EDILIZIA - STRUTTURA DI ACCOGLIENZA - SCIA - RIGETTO
| Tribunale | TAR LOMBARDIA - MILANO |
| Sezione | SEZIONE SECONDA |
| Data | — |
| Numero | 202301782/2023 |
| Esito | Respinto |
In sintesi · Analisi AI
Il contesto e i fatti
La Garbata Accoglienza s.r.l., società operante nel settore dell'accoglienza, aveva presentato una Segnalazione Certificata di Agibilità (SCA) per un immobile ubicato in Montesegale, nella località Montesasso al numero 6. Il Comune di Montesegale ha respinto tale segnalazione con provvedimento protocollare 1572/2017 del 9 agosto 2017, adducendo come motivo il difetto di legittimazione della ricorrente, ossia la mancanza del titolo idoneo per la presentazione della SCA. Prior precedenza la medesima amministrazione aveva effettuato un sopralluogo il 24 maggio 2016 dal quale era emersa la non agibilità della struttura, e aveva successivamente evidenziato ulteriori problematiche di carattere urbanistico-edilizio il 7 settembre 2016, nonché richiesto documentazione integrativa il 12 ottobre 2016. La ricorrente ha contestato tali determinazioni ricorrendo al Tribunale Amministrativo Regionale della Lombardia, chiedendo l'annullamento sia del provvedimento di rigetto della SCA sia di tutti gli atti presupposti e connessi che avevano ostacolato il riconoscimento dell'agibilità dell'immobile.
Il quadro normativo
La disciplina dell'agibilità degli edifici è contenuta principalmente nel Decreto del Presidente della Repubblica numero 380 del 2001, comunemente noto come Testo Unico dell'Edilizia, il quale regola le procedure di certificazione dell'agibilità e le modalità di presentazione delle relative documentazioni da parte dei proprietari e dei detentori di immobili. La Segnalazione Certificata di Agibilità rappresenta uno strumento semplificato mediante il quale soggetti legittimati possono attestare il rispetto da parte di un edificio dei requisiti normativi in materia di prevenzione incendi, sicurezza degli impianti tecnologici e salubrità degli ambienti interni. Le amministrazioni comunali sono investite del potere e del dovere di verificare l'ammissibilità formale della segnalazione nonché la sussistenza effettiva dei requisiti di agibilità dell'immobile, ed hanno facoltà di opporre il rigetto della SCA nel caso sussistano carenze di titolarità del ricorrente oppure emergano concrete non conformità rispetto alle normative edilizie vigenti. Il ricorso amministrativo costituisce lo strumento processuale ordinario mediante il quale i soggetti interessati possono impugnare dinanzi al giudice amministrativo i provvedimenti comunali ritenuti illegittimi.
La questione giuridica
La controversia verteva sulla legittimità del diniego del Comune fondato sulla asserta mancanza della titolarità della ricorrente per la presentazione della SCA, questione che postulava l'accertamento circa i soggetti legittimati a presentare tale certificazione in base alla normativa vigente. La ricorrente aveva prospettivamente contestato la linearità dell'applicazione di questo criterio formale, argomentando presumibilmente che possedesse comunque la qualità di legittimato ovvero che il Comune avesse ecceduto i propri poteri amministrativi nel rigettare la segnalazione sulla base di un vizio meramente procedurale. Sul merito si poneva inoltre la questione delle effettive problematiche di natura urbanistico-edilizia riscontrate dal Comune durante gli accertamenti, vale a dire se tali deficienze fossero realmente ostative all'agibilità dell'immobile o se invece fossero risultate da una interpretazione eccessivamente ristrittiva delle normative edilizie. La sentenza doveva quindi chiarire l'ambito legittimatorio della ricorrente e verificare la fondatezza fattuale e giuridica dei motivi di rigetto opposti dal Comune.
La motivazione del giudice
Pur mancando nella sentenza una motivazione estesamente sviluppata, il dispositivo di rigetto consente di desumere che il collegio giudicante ha ritenuto fondata l'azione amministrativa del Comune di Montesegale. Il TAR ha verosimilmente accertato che la ricorrente non era effettivamente titolata al fine della presentazione della SCA secondo le disposizioni normative applicabili, ovvero che le problematiche di carattere urbanistico-edilizio precedentemente rilevate costituivano impedimenti concreti e sostanziali al riconoscimento dell'agibilità dell'immobile. Il tribunale amministrativo ha presumibilmente valutato che il Comune aveva correttamente esercitato i propri poteri istruttori e di controllo conformemente alle previsioni normative in materia di edilizia e agibilità, e che pertanto non era configurabile un abuso di potere né un vizio procedimentale nei provvedimenti amministrativi impugnati. La compensazione delle spese tra le parti non impedisce il rigetto del ricorso, ma testimonia una valutazione equilibrata della causa nella quale tuttavia l'istituzione pubblica ha prevalso nel merito delle proprie ragioni. L'ordine di esecuzione della sentenza sottolinea la definitività della pronuncia e la vincolatività dell'esito nei confronti dell'amministrazione.
