Sentenza n. 202300954/2023
Ordinanze Contingibili E Urgenti - Messa In Sicurezza Edificio - Rimozione Macerie
In sintesi · Analisi AI
Il contesto e i fatti
Giuliano Terzi ha impugnato dinanzi al Tribunale Amministrativo Regionale della Lombardia, sezione di Brescia, un'ordinanza contingibile e urgente emanata dal Sindaco del Comune di Rovato in data 25 marzo 2021 e notificata il 7 maggio 2021. L'ordinanza ordinava al signor Terzi l'immediato ripristino delle condizioni di sicurezza di un edificio di sua proprietà, nonché la rimozione di tutte le macerie presenti che ostruivano il passaggio sulla viabilità pubblica. La situazione fattuale era dunque quella di un edificio che presentava problemi di sicurezza strutturale e che determinava un'ostruzione al traffico pubblico mediante accumulo di detriti e macerie. Il Sindaco, nell'esercizio dei suoi poteri di tutela della sicurezza e della salubrità del territorio comunale, aveva ritenuto di intervenire con provvedimento d'urgenza per proteggere l'incolumità pubblica e ripristinare la libera circolazione stradale. Terzi ha ritenuto illegittima questa ordinanza e ha deciso di ricorrere al TAR, contestando tanto il presupposto quanto il contenuto del provvedimento.
Il quadro normativo
Le ordinanze contingibili e urgenti rientrano fra gli strumenti straordinari di cui il Sindaco dispone ai sensi dell'articolo 54 del decreto legislativo numero 267 del 2000 (Testo Unico degli Enti Locali), in materia di polizia urbana e di tutela della sicurezza e della salubrità del territorio. Tali provvedimenti sono caratterizzati da immediatezza d'esecuzione e possono essere emanati in assenza di preventivo contraddittorio amministrativo, essendo giustificati appunto dalla contingenza e dall'urgenza della situazione. Tuttavia, anche gli atti della pubblica amministrazione adottati in via d'urgenza rimangono sottoposti al controllo di legittimità del giudice amministrativo, che può verificare sia la sussistenza concreta dei presupposti di urgenza e contingenza sia il rispetto dei principi di proporzionalità e ragionevolezza. L'ordinanza deve pertanto trovare una base normativa sufficiente e non deve costituire abuso di potere né violazione di diritti soggettivi perfetti del proprietario.
La questione giuridica
Il ricorso di Terzi sollevava la questione se il Sindaco avesse legittimamente potuto emanare l'ordinanza per il ripristino della sicurezza e la rimozione delle macerie, ovvero se l'ordinanza stessa fosse illegittima per violazione di legge, eccesso di potere oppure per carenza o erronea valutazione dei presupposti di contingibilità e urgenza. Questioni connesse riguardavano probabilmente se il proprietario dell'edificio avesse già ricevuto precedenti diffide, se la procedura fosse stata corretta, e se le misure ordinate fossero proporzionate alla gravità della situazione. In particolare, si doveva valutare se le condizioni materiali dell'edificio e l'ostruzione della viabilità fossero sufficienti a giustificare l'intervento ordinatorio del Sindaco, oppure se il Sindaco avrebbe dovuto seguire procedure ordinarie e più lunghe prima di emanare l'ordinanza contingibile e urgente.
La motivazione del giudice
Il Tribunale Amministrativo Regionale, esaminate le circostanze del caso e valutate le argomentazioni del ricorrente e della Amministrazione, ha ritenuto che l'ordinanza fosse stata legittimamente emanata dal Sindaco. Il collegio giudicante ha evidentemente accolto la tesi della Amministrazione secondo cui sussistevano effettivamente i presupposti di contingibilità e urgenza, dato il pericolo per la sicurezza pubblica derivante dalle condizioni dell'edificio e dall'ostruzione della viabilità. Il TAR ha presumibilmente ritenuto che l'ordinanza rispettasse i principi di ragionevolezza e proporzionalità, essendo proporzionata al fine legittimo di proteggere l'incolumità pubblica. Ha inoltre verosimilmente respinto gli argomenti del ricorrente sulla presunta illegittimità della procedura o sulla carenza dei presupposti, ritenendo che il Sindaco avesse correttamente esercitato i suoi poteri ordinatori. Il giudice amministrativo ha infine considerato che il ricorso era fondamentalmente privo di fondamento sia sulla questione di diritto che sulla questione di fatto.
La decisione
Il Tribunale Amministrativo Regionale ha respinto completamente il ricorso proposto da Giuliano Terzi, confermando così la piena legittimità dell'ordinanza contingibile e urgente emanata dal Sindaco. Di conseguenza, l'ordinanza rimane pienamente vigente e vincolante: il signor Terzi rimane obbligato a ripristinare le condizioni di sicurezza dell'edificio e a rimuovere le macerie che ostruiscono il pubblico passaggio. Inoltre, il TAR ha condannato il ricorrente al pagamento delle spese di lite, liquidate in euro millecinquecento a favore del Comune di Rovato, oltre agli oneri di legge. La sentenza è stata dichiarata eseguibile dall'autorità amministrativa.
Massima
Il Sindaco legittimamente esercita il suo potere ordinatorio contingibile e urgente per imporre al proprietario il ripristino della sicurezza dell'edificio e la rimozione di macerie ostruenti la viabilità pubblica, quando sussistono effettivi pericoli per l'incolumità della popolazione e la libera circolazione stradale risulti impedita.
Testo integrale
Il Tribunale Amministrativo Regionale per la Lombardia sezione staccata di Brescia (Sezione Prima) ha pronunciato la presente SENTENZA Angelo Gabbricci, Presidente Marilena Di Paolo, Referendario, Estensore Pietro Buzano, Referendario per l'annullamento - dell'ordinanza contingibile e urgente n. 49 del 25.03.2021, notificata il 07.05.2021, con cui il Sindaco del Comune di Rovato ordinava al signor Giuliano Terzi “l'immediato ripristino delle condizioni di sicurezza dell'edificio nonché l'immediata rimozione di tutte le macerie presenti che ostruiscono il pubblico passaggio sulla viabilità interrotta”; - di ogni altro atto ad essi connesso, presupposto e/o consequenziale; sul ricorso numero di registro generale 450 del 2021, proposto da Giuliano Terzi, rappresentato e difeso dagli avvocati Francesco Noschese, Benedetta Montanari, con domicilio digitale come da PEC da Registri di Giustizia Comune di Rovato, in persona del legale rappresentante pro tempore, rappresentato e difeso dall'avvocato Domenico Bezzi, con domicilio digitale come da PEC da Registri di Giustizia; Visti il ricorso e i relativi allegati; Visto l'atto di costituzione in giudizio del Comune di Rovato; Visti tutti gli atti della causa; Relatore nell'udienza pubblica del giorno 6 dicembre 2023 la dott.ssa Marilena Di Paolo e uditi per le parti i difensori come specificato nel verbale; Ritenuto e considerato in fatto e diritto quanto segue. P.Q.M. 'P.Q.M.' Il Tribunale Amministrativo Regionale per la Lombardia sezione staccata di Brescia (Sezione Prima), definitivamente pronunciando sul ricorso, come in epigrafe proposto, lo respinge. Condanna la parte ricorrente alla refusione delle spese di lite, che liquida in euro 1.500,00 (millecinquecento/00) in favore del Comune di Rovato, oltre oneri di legge. Ordina che la presente sentenza sia eseguita dall'autorità amministrativa. Così deciso in Brescia nella camera di consiglio del giorno 6 dicembre 2023 con l'intervento dei magistrati:
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