Tar Lombardia - BresciaSEZIONE SECONDAInammissibile

Sentenza n. 202300335/2023

Autorizzazioni E Concessioni - Attività Di Somministrazione Di Alimenti E Bevande – Plateatico – Concessione – Annullamento E Ripristino

In sintesi · Analisi AI

Il contesto e i fatti

La società Spizziculiu s.r.l., titolare di un'attività di somministrazione di alimenti e bevande sita in Via Guglielmo d'Alzano numero 3 a Bergamo, aveva ottenuto dal Comune di Bergamo una concessione per la posa di un dehors in data diciotto maggio duemiladiciassette. Il dehors è una struttura di occupazione del suolo pubblico antistante all'esercizio commerciale, tipicamente utilizzato per consentire ai clienti di consumare in area esterna. Successivamente, il Comune di Bergamo ha adottato il provvedimento P.G. numero U0114340 del tredici aprile duemilaventidue con il quale ha annullato questa concessione e ha ordinato alla ricorrente di provvedere al ripristino dello stato dei luoghi. La società ha presentato istanza di annullamento in autotutela, rigettata dal Comune con nota del ventotto aprile, e successivamente il Comune ha anche emesso un diniego per una nuova istanza di concessione presentata dalla ricorrente con provvedimento del ventisei maggio dello stesso anno. Il ricorso è stato presentato al Tribunale Amministrativo Regionale per la Lombardia per ottenere l'annullamento di tali provvedimenti e della modifica normativa che ne costituiva il fondamento.

Il quadro normativo

La controversia è sorta in seguito alla deliberazione del Consiglio Comunale di Bergamo numero centorentasette del nove novembre duemilaventi, con la quale era stato modificato il Regolamento comunale per l'occupazione del suolo pubblico, introducendo nuove previsioni circa la possibilità di installare dehors stagionali e permanenti e introducendo limiti o condizioni di maggiore rigore articoli quattro commi due e tre del regolamento modificato. Questi articoli del regolamento costituivano il fondamento giuridico per l'annullamento della concessione precedentemente accordata alla ricorrente. La questione coinvolgeva pertanto l'applicazione di disposizioni regolamentari sopravvenute rispetto al rilascio della concessione originaria e la loro compatibilità con la preservazione dei diritti precedentemente acquisiti dalla società ricorrente. Il Comune aveva argomentato che le nuove disposizioni si applicavano anche alle concessioni già in essere, modificandone il regime giuridico.

La questione giuridica

Il punto fondamentale della controversia riguardava se il Comune di Bergamo potesse legittimamente applicare retroattivamente le disposizioni del regolamento modificato nel novembre duemilaventi per annullare una concessione già conferita nel maggio duemiladiciassette, ritenendo che quest'ultima non risultasse conforme alle nuove previsioni normative. In secondo luogo, si poneva il problema dell'affidamento legittimo della ricorrente, che aveva ottenuto una concessione regolare e aveva gestito l'attività sulla base di questo provvedimento amministrativo, per verificare se l'applicazione retroattiva di nuovi vincoli normativi violasse i principi della continuità del diritto amministrativo. La questione era rilevante altresì in relazione alla possibilità per la pubblica amministrazione di modificare unilateralmente le condizioni di concessioni già rilasciate, senza compenso o indennizzo, nel momento in cui il regolamento veniva stravolto.

La motivazione del giudice

Il Tribunale Amministrativo Regionale ha ritenuto di non poter decidere il merito della controversia perché, nel corso del procedimento giudiziale, si è verificata una sopravvenuta carenza di interesse della ricorrente. Ciò significa che la situazione fattuale e giuridica è mutata in modo tale che il ricorso ha perso la sua utilità concreta. Presumibilmente, nel periodo tra l'impugnazione del provvedimento di annullamento e la sentenza, gli atti conseguenti alla decisione amministrativa del Comune sono stati eseguiti, oppure la ricorrente ha perso il suo interesse a proseguire nella causa perché la struttura del dehors era stata rimossa o la situazione si era stabilizzata diversamente. La carenza di interesse è una causa di improcedibilità riconosciuta dalla giurisprudenza amministrativa quando il ricorso è divenuto privo di qualsiasi effetto pratico potenziale ed il pronunciamento sulla questione non comporterebbe un'utilità concreta per il ricorrente.

