ESECUZIONE E OTTEMPERANZA - SENTENZA T.A.R. BRESCIA II SEZIONE N. 707/2021
| Tribunale | TAR LOMBARDIA - BRESCIA |
| Sezione | SEZIONE SECONDA |
| Data | — |
| Numero | 202300054/2023 |
| Esito | ACCOLTO PARZIALMENTE |
In sintesi · Analisi AI
Il contesto e i fatti
L'Istituto Diocesano per il Sostentamento del Clero della Diocesi di Brescia ha proposto ricorso dinanzi al TAR Lombardia (sezione staccata di Brescia) per ottemperanza a una precedente sentenza dello stesso TAR, pronunciata in data 29 luglio 2021 con il numero 707, già passata in giudicato. Il ricorso trae origine dall'occupazione di terreni di proprietà dell'Istituto ricorrente situati nei Comuni di Gavardo, Nuvolera e Prevalle, occupazione avvenuta da parte dell'ANAS (Azienda Nazionale Autonoma delle Strade) in vista della realizzazione di opere stradali. La controversia verteva su quale fosse l'obbligazione corretta a carico dell'ANAS nei confronti del proprietario dei terreni occupati, con la necessità di scegliere tra la restituzione dei beni medesimi e la loro acquisizione mediante il pagamento di una giusta indennità. Il giudice amministrativo aveva già statuito che l'ANAS dovesse effettuare tale scelta secondo le previsioni normative di legge, ma nel procedimento di ottemperanza il ricorrente segnalava la mancata ottemperanza della decisione precedente e chiedeva chiarimenti in merito alle modalità concrete di esecuzione dell'obbligo.
Il quadro normativo
La controversia si inserisce nell'ambito della disciplina dell'espropriazione e dell'occupazione di suolo privato per scopi pubblici, disciplina contenuta nel Decreto del Presidente della Repubblica 8 giugno 2001 numero 327, detto Codice delle Espropriazioni. In particolare, il procedimento di ottemperanza si fonda sull'articolo 112 comma 5 del Codice del Processo Amministrativo, che consente al ricorrente di chiedere chiarimenti e di controllare l'effettiva esecuzione di una sentenza precedente qualora l'amministrazione non si sia conformata alle decisioni giudiziali. L'articolo 42-bis del DPR 327/2001 costituisce il fulcro normativo della questione, in quanto prevede che in caso di occupazione di terreno per opere pubbliche, il proprietario può richiedere all'amministrazione di sceglierne il trattamento, ossia se procedere alla restituzione del bene oppure alla sua acquisizione mediante pagamento dell'indennità. Questa disposizione rappresenta una protezione del diritto di proprietà, garantendo al proprietario una scelta tra il recupero della disponibilità fisica del bene o il riconoscimento di una corretta compensazione economica.
La questione giuridica
La questione giuridica centrale riguardava se e come l'ANAS avesse ottemperato alla decisione del TAR che le intimava di effettuare la scelta tra restituzione e acquisizione dei terreni occupati secondo le modalità previste dall'articolo 42-bis del DPR 327/2001. In altre parole, il giudice doveva accertare se l'amministrazione avesse adeguatamente esercitato il suo obbligo di scelta tra le due alternative legalmente previste, e doveva inoltre fornire chiarimenti sulle modalità concrete attraverso le quali tale obbligo avrebbe dovuto concretizzarsi. La complessità della questione risiedeva nella necessità di controllare non solo il momento decisionale dell'amministrazione, bensì la corretta esecuzione pratica della scelta medesima, con tutti i conseguenti effetti sia sulla posizione del ricorrente che sulla gestione del demanio stradale. La richiesta accessoria di chiarimenti dimostrava che il ricorrente avvertiva l'esigenza di una precisazione giudiziale ulteriore rispetto alla generica imposizione di scelta.
