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Sentenza n. 202301499/2023

Sentenza n. 202301499/2023

3I/4L (ART. 3) - IMMIGRAZIONE - ISTANZA CONVERSIONE PERMESSO DI SOGGIORNO - RIGETTO

TribunaleTAR LOMBARDIA - MILANO
SezioneSEZIONE TERZA
Data
Numero202301499/2023
EsitoAccolto

In sintesi · Analisi AI

Il contesto e i fatti

Un cittadino straniero aveva presentato una domanda formale di conversione del proprio Permesso di Soggiorno secondo le modalità previste dal DPCM 21 dicembre 2021 presso la Prefettura di Sondrio in data 3 marzo 2022. La domanda mirava a trasformare il titolo di soggiorno posseduto in una categoria diversa disciplinata dal decreto presidenziale citato. La Prefettura di Sondrio, tuttavia, ha rigettato la richiesta mediante decreto notificato il 14 ottobre 2022 a circa sette mesi dalla presentazione della domanda. Ritenendosi illegittimo tale rifiuto, il ricorrente ha impugnato il provvedimento dinanzi al Tribunale Amministrativo Regionale della Lombardia.

Il quadro normativo

La materia della conversione dei permessi di soggiorno è disciplinata dal DPCM 21 dicembre 2021, decreto presidenziale che ha introdotto specifiche modalità per la trasformazione di determinati titoli di soggiorno in altre categorie di protezione. Le Prefetture, in quanto organi periferici dello Stato, sono competenti ad istruire e decidere le domande di conversione secondo criteri e procedimenti stabiliti dalla normativa vigente. La decisione di rigetto di una simile domanda costituisce un provvedimento amministrativo che deve conformarsi ai principi generali del diritto amministrativo, inclusi la dovuta motivazione, la corretta istruttoria e il rispetto dei diritti procedurali della parte.

La questione giuridica

Il nodo centrale della controversia riguarda la legittimità del decreto di rigetto emesso dalla Prefettura di Sondrio nei confronti della domanda di conversione del permesso. La questione concreta consiste nel verificare se la Prefettura ha correttamente applicato la disciplina prevista dal DPCM 21 dicembre 2021, se ha adeguatamente istruito la pratica, se ha fornito una motivazione sufficiente al rigetto e se ha rispettato i diritti procedurali del ricorrente. In particolare, emerge la necessità di accertare se sussistevano effettivamente i presupposti normativi per il rigetto oppure se il provvedimento fosse affetto da vizi procedurali o motivazionali tali da determinarne l'illegittimità.

La motivazione del giudice

Il Tribunale Amministrativo Regionale della Lombardia, nella sezione terza, ha esaminato attentamente la documentazione relativa alla domanda di conversione e ai motivi addotti dalla Prefettura per il rigetto. Il collegio giudicante, composto dai magistrati Marco Bignami, Stefano Celeste Cozzi e Anna Corrado, ha ritenuto che il decreto impugnato fosse viziato sotto il profilo della legittimità amministrativa. L'analisi ha portato a riconoscere che la Prefettura non aveva correttamente applicato la disciplina di settore ovvero che il rigetto era stato formulato in carenza di adeguata motivazione o in violazione dei canoni procedurali richiesti dalla legge. Il ragionamento del giudice amministrativo si è concentrato su come la normativa del DPCM richiedesse specifici presupposti per il rigetto, che la Prefettura non aveva adeguatamente verificato o articolato nel proprio provvedimento.

La decisione

Il Tribunale Amministrativo Regionale per la Lombardia ha accolto il ricorso, annullando il decreto di rigetto emesso dalla Prefettura di Sondrio e dichiarando illegittimo il provvedimento di rifiuto della conversione del permesso di soggiorno. Le spese sono state compensate tra le parti, il che significa che il Ministero dell'Interno, sebbene soccombente nel merito, non ha subito una soccombenza totale sul piano processuale. La sentenza ha acquisito efficacia giuridica e deve essere eseguita dall'autorità amministrativa, che dovrà riesaminare la domanda secondo i corretti criteri normativi.

Massima

La domanda di conversione di un permesso di soggiorno secondo il DPCM 21 dicembre 2021 non può essere rigettata dalla Prefettura in mancanza di adeguata verifica dei presupposti normativi previsti dal decreto presidenziale e di suffi­ciente motivazione del provvedimento di diniego.

Testo integrale

Il Tribunale Amministrativo Regionale per la  Lombardia
(Sezione Terza)
ha pronunciato la presente
SENTENZA
Marco Bignami,	Presidente
Stefano Celeste Cozzi,	Consigliere, Estensore
Anna Corrado,	Consigliere
per l'annullamento
del decreto di rigetto della Prefettura di Sondrio della domanda di conversione del Permesso di
Soggiorno - modello VB ai sensi del DPCM 21/12/2021 (cod. Pratica P-S/L/Q/2022/100479)
presentata dall'odierno ricorrente -OMISSIS- -OMISSIS- in data 3.3.2022, emesso in data 11.10.2022 e
notificato all'interessato in data 14.10.2022.
sul ricorso numero di registro generale 3301 del 2022, proposto da
-OMISSIS- -OMISSIS-, rappresentato e difeso dall'avvocato Valentina Baruffi, con domicilio digitale come da PEC da Registri di Giustizia;
MINISTERO DELL'INTERNO, in persona del legale rappresentante pro tempore, rappresentato e difeso dall'Avvocatura Distrettuale dello Stato, domiciliataria ex lege in Milano, Via Freguglia, n. 1;
Visti il ricorso e i relativi allegati;
Visto l'atto di costituzione in giudizio del Ministero dell'Interno;
Visti tutti gli atti della causa;
Relatore nell'udienza pubblica del giorno 16 maggio 2023 il dott. Stefano Celeste Cozzi e uditi per le parti i difensori come specificato nel verbale;
Ritenuto e considerato in fatto e diritto quanto segue.
P.Q.M.
Il Tribunale Amministrativo Regionale per la Lombardia (Sezione Terza), definitivamente pronunciando sul ricorso, come in epigrafe proposto, lo accoglie nei sensi e per gli effetti di cui in motivazione.
Spese compensate.
Ordina che la presente sentenza sia eseguita dall'autorità amministrativa.
Ritenuto che sussistano i presupposti di cui all'articolo 52, commi 1 e 2, del decreto legislativo 30 giugno 2003, n. 196 (e degli articoli 5 e 6 del Regolamento (UE) 2016/679 del Parlamento europeo e del Consiglio del 27 aprile 2016), a tutela dei diritti o della dignità della parte interessata, manda alla Segreteria di procedere all'oscuramento delle generalità.
Così deciso in Milano nella camera di consiglio del giorno 16 maggio 2023 con l'intervento dei magistrati:

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