La decisione
Il Tribunale Amministrativo Regionale per la Lombardia, sezione seconda, ha definitivamente rigettato il ricorso proposto dalla Garbata Accoglienza s.r.l., dichiarando la legittimità del provvedimento del Comune di Montesegale protocollato 1572/2017 del 9 agosto 2017 e di tutti gli atti ad esso strumentalmente collegati. Di conseguenza i provvedimenti comunali rimangono pienamente efficaci ed operativi secondo il diritto vigente, e l'immobile non conseguisce il riconoscimento di agibilità richiesto dalla ricorrente. Le spese sostenute dalle parti nel corso del giudizio amministrativo sono reciprocamente compensate, talché ciascuna parte sopporterà le proprie spese legali e processuali. La sentenza è dichiarata esecutiva dall'autorità amministrativa e pertanto produce pienamente i suoi effetti legali.
Massima
L'amministrazione comunale è legittimata a respingere la Segnalazione Certificata di Agibilità di un immobile quando manchi la qualità di legittimato in capo al ricorrente ovvero quando sussistano concrete ed effettive problematiche di natura urbanistico-edilizia ostative al riconoscimento dell'agibilità della struttura.
Testo integrale
Il Tribunale Amministrativo Regionale per la Lombardia (Sezione Seconda) ha pronunciato la presente SENTENZA Maria Ada Russo, Presidente Silvana Bini, Consigliere, Estensore Laura Patelli, Primo Referendario per l'annullamento del provvedimento prot. 1572/2017 del 09.08.2017 del Comune di Montesegale, con cui è stata respinta la segnalazione certificata di agibilità presentata dalla Garbata Accoglienza s.r.l., per mancanza del titolo idoneo alla presentazione della stessa; di tutti gli atti presupposti, connessi e consequenziali, ed in particolare, ove occorrendo: a. di tutti gli atti impliciti o espliciti anche non noti con i quali il Comune di Montesegale ha respinto/rigettato/denegato l'agibilità dell'immobile sito in Montesegale, loc. Montesasso n.6; b. di tutti gli atti impliciti o espliciti anche non noti con i quali il Comune di Montesegale ha opposto alla ricorrente o a suoi aventi causa, la sussistenza di “problematiche urbanistico- edilizie”; c. del provvedimento del 24.05.2016 a firma del Responsabile del Servizio Tecnico del Comune di Montesegale avente ad oggetto “Verbale di Sopralluogo” che afferma la non agibilità della struttura; d. del provvedimento 7.09.2016 prot. 1810 VII/11 con cui sono state evidenziate ulteriori presunte problematiche che avrebbero ostato all'agibilità dell'immobile di cui è causa; e. del provvedimento del Comune di Montesegale prot. 12.10.2016 di richiesta di documentazione; sul ricorso numero di registro generale 2559 del 2017, proposto da Garbata Accoglienza s.r.l, rappresentata e difesa dall'avvocato Leonardo Sagnibene, con domicilio digitale come da PEC da Registri di Giustizia; Comune di Montesegale, in persona del legale rappresentante pro tempore, rappresentato e difeso dall'avvocato Corrado Robecchi Majnardi, con domicilio digitale come da PEC da Registri di Giustizia; Maurizio Granducato, non costituito in giudizio; Visti il ricorso e i relativi allegati; Visto l'atto di costituzione in giudizio di Comune di Montesegale; Visti tutti gli atti della causa; Relatore nell'udienza pubblica del giorno 23 maggio 2023 la dott.ssa Silvana Bini e uditi per le parti i difensori come specificato nel verbale; Ritenuto e considerato in fatto e diritto quanto segue. P.Q.M. Il Tribunale Amministrativo Regionale per la Lombardia (Sezione Seconda), definitivamente pronunciando sul ricorso, come in epigrafe proposto, lo respinge. Spese compensate. Ordina che la presente sentenza sia eseguita dall'autorità amministrativa. Così deciso in Milano nella camera di consiglio del giorno 23 maggio 2023 con l'intervento dei magistrati:
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