La motivazione del giudice
Il collegio giudicante, nella sua valutazione, ha accertato parzialmente il fondamento delle istanze ricorrenti, riconoscendo che vi era effettivamente una situazione di inadempienza o di incompletezza nell'ottemperanza da parte dell'ANAS alla precedente sentenza. Il giudice ha ritenuto opportuno e necessario controllare il modo in cui l'amministrazione aveva tentato di conformarsi alla decisione precedente, individuando probabilmente carenze nella comunicazione ufficiale, nelle modalità di notificazione della scelta, oppure nell'indicazione dei tempi e delle procedure concrete per l'esecuzione dell'obbligo medesimo. L'accoglimento parziale del ricorso suggerisce che il tribunale ha riconosciuto il fondamento almeno di parte delle lamentele del ricorrente, potendo escludere il fondamento di altre istanze specifiche. La condanna dell'ANAS al pagamento delle spese di giudizio costituisce un elemento rilevante della decisione, poiché testimonia che il giudice ha ritenuto l'amministrazione responsabile di aver costretto il ricorrente a reiterare il ricorso per ottenere il rispetto di una decisione già passata in giudicato.
La decisione
Il Tribunale Amministrativo Regionale per la Lombardia ha definitivamente deciso di accogliere parzialmente il ricorso, il che significa che ha riconosciuto fondato almeno parte del lamento concernente l'ottemperanza incompleta o difettosa della precedente sentenza. Ha altresì condannato l'ANAS al pagamento delle spese di giudizio per l'importo di tremila euro, oltre agli oneri previsti dalla legge, evidenziando così la responsabilità dell'amministrazione nell'avere cagionato necessità di lite. Il tribunale ha posto il contributo unificato a carico dell'ANAS, ulteriormente enfatizzando la posizione di soccombenza dell'amministrazione. Sebbene il testo disponibile non specifichi le concrete modalità di ottemperanza imposte nella sentenza, è ragionevole desumere che il giudice abbia impartito precise prescrizioni all'ANAS in ordine alle concrete modalità e ai tempi entro cui adempiere all'obbligo di scelta tra restituzione e acquisizione dei terreni.
Massima
Quando un'amministrazione è stata condannata dal giudice amministrativo a effettuare una scelta tra alternative legalmente previste per l'esecuzione di un obbligo verso il cittadino, il mancato o difettoso adempimento di tale obbligo può costituire motivo di nuovo giudizio di ottemperanza, nel quale il giudice controlla l'effettiva conformazione dell'amministrazione alla decisione precedente e può imporre modalità e tempi concreti di esecuzione dell'obbligo medesimo.
Testo integrale
Il Tribunale Amministrativo Regionale per la Lombardia sezione staccata di Brescia (Sezione Seconda) ha pronunciato la presente SENTENZA Bernardo Massari, Presidente Mauro Pedron, Consigliere, Estensore Massimo Zampicinini, Referendario per l'ottemperanza - alla sentenza del TAR Brescia n. 707 del 29 luglio 2021, passata in giudicato, con la quale è stato accertato l’obbligo dell’ANAS di effettuare la scelta tra restituzione e acquisizione ex art. 42-bis del DPR 8 giugno 2001 n. 327 dei terreni di proprietà del ricorrente nei Comuni di Gavardo, Nuvolera e Prevalle occupati per la realizzazione di opere stradali; - con richiesta accessoria di chiarimenti sulle modalità dell'ottemperanza ex art. 112 comma 5 cpa; sul ricorso numero di registro generale 750 del 2022, proposto da ISTITUTO DIOCESANO PER IL SOSTENTAMENTO DEL CLERO DELLA DIOCESI DI BRESCIA, rappresentato e difeso dagli avv. Enzo Barilà e Gianfranco Zanetti, con domicilio digitale come da PEC dei Registri di Giustizia, e domicilio fisico presso il secondo legale in Brescia, via Solferino 28; ANAS SPA, non costituitasi in giudizio; Visti il ricorso e i relativi allegati; Visto l'art. 114 cpa; Visti gli atti della causa; Relatore nella camera di consiglio del giorno 16 novembre 2022 il dott. Mauro Pedron; Considerato quanto segue. P.Q.M. Il Tribunale Amministrativo Regionale per la Lombardia sezione staccata di Brescia (Sezione Seconda) definitivamente pronunciando: (a) accoglie parzialmente il ricorso, come precisato in motivazione; (b) condanna l’ANAS a versare al ricorrente, a titolo di spese di giudizio, l’importo di € 3.000, oltre agli oneri di legge; (c) pone il contributo unificato a carico dell’ANAS. Così deciso in Brescia, nella camera di consiglio del giorno 16 novembre 2022, con l'intervento dei magistrati:
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