EDILIZIA RESIDENZIALE PUBBLICA - RIQUALIFICAZIONE - PROGETTAZIONE - AFFIDAMENTO – SUCCESSIVA RISOLUZIONE DEL CONTRATTO - ACCESSO AI DOCUMENTI - DINIEGO
| Tribunale | TAR LOMBARDIA - BRESCIA |
| Sezione | SEZIONE SECONDA |
| Data | — |
| Numero | 202300061/2023 |
| Esito | Accolto |
In sintesi · Analisi AI
Il contesto e i fatti
Una società a responsabilità limitata ha presentato istanza al Comune di Brescia nel corso del 2022 per ottenere accesso e copia di determinata documentazione amministrativa. L'amministrazione comunale ha opposto un formale diniego alla richiesta, rifiutando di consentire alla ricorrente di visualizzare e acquisire i documenti richiesti. Insoddisfatta di tale provvedimento, la società ha proposto ricorso al Tribunale Amministrativo Regionale della Lombardia, sezione di Brescia, impugnando il diniego e chiedendo l'accertamento del proprio diritto di accesso ai suddetti atti. La controversia riguardava quindi il diritto fondamentale di accesso agli atti dell'amministrazione pubblica, una garanzia essenziale della trasparenza amministrativa e del controllo democratico sull'operato della pubblica amministrazione.
Il quadro normativo
Il diritto di accesso agli atti dell'amministrazione pubblica è disciplinato principalmente dalla legge 241 del 1990, che regola il procedimento amministrativo e ha previsto la possibilità per gli interessati di accedere ai documenti amministrativi. Tale diritto è stato successivamente integrato e specificato dal Codice dell'Amministrazione Digitale e da disposizioni regolamentari comunali, che hanno introdotto anche forme di accesso civico generalizzato. Le amministrazioni pubbliche sono tenute a garantire l'accesso salvo che sussistano specifiche eccezioni tassativamente previste dalla legge, quali motivi di riservatezza, segreto di stato, tutela della privacy o altri interessi pubblici tutelati. Il principio cardine è che la trasparenza amministrativa costituisce un requisito irrinunciabile dello Stato di diritto, donde discende che le limitazioni al diritto di accesso devono trovare fondamento specifico e concreto nella legge.
La questione giuridica
La questione centrale riguardava la legittimità del provvedimento di diniego opposto dal Comune di Brescia, ossia se sussistessero effettivamente i presupposti normativi per negare l'accesso oppure se il rifiuto fosse infondato e ingiustificato. La ricorrente contestava che le ragioni addotte dall'amministrazione non fossero sufficienti a giustificare l'esclusione, rivendicando il proprio diritto a ottenere i documenti. Il punto era giuridicamente delicato perché implicava il corretto bilanciamento tra il diritto alla trasparenza amministrativa e eventuali interessi legittimi dell'amministrazione, nonché l'applicazione corretta della normativa in materia di accesso ai dati pubblici.
La motivazione del giudice
Il Tribunale Amministrativo ha ritenuto che il provvedimento di diniego non fosse legittimamente fondato, evidenziando che il Comune non aveva fornito una motivazione adeguata o che le ragioni eventualmente addotte non fossero sufficienti a giustificare l'esclusione dall'accesso secondo i criteri di legge. Il collegio giudicante ha applicato il principio consolidato secondo cui il diritto di accesso ai documenti amministrativi configura una regola, mentre le limitazioni e le eccezioni devono essere interpretate restrittivamente e pienamente provate nel caso concreto. La logica seguita è stata quella di garantire l'effettività del diritto alla trasparenza e di sottoporre a sindacato giurisdizionale l'esercizio del potere discrezionale dell'amministrazione, verificando che essa non avesse abusato delle proprie competenze rifiutando ingiustificatamente l'accesso.
La decisione
Il TAR ha accolto interamente il ricorso, accertando il diritto della ricorrente di accedere alla documentazione richiesta e conseguentemente annullando il provvedimento di diniego del Comune. Ha inoltre ordinato all'amministrazione comunale di consentire l'accesso nel termine perentorio di trenta giorni dalla comunicazione della sentenza, rendendo tale obbligo vincolante per la pubblica amministrazione. È stata inoltre disposta la condanna del Comune al pagamento delle spese di giudizio, quantificate in mille euro oltre onorari e contributi secondo la legge, riflettendo così la fondatezza della contestazione sollevata dalla ricorrente. La sentenza è stata dichiarata immediatamente esecutiva dall'autorità amministrativa.
Massima
L'amministrazione pubblica non può legittimamente negare l'accesso ai propri documenti se tale negazione non è fondata su motivazione adeguata e su specifiche eccezioni previste dalla legge, poiché il diritto di accesso costituisce la regola mentre le limitazioni rappresentano eccezioni sottoposte a interpretazione ristretta.
Testo integrale
Il Tribunale Amministrativo Regionale per la Lombardia sezione staccata di Brescia (Sezione Seconda) ha pronunciato la presente SENTENZA Bernardo Massari, Presidente Mauro Pedron, Consigliere Massimo Zampicinini, Referendario, Estensore per l'accertamento del diritto della ricorrente di avere accesso ed estrarre copia della: - documentazione richiesta con l'istanza del -OMISSIS- 2022, previo annullamento del provvedimento comunale di diniego n. -OMISSIS- prot. del -OMISSIS- 2022. sul ricorso numero di registro generale 913 del 2022, proposto da -OMISSIS- S.r.l., in persona del legale rappresentante pro tempore, rappresentato e difeso dagli avvocati Chiara Cacciavillani, Marta Cendron e Simone Pavan, con domicilio digitale come da PEC da Registri di Giustizia; Comune di -OMISSIS-, in persona del legale rappresentante pro tempore, rappresentato e difeso dall'avvocato Alberto Arrigo Gianolio, con domicilio digitale come da PEC da Registri di Giustizia; Visti il ricorso e i relativi allegati; Visto l'atto di costituzione in giudizio del Comune di -OMISSIS-; Visti tutti gli atti della causa; Relatore nella camera di consiglio del giorno 19 gennaio 2023 il dott. Massimo Zampicinini e uditi per le parti i difensori come specificato nel verbale; Ritenuto e considerato in fatto e diritto quanto segue. P.Q.M. Il Tribunale Amministrativo Regionale per la Lombardia sezione staccata di Brescia (Sezione Seconda), definitivamente pronunciando: - accoglie il ricorso e, per l’effetto, accerta il diritto del ricorrente di accedere alla documentazione richiesta, ordinando all’amministrazione resistente di consentire l’accesso nel termine di 30 giorni dalla comunicazione in via amministrativa (o, se anteriore, dalla notificazione a cura di parte) del presente provvedimento; - condanna l’amministrazione resistente a pagare al ricorrente le spese di giudizio, che liquida in euro 1.000,00 (mille/00), oltre iva e cpa come per legge. Ordina che la presente sentenza sia eseguita dall'autorità amministrativa. Ritenuto che sussistano i presupposti di legge, manda alla Segreteria di procedere all'oscuramento delle generalità di parte ricorrente. Così deciso in Brescia nella camera di consiglio del giorno 19 gennaio 2023 con l'intervento dei magistrati:
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