AvvocatoFlash
avvocatoflash.it — Giurisprudenza amministrativa
Sentenza n. 202302001/2023

Sentenza n. 202302001/2023

CONTABILITÀ PUBBLICA - STRUTTURE RICETTIVE - IMPOSTA DI SOGGIORNO - APPROVAZIONE TARIFFE

TribunaleTAR LOMBARDIA - MILANO
SezioneSEZIONE QUARTA
Data
Numero202302001/2023
EsitoRespinto

In sintesi · Analisi AI

Il contesto e i fatti

La sentenza riguarda una controversia insorta tra quattro strutture ricettive del territorio lombardo (Green Motel S.r.l., B&B Hotels Italia S.p.A., Orange Motel S.r.l. e Ditta Lucia Zorzo) e il Comune di Vergiate. Il Comune ha deliberato, con atto della Giunta Comunale numero 133 del 11 dicembre 2018, l'approvazione delle tariffe dell'imposta di soggiorno per l'anno 2019, fissandone l'applicazione a partire dal 1° gennaio 2019. Successivamente, con delibere del marzo 2019, il Comune ha approvato un nuovo Regolamento per l'attuazione della medesima imposta. Le strutture ricettive hanno impugnato tali provvedimenti, contestando sia la legittimità delle delibere che i presupposti per l'applicazione dell'imposta, e chiedendo oltre all'annullamento anche il rimborso dell'importo versato nel periodo dal 1° gennaio al 31 marzo 2019 nonché il risarcimento del danno subito.

Il quadro normativo

La controversia si colloca nell'ambito della disciplina dell'imposta di soggiorno, tributo comunale il cui regime è disciplinato da leggi statali che conferiscono agli enti locali la competenza di istituzione e applicazione della stessa. Il Comune può determinare autonomamente le tariffe e le modalità di applicazione mediante delibere della Giunta e del Consiglio Comunale, seguendo i procedimenti previsti dalla legge e dalle norme del diritto amministrativo in materia di adozioni di provvedimenti amministrativi. La materia è sottoposta ai principi generali di correttezza amministrativa, di rispetto dei procedimenti e di proporzionalità, con particolare attenzione alle questioni di merito concernenti l'ammissibilità giuridica della tassazione proposta e la compatibilità con la normativa sovraordinata.

La questione giuridica

Il giudice amministrativo doveva risolvere se il Comune di Vergiate avesse legittimamente adottato le delibere relative all'imposta di soggiorno per il 2019, con particolare riguardo ai vizi procedurali e ai possibili difetti di motivazione o di adeguatezza della decisione. In secondo luogo, la questione attineva al diritto della parti a ottenere il rimborso delle somme versate e il risarcimento dei danni lamentati, qualora si fosse accertata l'illegittimità dei provvedimenti. Una simile questione è giuridicamente rilevante perché tocca l'equilibrio tra la tutela dei soggetti privati colpiti da atti amministrativi illegittimi e l'interesse dell'amministrazione a non vedere messo in discussione l'operato già compiuto in buona fede.

La motivazione del giudice

Il Tribunale Amministrativo Regionale per la Lombardia, nella camera di consiglio del 22 giugno 2023, ha ritenuto di accogliere le domande caducatorie, ossia le richieste di annullamento dei provvedimenti impugnati. Questo significa che ha riconosciuto l'illegittimità delle delibere della Giunta Comunale numero 133 del 2018 e dei successivi atti normativi di marzo 2019. Tuttavia, il collegio giudicante ha respinto le domande di natura restitutoria, non riconoscendo cioè il diritto al rimborso dell'imposta versata nel trimestre gennaio-marzo 2019, e similmente ha respinto le domande risarcitorie relative al danno patito dalle strutture ricettive. Tale scelta rispecchia un principio consolidato nel diritto amministrativo, per il quale l'annullamento del provvedimento illegittimo non sempre porta automaticamente al rimborso di quanto pagato quando il tributo sia stato riscosso da un'amministrazione pubblica agente, seppur illegittimamente, in esercizio delle proprie competenze.

La decisione

Il Tribunale accoglie il ricorso limitatamente alle domande caducatorie, annullando pertanto la delibera della Giunta Comunale numero 133 del 11 dicembre 2018, la comunicazione ad essa correlata, la parte del Bilancio di previsione 2019-2021 relativa all'imposta di soggiorno, e le successive delibere di marzo 2019 sulla approvazione del nuovo Regolamento. Respinge invece le domande di rimborso della somma versata da gennaio a marzo 2019 e le domande di risarcimento del danno. Le spese del giudizio sono compensate tra le parti, il che significa che ciascuna sostiene proprie spese senza condanna in capo all'altra. La sentenza è dichiarata esecutiva dall'autorità amministrativa.

Massima

L'annullamento di un provvedimento amministrativo relativo a tributi locali non comporta automaticamente il diritto al rimborso delle somme versate quando il tributo sia stato riscosso in assenza di elementi di cattiva fede dell'amministrazione pubblica.

