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Sentenza n. 202300911/2023

Sentenza n. 202300911/2023

EDILIZIA ED URBANISTICA - PIANO DI GOVERNO DEL TERRITORIO - CONFORMAZIONE DELL'AMBITO DI TRASFORMAZIONE - DINIEGO

TribunaleTAR LOMBARDIA - BRESCIA
SezioneSEZIONE SECONDA
Data
Numero202300911/2023
EsitoInammissibile

In sintesi · Analisi AI

Il contesto e i fatti

Una società ha proposto ricorso dinanzi al Tribunale Amministrativo Regionale della Lombardia (sezione staccata di Brescia) impugnando una delibera di Giunta comunale che conteneva un diniego alla conformazione dell'ambito di trasformazione urbanistica denominato "area 2". La controversia riguardava il riconoscimento di diritti della ricorrente in relazione a un ambito di trasformazione territoriale, probabilmente legato a previsioni di pianificazione urbanistica comunale. La società ricorrente contestava la legittimità della decisione amministrativa del Comune, ritenendo che il Comune avesse violato norme di legge o principi di corretta amministrazione nel negare la conformazione dell'area. Il ricorso è stato depositato nel 2020 e la causa si è sviluppata attraverso il deposito degli atti costitutivi e la relativa istruttoria fino all'udienza pubblica del 18 ottobre 2023.

Il quadro normativo

La materia in questione rientra nel diritto urbanistico amministrativo e riguarda i procedimenti di conformazione degli ambiti di trasformazione urbanistica previsti dalle leggi regionali e dai piani regolatori comunali. Le amministrazioni comunali esercitano poteri discrezionali nell'ambito della pianificazione territoriale, tuttavia tali poteri non sono assoluti bensì vincolati al rispetto dei principi di legalità, correttezza, trasparenza e ragionevolezza. La delibera impugnata, quale atto amministrativo endoprocedimentale, doveva rispettare i presupposti di fatto e di diritto necessari per la sua legittima adozione, nonché i vincoli derivanti dalla normativa urbanistica vigente. Il diniego amministrativo deve essere sempre motivato e proporzionato ai fini perseguiti dall'amministrazione, nel rispetto dei diritti soggettivi e degli interessi legittimi dei destinatari.

La questione giuridica

Il punto centrale della controversia riguardava la legittimità della decisione comunale di negare la conformazione dell'ambito di trasformazione in questione. La ricorrente sosteneva che il Comune aveva agito illegittimamente, probabilmente per vizi procedurali, per carenza di motivazione, per eccesso di potere o per mancato rispetto dei vincoli normativi dettati dalla pianificazione urbanistica. La questione era giuridicamente rilevante in quanto coinvolgeva l'equilibrio tra i poteri discrezionali dell'amministrazione e la tutela dei diritti dei privati nel settore delicato dell'urbanistica, dove spesso si concentrano significativi interessi economici e patrimoniali. La sentenza doveva risolvere il conflitto tra la pretesa della società a una determinata conformazione territoriale e la validità dell'esercizio dell'autotutela amministrativa da parte del Comune.

La motivazione del giudice

Il collegio giudicante ha operato una distinzione tra l'aspetto dell'annullamento e quello della declaratoria di illegittimità. Ha ritenuto che, nel corso del procedimento, la situazione fosse mutata sopravvenendo una carenza di interesse a ottenere l'annullamento della delibera, probabilmente perché il Comune aveva nel frattempo conformato l'area o la ricorrente aveva ottenuto altrimenti la soddisfazione della sua pretesa principale. Tuttavia, il tribunale ha ritenuto opportuno procedere comunque alla dichiarazione di illegittimità della delibera originaria, un istituto distinto dall'annullamento, per tutelare il ricorrente sul piano del risarcimento dei danni. Il giudice ha valutato che malgrado la sopravvenuta mancanza di utilità dell'annullamento formale, la dichiarazione di illegittimità era necessaria per sanzionare il comportamento illegittimo del Comune e per consentire al ricorrente di ottenere il ristoro pecuniario dei pregiudizi subiti dalla condotta amministrativa illegittima.

La decisione

Il TAR ha dichiarato improcedibile la domanda di annullamento della delibera comunale per sopravvenuta carenza di interesse, ma ha comunque dichiarato l'illegittimità della delibera stessa. Il Comune è stato condannato al pagamento di cinquantamila euro in favore della società ricorrente, quale risarcimento dei danni cagionati dall'illegittima delibera, con aggiunta degli interessi legali dalla data di notifica del ricorso fino al saldo. Inoltre, il Comune è stato condannato al pagamento delle spese di lite, liquidate in millecinquecento euro oltre agli accessori di legge. La sentenza è stata dichiarata immediatamente esecutiva dall'autorità amministrativa e gli atti sono stati trasmessi alla Procura regionale presso la Corte dei Conti della Regione Lombardia per le opportune valutazioni di competenza.

Massima

Anche quando sopraggiunge carenza di interesse all'annullamento di un provvedimento amministrativo, il giudice amministrativo può comunque dichiarare l'illegittimità dello stesso provvedimento e ordinare il risarcimento dei danni, qualora il privato abbia subito pregiudizio dalla condotta amministrativa illegittima.

Testo integrale

Il Tribunale Amministrativo Regionale per la  Lombardia
sezione staccata di Brescia (Sezione Seconda)
ha pronunciato la presente
SENTENZA
Bernardo Massari,	Presidente
Mauro Pedron,	Consigliere
Luigi Rossetti,	Referendario, Estensore
per l'annullamento
- della delibera di Giunta comunale n.-OMISSIS-, recante il diniego alla conformazione dell’ambito di trasformazione 1 – area 2;
- di tutti gli atti ad esso connessi e presupposti
E RISARCIMENTO DEI DANNI
sul ricorso numero di registro generale 220 del 2020, proposto da
-OMISSIS-, in persona del legale rappresentante pro tempore, rappresentato e difeso dall'avvocato Alberto Salvadori, con domicilio digitale come da PEC da Registri di Giustizia;
Comune di -OMISSIS-, in persona del legale rappresentante pro tempore, rappresentato e difeso dagli avvocati Enrico T. Panero, Giovanna Aucone, con domicilio digitale come da PEC da Registri di Giustizia;
Visti il ricorso e i relativi allegati;
Visto l'atto di costituzione in giudizio di Comune di -OMISSIS-;
Visti tutti gli atti della causa;
Relatore nell'udienza pubblica del giorno 18 ottobre 2023 il dott. Luigi Rossetti e uditi per le parti i difensori come specificato nel verbale;
Ritenuto e considerato in fatto e diritto quanto segue.
P.Q.M.
Il Tribunale Amministrativo Regionale per la Lombardia sezione staccata di Brescia (Sezione Seconda), definitivamente pronunciando sul ricorso, come in epigrafe proposto, così dispone:
a) dichiara improcedibile la domanda di annullamento per sopravvenuta carenza d’interesse;
b) dichiara l’illegittimità della delibera impugnata e condanna il Comune di -OMISSIS- al pagamento in favore della società ricorrente della somma di € 50.000,00 con interessi al tasso legale dalla data di notifica del ricorso fino al saldo;
c) condanna il Comune di -OMISSIS- al pagamento delle spese di lite che liquida in € 1500,00 oltre accessori di legge.
Ordina la trasmissione degli atti del giudizio alla Procura regionale presso la Corte dei Conti della Regione Lombardia, per le valutazioni di competenza.
Ordina che la presente sentenza sia eseguita dall'autorità amministrativa.
Così deciso in Brescia nella camera di consiglio del giorno 18 ottobre 2023 con l'intervento dei magistrati:

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