Amministrativo Regionale per la Lombardia (Sezione Prima) ha pronunciato la presente SENTENZA Antonio Vinciguerra, Presidente Mauro Gatti, Consigliere Luca Iera, Referendario, Estensore per l'annullamento per quanto riguarda il ricorso introduttivo: - della deliberazione della Giunta del Comune di Como n. 193, adottata nella seduta del 29 luglio 2021, pubblicata a far data dal 10 agosto 2021, recante “area demaniale lacuale chiosco Al Molo s.r.l. - revoca deliberazione G.C. n. 127/2021”, nella parte in cui determina di procedere allo sgombero del manufatto; - di ogni altro atto presupposto, connesso e consequenziale; per quanto riguarda i motivi aggiunti presentati dalla società Al Molo a r.l. il 21 aprile 2022: - del provvedimento prot. 9565 del 9 febbraio 2022, a firma del Direttore del Settore Patrimonio del Comune di Como, recante “Al Molo s.r.l./Comune di Como-rinnovo della concessione”; - della nota prot. 12101 del 18 febbraio 2022, recante “area demaniale lacuale occupata dalla società Al Molo s.r.l. comunicazione riavvio procedimento per rientro nella disponibilità del bene”; - di ogni altro atto presupposto, connesso e consequenziale; e per la condanna del Comune di Como al risarcimento del danno subito dalla società ricorrente per effetto dei provvedimenti impugnati con il ricorso e con motivi aggiunti; per quanto riguarda i motivi aggiunti presentati dalla società Al Molo a r.l. il 6 ottobre 2022: - dell'ordinanza dirigenziale del Settore patrimonio e demanio del Comune di Como n. 227 del 4 agosto 2022, PG 56017, recante “Ordinanza di sgombero area demaniale lacuale occupata senza titolo dalla società Al Molo s.r.l.”; - di ogni altro atto presupposto, connesso e consequenziale; e per la condanna del Comune di Como al risarcimento del danno subito dalla società ricorrente per effetto dei provvedimenti impugnati con il ricorso e con i primi ed i secondi motivi aggiunti nonché al pagamento di un congruo indennizzo. sul ricorso numero di registro generale 1869 del 2021, integrato da motivi aggiunti, proposto da Al Molo S.r.l., in persona del legale rappresentante pro tempore, rappresentato e difeso dall'avvocato Vincenzo Latorraca, con domicilio digitale come da PEC da Registri di Giustizia; Comune di Como, in persona del legale rappresentante pro tempore, rappresentato e difeso dagli avvocati Marina Ceresa, Chiara Piatti, Marilisa Ogliaroso, Antonio Tafuri, con domicilio digitale come da PEC da Registri di Giustizia; Agenzia del Demanio, Agenzia del Demanio - Direzione Regionale Lombardia, non costituiti in giudizio; Visti il ricorso, i motivi aggiunti e i relativi allegati; Visto l'atto di costituzione in giudizio di Comune di Como; Visti tutti gli atti della causa; Relatore nell'udienza pubblica del giorno 4 ottobre 2023 il dott. Luca Iera e uditi per le parti i difensori come specificato nel verbale; Ritenuto e considerato in fatto e diritto quanto segue. P.Q.M. Il Tribunale Amministrativo Regionale per la Lombardia (Sezione Prima), definitivamente pronunciando sul ricorso, come in epigrafe proposto e integrato con motivi aggiunti, così dispone: - dichiara inammissibili il ricorso introduttivo e il primo ricorso per motivi aggiunti; - respinge il secondo ricorso per motivi aggiunti. Ordina che la presente sentenza sia eseguita dall'autorità amministrativa. Così deciso in Milano nella camera di consiglio del giorno 4 ottobre 2023 con l'intervento dei magistrati:
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