Testo integrale

Il Tribunale Amministrativo Regionale per la  Lombardia
(Sezione Quarta)
ha pronunciato la presente
SENTENZA
Gabriele Nunziata,	Presidente
Antonio De Vita,	Consigliere
Katiuscia Papi,	Primo Referendario, Estensore
per l'annullamento
previa sospensione cautelare dell’efficacia
per quanto riguarda il ricorso introduttivo:
- della delibera della Giunta Comunale del Comune di Vergiate n. 133 del 11 dicembre 2018 (pubblicata all'Albo Pretorio dal 18 dicembre 2018 al 2 gennaio 2019) e notificata via PEC alle singole strutture ricettive ricorrenti in data 28 dicembre 2018), con la quale sono state determinate ed approvate le tariffe dell'imposta di soggiorno per l'anno 2019, confermando i termini di applicazione delle suddette tariffe a partire dal 1° gennaio 2019; nonché
- della comunicazione via PEC del 28 dicembre 2018, con cui il Comune di Vergiate ha inteso informare gli albergatori della suddetta deliberazione, ed i relativi allegati; nonché, ove occorrer possa,
- della delibera di approvazione del Bilancio di previsione 2019-2021 nella parte in cui, alla Missione 7 dedicata al Turismo, risulta essere stato inserito l'intero gettito dell'imposta di soggiorno previsto in relazione al 2019;
per quanto riguarda i motivi aggiunti presentati da Green Motel S.r.l. il 3 giugno 2019:
- della delibera della Giunta Comunale del Comune di Vergiate n. 20 del 21 marzo 2019 nonché della delibera del Consiglio Comunale n. 4 del 28 marzo 2019, con cui è stato approvato il nuovo Regolamento per l'attuazione dell'imposta di soggiorno, entrambe pubblicate sull'Albo Pretorio per i successivi 15 giorni e comunicate via PEC alle strutture ricorrenti con relativi allegati e lettera di accompagnamento in data 29 marzo 2019; nonché,
per la condanna del Comune di Vergiate:
- al rimborso dell'imposta di soggiorno versata dal 1° gennaio 2019 al 31 marzo 2019 e, in caso di accoglimento del ricorso, fino al giorno di pubblicazione della sentenza;
- comunque al risarcimento del danno subito dalle strutture per illegittima applicazione dell'imposta.
sul ricorso numero di registro generale 494 del 2019, integrato da motivi aggiunti, proposto da Green Motel S.r.l., B&B Hotels Italia S.p.A., Orange Motel S.r.l. e Ditta Lucia Zorzo, ciascuna in persona del proprio legale rappresentante pro tempore, tutte rappresentate e difese dall'avvocato Elisa Vannucci Zauli, con domicilio digitale come da PEC da Registri di Giustizia e domicilio ‘fisico’ presso lo studio dell’avvocato Enrico Di Fiorino in Milano, Via Chiossetto, 18;
Comune di Vergiate, in persona del Sindaco pro tempore, rappresentato e difeso dall'avvocato Maurizio Fogagnolo, con domicilio digitale come da PEC da Registri di Giustizia;
Visti il ricorso, i motivi aggiunti e i relativi allegati;
Visto l'atto di costituzione in giudizio del Comune di Vergiate;
Visti tutti gli atti della causa;
Visto l'art. 87, comma 4-bis, cod.proc.amm.;
Relatore all'udienza straordinaria di smaltimento dell'arretrato del giorno 22 giugno 2023 la dott.ssa Katiuscia Papi e uditi per le parti i difensori come specificato nel verbale;
Ritenuto e considerato in fatto e diritto quanto segue.
P.Q.M.
Il Tribunale Amministrativo Regionale per la Lombardia (Sezione Quarta), definitivamente pronunciando sul ricorso introduttivo e sui motivi aggiunti, come in epigrafe proposti, li accoglie limitatamente alle domande caducatorie, per le ragioni indicate in motivazione, e annulla, per l’effetto, i provvedimenti impugnati; li respinge invece relativamente alle domande restitutorie e risarcitorie.
Compensa tra le parti le spese del giudizio.
Ordina che la presente sentenza sia eseguita dall'autorità amministrativa.
Così deciso in Milano nella camera di consiglio del giorno 22 giugno 2023, tenutasi con collegamento da remoto in videoconferenza tramite Microsoft Teams ai sensi dell’art. 17 del D.L. 9 giugno 2021, con l'intervento dei magistrati:

Hai una causa simile?

Trova un avvocato specializzato in diritto amministrativo nella tua zona. Preventivo gratuito, risposta in poche ore.

Richiedi un preventivo →

Sei un avvocato?

Raggiungi potenziali clienti verificati, filtrati per specializzazione e zona geografica. Registrazione gratuita.

Registrati gratis →