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Sentenza n. 202300895/2023

Sentenza n. 202300895/2023

AMBIENTE - PUNTO VENDITA CARBURANTI DISMESSO - BONIFICA SITO - RESPONSABILITÀ CONTAMINAZIONE

TribunaleTAR LOMBARDIA - MILANO
SezioneSEZIONE QUARTA
Data
Numero202300895/2023
EsitoInammissibile

In sintesi · Analisi AI

Il contesto e i fatti

Esso Italiana S.r.l. ha presentato ricorso al TAR Lombardia contro due atti della Provincia di Pavia emanati in data 7 agosto 2018, entrambi relativi a una procedura di indagine ambientale per bonifica di un sito contaminato nel Comune di Bereguardo in provincia di Pavia, identificato come PVF ESSO 0239. Gli atti impugnati consistono nella nota prot. 48353/2018 relativa al procedimento di indagine e nell'atto di conclusione dell'indagine n. 8/2018 prot. 48351/2018. La procedura in questione si inseriva nel complesso quadro delle indagini preliminari previste dal Codice dell'Ambiente per stabilire le modalità di bonifica di siti potenzialmente contaminati, secondo quanto disciplinato dagli articoli 244 e 245 del D. Lgs. 152/06. La ricorrente Esso Italiana intendeva ottenere l'annullamento dei provvedimenti ritenendoli illegittimi, presumibilmente per vizi procedurali o sostanziali nella conduzione dell'indagine ambientale.

Il quadro normativo

La controversia si colloca nell'ambito della disciplina delle bonifiche di siti contaminati, regolata dalla Parte IV, Titolo V del Decreto Legislativo numero 152 del 2006, comunemente denominato Codice dell'Ambiente, che rappresenta la normativa di riferimento nazionale per la gestione dei siti contaminati e delle procedure di bonifica. Gli articoli 244 e 245 del medesimo decreto stabiliscono le modalità per la conduzione delle indagini preliminari e della caratterizzazione dei siti, indicando gli obblighi a carico dei soggetti responsabili dell'inquinamento e le competenze delle autorità amministrative territoriali. La normativa prevede inoltre specifici diritti di partecipazione procedimentale per i soggetti interessati e principi di trasparenza amministrativa nella gestione delle procedure di bonifica. Il regime amministrativo delle bonifiche ambientali rappresenta un'area di intersezione tra il diritto ambientale e il diritto amministrativo, dove rilevantissimi sono i principi di precauzione e di responsabilità del produttore dell'inquinamento.

La questione giuridica

La ricorrente Esso Italiana aveva dedotto presumibilmente dei vizi negli atti di conclusione dell'indagine emanati dalla Provincia, questioni che il TAR avrebbe dovuto affrontare nel merito per valutare la legittimità amministrativa degli atti stessi. Tuttavia, nel corso del procedimento giudiziale, si è verificata una modificazione della situazione fattuale o giuridica tale da eliminare il presupposto processale fondamentale dell'interesse ad agire da parte della ricorrente. La carenza sopravvenuta di interesse rappresenta una questione processuale preliminare che incide sulla procedibilità della causa, indipendentemente dall'effettivo fondamento della pretesa nel merito. Il TAR ha quindi dovuto affrontare non la questione di legittimità amministrativa degli atti impugnati, bensì la questione prioritaria della permanenza dei presupposti processuali della causa.

La motivazione del giudice

Il Tribunale Amministrativo Regionale ha ritenuto che nel corso del procedimento fosse intervenuta una circostanza tale da determinare il venir meno dell'interesse di Esso Italiana alla prosecuzione della lite, uno dei presupposti essenziali e inderogabili per la prosecuzione di un giudizio amministrativo. La carenza sopravvenuta di interesse non può essere sanata dalla volontà della parte e comporta l'estinzione della causa senza possibilità di pronuncia nel merito. Il principio consolidato nella giurisprudenza amministrativa riconosce che l'interesse ad agire deve persistere nel corso dell'intero procedimento giudiziale, e la sua venir meno per effetto di eventi sopravvenuti determina automaticamente l'improcedibilità del ricorso. Il collegio giudicante ha applicato correttamente questo principio procedimentale, dando priorità alla questione di rito su quella di merito, come correttamente previsto dalle norme del codice del processo amministrativo.

