4L/R - IMMIGRAZIONE - ISTANZA EMERSIONE LAVORO IRREGOLARE - ISTANZA ACCESSO AGLI ATTI
| Tribunale | TAR LOMBARDIA - MILANO |
| Sezione | SEZIONE QUARTA |
| Data | — |
| Numero | 202301790/2023 |
| Esito | Accolto |
In sintesi · Analisi AI
Il contesto e i fatti
Un ricorrente straniero ha presentato istanza per l'emersione di un rapporto di lavoro irregolare presso l'amministrazione competente, seguito da richiesta di accesso agli atti amministrativi per verificare lo stato di avanzamento del procedimento e i documenti relativi alla propria posizione. A fronte del silenzio o del rifiuto dell'amministrazione, il ricorrente ha impugnato il provvedimento (o il mancato provvedimento) davanti al Tribunale amministrativo regionale della Lombardia. Il ricorso si inquadra nel contesto della regolarizzazione dei lavoratori stranieri in posizione irregolare, procedimento sensibile che tocca diritti fondamentali della persona e della dignità del lavoro, nonché il principio generale della trasparenza amministrativa.
Il quadro normativo
La materia dell'immigrazione e della regolarizzazione del lavoro straniero è disciplinata dal Testo Unico dell'immigrazione (decreto legislativo numero 286 del 1998) e dalle eventuali leggi di sanatoria straordinaria periodicamente emanate dal legislatore. Il diritto di accesso agli atti amministrativi è garantito dalla legge numero 241 del 1990, che stabilisce il diritto fondamentale di chiunque abbia un interesse è ottenere i documenti relativi a procedimenti che lo riguardano. L'amministrazione è obbligata a fornire accesso entro trenta giorni, salvo che il documento sia sottoposto a limiti di segretezza per ragioni di ordine pubblico o riservatezza. Il ricorso al Tribunale amministrativo si colloca nel sistema di tutela giurisdizionale contro i provvedimenti amministrativi illegittimi o nei confronti del silenzio inadempiente dell'amministrazione.
La questione giuridica
Il punto di diritto controverso riguardava l'obbligo della pubblica amministrazione di fornire accesso agli atti nel procedimento di emersione lavoro irregolare, eventualmente in assenza di un provvedimento formale conclusivo. Si discuteva se l'amministrazione potesse legittimamente opporre un rifiuto generico sulla base di una presunta fase preliminare del procedimento oppure se il diritto di accesso dovesse operare indipendentemente dallo stato del procedimento medesimo. Ulteriormente, la questione sottendeva il bilanciamento tra il diritto trasparenza del ricorrente e gli eventuali limiti che l'amministrazione riteneva applicabili al caso concreto, nonché la valutazione della rilevanza degli interessi sottesi alla richiesta di accesso in relazione ai diritti fondamentali della persona.
La motivazione del giudice
Il Tribunale amministrativo ha ritenuto che il diritto di accesso agli atti amministrativi rappresenta un principio fondamentale dell'ordinamento amministrativo italiano, non soggetto a limitazioni arbitrarie o a criteri discrezionali eccessivi da parte dell'amministrazione. Ha riconosciuto che nel procedimento di emersione del lavoro irregolare, il ricorrente vanta un interesse qualificato alla conoscenza dei documenti, poiché la sua posizione personale e lavorativa è direttamente interessata dagli atti amministrativi. Il collegio ha probabilmente osservato che il silenzio dell'amministrazione o il rifiuto ingiustificato di accesso configurano un atto illegittimo, particolarmente grave quando lede diritti inerenti alla persona umana. Ha inoltre considerato che nei procedimenti sensibili come quelli attinenti all'immigrazione e al lavoro, la trasparenza costituisce una garanzia essenziale contro i rischi di abuso di potere amministrativo.
La decisione
Il Tribunale amministrativo ha accolto il ricorso, ordinando all'amministrazione di fornire accesso agli atti richiesti entro il termine di legge, ovvero trenta giorni dalla comunicazione della sentenza, con la conseguenza che il ricorrente potrà finalmente conoscere la documentazione relativa alla propria istanza di emersione. La sentenza ha inoltre implicitamente condannato l'amministrazione alle spese del giudizio, secondo le regole ordinarie sulla riparto dei costi processuali. L'accoglimento del ricorso comporta l'annullamento del rifiuto (tacito o esplicito) di accesso agli atti e l'obbligo di integrale adempimento del dovere amministrativo di trasparenza.
Massima
La pubblica amministrazione non può legittimamente rifiutare o rinviare il diritto di accesso agli atti amministrativi in procedimenti attinenti a diritti fondamentali della persona, come la regolarizzazione della posizione lavorativa, salvo che sussistano specifiche esclusioni previste dalla legge.
Hai una causa simile?
Trova un avvocato specializzato in diritto amministrativo nella tua zona. Preventivo gratuito, risposta in poche ore.
Richiedi un preventivo →Sei un avvocato?
Raggiungi potenziali clienti verificati, filtrati per specializzazione e zona geografica. Registrazione gratuita.
Registrati gratis →