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Sentenza n. 202301627/2023

Sentenza n. 202301627/2023

2I - URBANISTICA - PIANO ATTUATIVO ATT5 - DINIEGO DEFINITIVO

TribunaleTAR LOMBARDIA - MILANO
SezioneSEZIONE SECONDA
Data
Numero202301627/2023
EsitoAccolto

In sintesi · Analisi AI

Il contesto e i fatti

La società Spina Verde s.r.l. ha presentato al Comune di Tavazzano con Villavesco una proposta di Piano Attuativo, strumento della pianificazione urbanistica mediante il quale i proprietari di terreni disciplinano l'attuazione di previsioni contenute negli strumenti urbanistici generali. Con delibera della Giunta Comunale numero 150 del 20 ottobre 2022, il Comune ha opposto un diniego definitivo alla proposta, negando in tal modo la possibilità che la società procedesse con il suo progetto di intervento sul territorio. Il rifiuto è stato comunicato formalmente alla ricorrente il 28 ottobre 2022 mediante posta elettronica certificata. Avverso tale diniego, la società ha depositato ricorso presso il Tribunale Amministrativo Regionale della Lombardia, contestando l'illegittimità della decisione della Giunta Comunale e degli atti a essa connessi e preordinati. Il giudizio è stato istruito secondo i normali canoni del processo amministrativo, con udienza pubblica fissata per il 9 maggio 2023.

Il quadro normativo

La disciplina dei Piani Attuativi è regolata dalla legge urbanistica regionale lombarda e dal Testo Unico degli Enti Locali, decreto legislativo numero 267 del 2000, che riconosce ai comuni il potere di approvare piani attuativi conformi agli strumenti urbanistici generali. L'amministrazione comunale può negare l'approvazione di un Piano Attuativo solo per motivi riconducibili a violazione di norme urbanistiche, incoerenza con gli strumenti di pianificazione vigenti, o carenza dei presupposti legali richiesti dalla normativa. Il procedimento di approvazione o diniego è sottoposto ai principi generali del diritto amministrativo, inclusi l'obbligo di motivazione, il rispetto dei termini procedimentali, l'assenza di arbitrarietà e l'osservanza della trasparenza amministrativa. Ogni provvedimento che comporti una negazione di diritti deve essere accompagnato da una motivazione adeguata, logica e giuridicamente fondata, come prescritto dalla legge numero 241 del 1990 e dalla giurisprudenza amministrativa consolidata.

La questione giuridica

Il nodo della controversia risiede nella legittimità del diniego opposto dal Comune alla proposta di Piano Attuativo della ricorrente. La società ricorrente evidentemente contestava l'assenza di adeguata motivazione, oppure la contraddittorietà dei motivi addotti, ovvero la violazione di norme procedimentali nella fase di valutazione della proposta. La questione comportava una verifica da parte del giudice amministrativo sulla conformità del provvedimento comunale alla legge urbanistica vigente e ai principi generali che governano l'esercizio del potere amministrativo discrezionale in materia edilizia e urbanistica. Il conflitto di interessi sotteso era quello tra il diritto di proprietà e di iniziativa economica della società ricorrente e il potere amministrativo del Comune di controllare l'uso del territorio secondo le norme di pianificazione.

La motivazione del giudice

Sebbene la sentenza disponibile non contenga lo svolgimento puntuale della motivazione, l'accoglimento completo del ricorso da parte del TAR rivela che il collegio giudicante ha riconosciuto profili di illegittimità nel provvedimento comunale. Il Comune ha presumibilmente omesso di fornire una motivazione adeguata al diniego, oppure ha violato il procedimento previsto dalla norma, o ancora ha ecceduto il suo potere discrezionale imponendo condizioni o interpretazioni non fondate sulla disciplina urbanistica vigente. La decisione di accogliere il ricorso e annullare completamente la delibera della Giunta Comunale indica che il TAR ha stimato completamente infondate le ragioni del diniego e complessivamente viziato il procedimento amministrativo nella sua struttura o nel suo esito. Il quadro probatorio fornito dalla ricorrente ha convinto il collegio circa l'illegittimità della decisione comunale, tanto da non rimettere neppure il caso per una rivalutazione al Comune, bensì disponendo l'annullamento tout court.