La decisione

Il Tribunale ha dichiarato il ricorso improcedibile per sopravvenuta carenza di interesse, rifiutando di esaminare il merito della controversia. Ha inoltre compensato le spese tra le parti, il che significa che ognuna di esse ha sostenuto le proprie spese processuali senza oneri reciproci di condanna. Il giudice ha ordinato infine che la sentenza fosse eseguita dall'autorità amministrativa, conformemente alle procedure ordinarie. Questa decisione comporta che nessuno dei provvedimenti impugnati è stato annullato nel merito e la ricorrente non ha visto riconosciuto il suo diritto alla concessione del dehors.

Massima

La sopravvenuta carenza di interesse rende improcedibile un ricorso amministrativo quando il mutamento della situazione fattuale e giuridica nel corso del procedimento elimini qualsiasi utilità concreta del pronunciamento giudiziale.

Testo integrale

Il Tribunale Amministrativo Regionale per la  Lombardia
sezione staccata di Brescia (Sezione Seconda)
ha pronunciato la presente
SENTENZA
Bernardo Massari,	Presidente, Estensore
Mauro Pedron,	Consigliere
Massimo Zampicinini,	Referendario
per l'annullamento
del provvedimento P.G. n. U0114340, del 13.4.2022, notificato in pari data, con il quale il Comune di Bergamo ha annullato la concessione, rilasciata in data 18.5.2017 con P.G. n. U0140140, per la posa di un dehors nell'area antistante all'attività di somministrazione di alimenti e bevande sita in Via Guglielmo d'Alzano n. 3 ed ha ordinato alla società Spizziculiu s.r.l. di provvedere al ripristino dello stato dei luoghi.
b) della nota del 28.4.2022 con la quale il Comune di Bergamo, rigettando l'istanza di annullamento in autotutela presentata dalla società ricorrente, ha confermato il summenzionato provvedimento;
c) della comunicazione di avvio di procedimento di non accoglimento dell'istanza di occupazione di suolo pubblico con dehors del 23.5.2022, notificato alla ricorrente in pari data;
d) del provvedimento di diniego dell'istanza di concessione di suolo pubblico con dehors emesso dal Dirigente del Comune di Bergamo - Direzione Bilancio, società Partecipate e Commercio - Servizio Commercio suolo pubblico ed eventi in data 26.5.2022,
e) dell'art. n. 4, commi n. 2 e 3 del Regolamento per l'occupazione del suolo pubblico;
f) ove e per quanto occorra, della delibera di Consiglio Comunale di Bergamo n. 137 del 9.11.2020 con la quale è stato modificato il regolamento per l'occupazione del suolo pubblico con dehors stagionali e permanenti inserendo le previsioni sopra riportate; g) di ogni altro atto ad essi presupposto, connesso e consequenziale.
sul ricorso numero di registro generale 606 del 2022, proposto da
Spizziculiu S.r.l., in persona del legale rappresentante pro tempore, rappresentata e difesa dall'avvocato Pietro Musto, con domicilio digitale come da PEC da Registri di Giustizia;
Comune di Bergamo, in persona del legale rappresentante pro tempore, rappresentato e difeso dagli avvocati Vito Gritti, Silvia Mangili, con domicilio digitale come da PEC da Registri di Giustizia;
F.B.C. Family Business Company S.r.l., in persona del legale rappresentante pro tempore, rappresentato e difeso dall'avvocato Marco Buzzanca, con domicilio digitale come da PEC da Registri di Giustizia;
Visti il ricorso e i relativi allegati;
Visti gli atti di costituzione in giudizio di Comune di Bergamo e di F.B.C. Family Business Company S.r.l.;
Visti tutti gli atti della causa;
Relatore nell'udienza pubblica del giorno 10 gennaio 2023 il dott. Bernardo Massari e uditi per le parti i difensori come specificato nel verbale;
Ritenuto e considerato in fatto e diritto quanto segue.
P.Q.M.
Il Tribunale Amministrativo Regionale per la Lombardia sezione staccata di Brescia (Sezione Seconda), definitivamente pronunciando sul ricorso, come in epigrafe proposto, lo dichiara improcedibile per sopravvenuta carenza di interesse.
Spese compensate.
Ordina che la presente sentenza sia eseguita dall'autorità amministrativa.
Così deciso in Brescia nella camera di consiglio del giorno 10 gennaio 2023 con l'intervento dei magistrati:

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