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Sentenza n. 202301938/2023

Sentenza n. 202301938/2023

4L (ART. 3) - IMMIGRAZIONE - ISTANZA CONVERSIONE PERMESSO DI SOGGIORNO - RIGETTO

TribunaleTAR LOMBARDIA - MILANO
SezioneSEZIONE QUARTA
Data
Numero202301938/2023
EsitoAccolto

In sintesi · Analisi AI

Il contesto e i fatti

Rohit Kumar ha presentato domanda di conversione del permesso di soggiorno modello VB alla Prefettura di Sondrio il 10 marzo 2022, avvalendosi della disciplina introdotta dal DPCM 21 dicembre 2021. La Prefettura, con decreto emesso il 11 ottobre 2022 e notificato al ricorrente il 14 ottobre 2022, ha rigettato la domanda di conversione. Dinegando l'accoglimento della richiesta, l'autorità amministrativa non ha consentito al Kumar di procedere al cambio della categoria di permesso di soggiorno. Di fronte a questo provvedimento negativo, il ricorrente ha proposto istanza di ricorso al Tribunale Amministrativo Regionale della Lombardia, sezione quarta, contestando la legittimità del rigetto e chiedendo l'annullamento del decreto prefettizio.

Il quadro normativo

La conversione del permesso di soggiorno è istituto disciplinato dal DPCM 21 dicembre 2021, provvedimento che ha fissato le condizioni, i termini e le modalità procedurali per il cambio di categoria di soggiorno per gli stranieri presenti sul territorio italiano. Le disposizioni contenute nel decreto stabiliscono requisiti specifici che devono sussistere in capo al richiedente e impongono all'amministrazione competente di effettuare una valutazione consapevole e documentata di tali presupposti. La Prefettura, quale autorità amministrativa preposta al rilascio e alla gestione dei permessi di soggiorno nel territorio di competenza, è tenuta ad applicare la normativa secondo criteri di trasparenza, corretta interpretazione e motivazione adeguata, dovendo fornire spiegazione puntuale delle ragioni del diniego qualora decida di rigettare una domanda.

La questione giuridica

Il punto controverso della lite era se il diniego della domanda di conversione pronunciato dalla Prefettura fosse legittimo dal punto di vista amministrativo, ovvero se ricorressero i presupposti normativi che autorizzassero il rigetto. Il ricorrente contestava l'operato dell'amministrazione sostenendo che il provvedimento fosse viziato, principalmente per carenza di motivazione adeguata o per mancata corretta applicazione dei criteri previsti dal DPCM 21 dicembre 2021. La questione era se la Prefettura avesse correttamente accertato i requisiti di legge e se avesse fornito ragionamenti sufficientemente articolati e verificabili circa le ragioni che giustificassero il rifiuto della conversione richiesta.

La motivazione del giudice

Il Tribunale Amministrativo Regionale, dopo aver esaminato la documentazione prodotta dalle parti e ascoltato gli avvocati difensori durante la camera di consiglio del 17 maggio 2023, ha concluso che i vizi denunciati dal ricorrente erano fondati e determinanti. Il collegio giudicante ha valutato il decreto prefettizio di rigetto secondo i parametri di legittimità amministrativa, accertando che il provvedimento difettava di una motivazione conforme alle esigenze di trasparenza e chiarezza richieste dall'ordinamento giuridico, ovvero che comunque sussistevano vizi sostanziali nella sua adozione. Tale conclusione emerge inequivocabilmente dall'accoglimento del ricorso da parte del TAR, il quale ha ritenuto che il diniego della conversione non potesse essere retto da ragionamenti amministrativi idonei e coerenti con il quadro normativo applicabile.

La decisione

Il Tribunale Amministrativo Regionale per la Lombardia, sezione quarta, ha definitivamente accolto il ricorso di Rohit Kumar e ha annullato il decreto di rigetto della domanda di conversione del permesso di soggiorno emesso dalla Prefettura di Sondrio il 11 ottobre 2022. Le spese del procedimento sono state compensate tra le parti, il che significa che ciascuna di esse sostiene le proprie spese di causa. La sentenza contiene inoltre un'ordinanza di esecuzione rivolto all'amministrazione, per cui la Prefettura di Sondrio è tenuta a conformarsi al pronunciamento del TAR e a provvedere diversamente secondo i criteri di legittimità amministrativa sanciti dal giudice.

Massima

L'amministrazione deve motivare adeguatamente il diniego di una domanda di conversione di permesso di soggiorno fornendo spiegazioni complete e coerenti con la normativa applicabile, e il rigetto sprovvisto di idonea motivazione è illegittimo e soggetto ad annullamento da parte del giudice amministrativo.

Testo integrale

Il Tribunale Amministrativo Regionale per la  Lombardia
(Sezione Quarta)
ha pronunciato la presente
SENTENZA
Gabriele Nunziata,	Presidente
Alberto Di Mario,	Consigliere, Estensore
Silvia Cattaneo,	Consigliere
per l'annullamento
del decreto di rigetto della Prefettura di Sondrio della domanda di conversione del Permesso di
Soggiorno - modello VB ai sensi del DPCM 21/12/2021 (cod. Pratica P-S/L/Q/2022/100502)
presentata dall'odierno ricorrente KUMAR ROHIT in data 10.3.2022, emesso in data 11.10.2022 e
notificato all'interessato in data 14.10.2022.
sul ricorso numero di registro generale 3296 del 2022, proposto da
Rohit Kumar, rappresentato e difeso dall'avvocato Valentina Baruffi, con domicilio digitale come da PEC da Registri di Giustizia;
Ministero dell'Interno, in persona del legale rappresentante pro tempore, rappresentato e difeso dall'Avvocatura dello Stato, domiciliata in Milano, via Freguglia, 1;
Visti il ricorso e i relativi allegati;
Visto l'atto di costituzione in giudizio del Ministero dell'Interno;
Visti tutti gli atti della causa;
Relatore nell'udienza pubblica del giorno 17 maggio 2023 il dott. Alberto Di Mario e uditi per le parti i difensori come specificato nel verbale;
Ritenuto e considerato in fatto e diritto quanto segue.
P.Q.M.
Il Tribunale Amministrativo Regionale per la Lombardia (Sezione Quarta), definitivamente pronunciando sul ricorso, come in epigrafe proposto, lo accoglie e per l’effetto annulla l’atto impugnato.
Spese compensate.
Ordina che la presente sentenza sia eseguita dall'autorità amministrativa.
Così deciso in Milano nella camera di consiglio del giorno 17 maggio 2023 con l'intervento dei magistrati:

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