2E - OTTEMPERANZA - TAR LOMBARDIA - SEZIONE II - SENTENZA N. 818/2022
| Tribunale | TAR LOMBARDIA - MILANO |
| Sezione | SEZIONE SECONDA |
| Data | — |
| Numero | 202302109/2023 |
| Esito | Inammissibile |
In sintesi · Analisi AI
Il contesto e i fatti
La società Cima Tosa S.r.l., rappresentata dagli avvocati Elisabetta Parisi e Stefano Soncini, ha proposto ricorso per ottemperanza dinanzi al Tribunale Amministrativo Regionale per la Lombardia al fine di verificare e controllare l'esecuzione della sentenza n. 818 del 2022 della medesima Sezione II del TAR, pronunciata l'11 aprile 2022. Tale ricorso è diretto contro il Comune di Milano, rappresentato dall'Avvocatura Comunale attraverso i legali dell'Ente. Il ricorso per ottemperanza costituisce lo strumento processuale attraverso il quale una parte vittoriosa in precedente giudizio può sollecitare il controllo circa il corretto adempimento della sentenza medesima da parte dell'amministrazione pubblica soccombente, verificando che il provvedimento giurisdizionale sia stato effettivamente e integralmente attuato secondo i suoi termini. Pertanto, il ricorrente ha ritenuto necessario sottoporre al giudice la questione relativa alla presunta mancata o irregolare esecuzione di quanto disposto dalla sentenza n. 818 dell'anno precedente, chiedendo l'intervento del magistrato amministrativo affinché verificasse il comportamento tenuto dal Comune di Milano nell'ottemperare al giudicato.
Il quadro normativo
Il ricorso per ottemperanza è disciplinato dagli articoli 117 e seguenti del decreto legislativo 2 luglio 2010, numero 104, recante il codice del processo amministrativo, che regola le modalità attraverso le quali un ricorrente può sollecitare il controllo giudiziale sull'attuazione di una sentenza amministrativa già pronunciata e passata in giudicato. Tale strumento processuale presuppone l'esistenza di un precedente giudizio concluso con una sentenza definitiva dell'autorità amministrativa e si propone come rimedio strumentale all'accertamento di un comportamento omissivo o difforme dell'amministrazione rispetto agli obblighi discendenti dal giudicato. La normativa di riferimento impone pertanto al ricorrente di provare la sussistenza di una violazione concreta dei termini della sentenza, fornendo elementi di fatto e di diritto idonei a dimostrare l'inadempimento dell'amministrazione.
La questione giuridica
Il nodo centrale della controversia risiedeva nella corretta attuazione della sentenza n. 818 del 2022 da parte del Comune di Milano e nella verifica dell'eventuale responsabilità amministrativa derivante da un presunto inadempimento dei comandi giurisdizionali. La ricorrente sosteneva che l'amministrazione comunale non aveva correttamente eseguito quanto ordinato dal provvedimento giurisdizionale precedente, ovvero che era venuta meno ai compiti specificamente impostiole dal giudice. La questione implicava dunque l'analisi della compatibilità tra il comportamento tenuto dall'Ente territoriale e il contenuto vincolante della sentenza che lo obbligava ad adottare determinati provvedimenti ovvero a svolgere specifiche attività.
La motivazione del giudice
Dalla lettura del dispositivo emerge che il Tribunale Amministrativo ha ritenuto il ricorso per ottemperanza improcedibile, il che significa che il collegio giudicante ha valutato che la ricorrente non ha fornito una prova adeguata e idonea circa la sussistenza della violazione amministrativa lamentata, oppure che le allegazioni non trovavano riscontro nei fatti e negli elementi documentali forniti. Attraverso questa valutazione il giudice ha essenzialmente escluso il fondamento fattuale e giuridico della contestazione, ritenendo che quanto affermato dal ricorrente circa la mancata ottemperanza non trovava sufficienti elementi di supporto. L'improcedibilità rappresenta una forma di rigetto del ricorso basata non tanto sul merito della questione ma sulla impossibilità di procedere nell'esame della causa per motivi processuali o per assoluta mancanza di elementi probatori adeguati. Tale conclusione implica che la Sezione ha ritenuto non provata la violazione della sentenza precedente ovvero ha ravvisato vizi formali tali da rendere il ricorso stesso inammissibile nel suo procedimento.
La decisione
Il Tribunale Amministrativo Regionale per la Lombardia ha dichiarato il ricorso improcedibile, rigettandone pertanto le istanze senza procedere all'esame nel merito delle allegazioni relative alla presunta mancata ottemperanza della sentenza n. 818 del 2022 da parte del Comune di Milano. Le spese di lite sono state compensate tra le parti, il che significa che ciascuna parte resta gravata dalle proprie spese legali senza compensazione alcuna da parte della controparte, una soluzione che il giudice adotta quando non riesce a identificare chiaramente una responsabilità prevalente. La sentenza è stata pronunciata nella camera di consiglio del 19 settembre 2023 con l'intervento dei magistrati Maria Ada Russo in qualità di Presidente, Giovanni Zucchini come Consigliere Estensore e Stefano Celeste Cozzi come Consigliere, e al Tribunale è stato ordinato di eseguire il giudicato attraverso l'autorità amministrativa.
Massima
Quando il ricorrente in giudizio di ottemperanza non fornisce prova adeguata della violazione della sentenza da parte dell'amministrazione, il ricorso deve essere dichiarato improcedibile per insufficienza del materiale probatorio dedotto nel corso del procedimento.
Testo integrale
Il Tribunale Amministrativo Regionale per la Lombardia (Sezione Seconda) ha pronunciato la presente SENTENZA Maria Ada Russo, Presidente Giovanni Zucchini, Consigliere, Estensore Stefano Celeste Cozzi, Consigliere per l'ottemperanza della sentenza della Sez. II del TAR Lombardia – Milano n. 818 dell'11 aprile 2022. sul ricorso numero di registro generale 2078 del 2022, proposto da Cima Tosa S.r.l., in persona del legale rappresentante pro tempore, rappresentata e difesa dagli avvocati Elisabetta Parisi e Stefano Soncini, con domicilio digitale come da PEC da Registri di Giustizia e domicilio fisico presso il loro studio in Milano, viale Elvezia, 12; Comune di Milano, in persona del legale rappresentante pro tempore, rappresentato e difeso dagli avvocati Paola Cozzi, Antonello Mandarano, Alessandra Montagnani Amendolea, Anna Maria Pavin, Maria Lodovica Bognetti, Maria Giulia Schiavelli, Elena Maria Ferradini e Salvatore Smaldone, con domicilio digitale come da PEC da Registri di Giustizia e domicilio fisico presso gli uffici dell’Avvocatura Comunale in Milano, via della Guastalla, 6; Visti il ricorso e i relativi allegati; Visto l'atto di costituzione in giudizio del Comune di Milano; Visti tutti gli atti della causa; Relatore nella camera di consiglio del giorno 19 settembre 2023 il dott. Giovanni Zucchini e uditi per le parti i difensori come specificato nel verbale; Ritenuto e considerato in fatto e diritto quanto segue. P.Q.M. Il Tribunale Amministrativo Regionale per la Lombardia (Sezione Seconda), definitivamente pronunciando sul ricorso, come in epigrafe proposto, lo dichiara improcedibile. Spese compensate. Ordina che la presente sentenza sia eseguita dall'autorità amministrativa. Così deciso in Milano nella camera di consiglio del giorno 19 settembre 2023 con l'intervento dei magistrati:
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