La decisione

Il Tribunale Amministrativo Regionale per la Lombardia, Sezione Quarta, ha dichiarato il ricorso improcedibile per sopravvenuto difetto di interesse ad agire. La sentenza ordina all'autorità amministrativa l'esecuzione del provvedimento e stabilisce la compensazione delle spese del giudizio, il che significa che ciascuna parte sostiene proprie spese processuali senza poter chiedere il rimborso alle controparte. Con questa decisione, il TAR ha estinto il procedimento senza entrare nel merito della questione relativa alla legittimità amministrativa degli atti impugnati, rendendo pertanto non rilevante la valutazione dei singoli vizi denunciati dalla ricorrente.

Massima

Un ricorso amministrativo diventa improcedibile e deve essere estinto quando sopraggiunge una carenza sopravvenuta dell'interesse ad agire della parte ricorrente durante il corso del giudizio, determinando l'impossibilità di una pronuncia nel merito della controversia.

Testo integrale

Il Tribunale Amministrativo Regionale per la  Lombardia
(Sezione Quarta)
ha pronunciato la presente
SENTENZA
Gabriele Nunziata,	Presidente
Antonio De Vita,	Consigliere
Katiuscia Papi,	Primo Referendario, Estensore
per l'annullamento
- della nota della Provincia di Pavia, Tutela Ambientale, Promozione del Territorio e sostenibilità, U.O. Bonifiche e Compatibilità paesistico ambientale, N. 48353 di Protocollo del 07/08/2018 avente ad oggetto “Procedimento ex D. Lgs. 152/06, Parte IV, Titolo V – PVF ESSO 0239 nel Comune di Bereguardo (PV). Indagine ai sensi dell'art- 244 c.2 e art. 245 c.2 – Trasmissione atto conclusione indagine”;
- dell'atto della Provincia di Pavia Tutela Ambientale, Promozione del Territorio e sostenibilità di conclusione dell'indagine n. 8/2018 prot. 48351 del 07/08/2018, avente ad oggetto Procedimento ex D. Lgs. 152/06, Parte IV, Titolo V – PVF ESSO 0239 nel Comune di Bereguardo (PV). Indagine n. 8/2018 ai sensi dell'art- 244 c.2 e art. 245 c.2;
- di ogni altro atto preordinato, conseguente o comunque connesso.
sul ricorso numero di registro generale 2544 del 2018, proposto da Esso Italiana S.r.l., in persona del legale rappresentante pro tempore, rappresentato e difeso dagli avvocati Antonella Capria e Teodora Marocco, con domicilio digitale come da PEC da Registri di Giustizia;
Provincia di Pavia, in persona del legale rappresentante pro tempore, rappresentato e difeso dagli avvocati Silvia Tognella e Silvia Dabusti, con domicilio digitale come da PEC da Registri di Giustizia;
Comune di Bereguardo, Regione Lombardia, Agenzia Regionale per la Prevenzione e La Protezione dell'Ambiente A.R.P.A. della Lombardia, Ats (Agenzia di Tutela della Salute) di Pavia, Prefettura di Pavia, ciascuno in persona del proprio legale rappresentante, non costituiti in giudizio;
Ministero dell'Interno, in persona del Ministro pro tempore, rappresentato e difeso ex lege dall'Avvocatura Distrettuale dello Stato, con domicilio legale in Milano, Via Freguglia, 1;
Visti il ricorso e i relativi allegati;
Visti gli atti di costituzione in giudizio del Ministero dell'Interno e della Provincia di Pavia;
Visti gli artt. 35, co. 1, lett. c, e 85, co. 9, cod. proc. amm.;
Visti tutti gli atti della causa;
Visto l'art. 87, comma 4-bis, cod.proc.amm.;
Relatore all'udienza straordinaria di smaltimento dell'arretrato del giorno 8 marzo 2023 la dott.ssa Katiuscia Papi e uditi per le parti i difensori come specificato nel verbale;
Ritenuto e considerato in fatto e diritto quanto segue.
P.Q.M.
Il Tribunale Amministrativo Regionale per la Lombardia (Sezione Quarta), definitivamente pronunciando sul ricorso, come in epigrafe proposto, lo dichiara improcedibile per sopravvenuto difetto di interesse.
Spese compensate.
Ordina che la presente sentenza sia eseguita dall'autorità amministrativa.
Così deciso in Milano nella camera di consiglio del giorno 8 marzo 2023 con l'intervento dei magistrati:

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