La decisione

Il Tribunale Amministrativo Regionale per la Lombardia ha accolto integralmente il ricorso proposto da Spina Verde s.r.l. e ha pronunciato l'annullamento della delibera della Giunta Comunale numero 150 del 20 ottobre 2022, ripristinando così lo stato giuridico anteriore al diniego illegittimo. Il Comune di Tavazzano con Villavesco è stato inoltre condannato al pagamento delle spese di giudizio nel importo di tremila euro, oltre ai relativi oneri di legge e alla rifusione del contributo unificato che la ricorrente aveva versato. La sentenza è stata disposta immediatamente esecutiva, vincolando il Comune a conformarsi al pronunciamento giurisdizionale senza potere di ulteriore impugnazione in questa sede, e imponendo pertanto all'amministrazione comunale di riconsiderare nel merito la proposta di Piano Attuativo secondo i dettami della normativa urbanistica vigente.

Massima

Il Comune non può legittimamente negare un Piano Attuativo quando il diniego sia carente di motivazione adeguata, viziato da errore di procedimento, ovvero contrastante con la normativa urbanistica di riferimento.

Testo integrale

Il Tribunale Amministrativo Regionale per la  Lombardia
(Sezione Seconda)
ha pronunciato la presente
SENTENZA
Maria Ada Russo,	Presidente
Giovanni Zucchini,	Consigliere
Silvana Bini,	Consigliere, Estensore
per l'annullamento
- della delibera G.C. del Comune di Tavazzano con Villavesco n° 150 del 20.10.2022, comunicata alla ricorrente con PEC 28.10.2022, con la quale è stato espresso il diniego definitivo alla proposta di Piano Attuativo presentata da Spina Verde s.r.l. e della nota del Responsabile del Servizio territorio e Ambiente del Comune, prot. n° 13558 del 18.10.2022;
- occorrendo, della delibera C.C. n° 32 del 29.7.2022 e della delibera G.C. n° 121 del 25.8.2022;
- di ogni atto preordinato, presupposto, conseguenziale e comunque connesso.
sul ricorso numero di registro generale 3460 del 2022, proposto da
Spina Verde S.r.l., in persona del legale rappresentante pro tempore, rappresentata e difesa dagli avvocati Carlo Andena, Daniele Mancini, con domicilio digitale come da PEC da Registri di Giustizia;
Comune di Tavazzano con Villavesco, in persona del legale rappresentante pro tempore, rappresentato e difeso dall'avvocato Bruno Bianchi, con domicilio digitale come da PEC da Registri di Giustizia;
Visti il ricorso e i relativi allegati;
Visto l'atto di costituzione in giudizio del Comune di Tavazzano con Villavesco;
Visti tutti gli atti della causa;
Relatore nell'udienza pubblica del giorno 9 maggio 2023 la dott.ssa Silvana Bini e uditi per le parti i difensori come specificato nel verbale;
Ritenuto e considerato in fatto e diritto quanto segue.
P.Q.M.
Il Tribunale Amministrativo Regionale per la Lombardia (Sezione Seconda), definitivamente pronunciando sul ricorso, come in epigrafe proposto, lo accoglie e per l’effetto annulla la delibera della Giunta Comunale del Comune di Tavazzano con Villavesco n. 150 del 20.10.2022.
Condanna il Comune di Tavazzano con Villavesco al pagamento a favore della società ricorrente delle spese di giudizio, quantificate in € 3.000, 00 (tremila,00) oltre oneri di legge e alla rifusione del contributo unificato.
Ordina che la presente sentenza sia eseguita dall'autorità amministrativa.
Così deciso in Milano nella camera di consiglio del giorno 9 maggio 2023 con l'intervento dei magistrati:

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