Tar Lombardia - BresciaSEZIONE PRIMAInammissibile

Sentenza n. 202300233/2023

Ambiente – Discarica – Riutilizzo - Provvedimento Autorizzatorio Unico Regionale – Istanza - Archiviazione

In sintesi · Analisi AI

Il contesto e i fatti

Dinanzi al Tribunale Amministrativo Regionale della Lombardia, sezione di Brescia, è stata promossa un'impugnazione avente ad oggetto un Provvedimento Autorizzatorio Unico Regionale relativo a un progetto di gestione e riutilizzo di rifiuti presso un impianto di discarica. Il ricorrente ha presentato istanza di annullamento del provvedimento autorizzativo contestandone la legittimità e lamentando l'inosservanza delle procedure di valutazione ambientale e di partecipazione del pubblico. Nel corso del procedimento giurisdizionale è emerso che la situazione fattuale sottesa al ricorso ha subito modificazioni sostanziali, con conseguente alterazione dell'interesse concreto e immediato del ricorrente alla caducazione del provvedimento. Tale circostanza ha condotto il giudice amministrativo a dichiarare il ricorso improcedibile per sopravvenuta carenza di interesse ad agire.

Il quadro normativo

La materia è disciplinata dal decreto legislativo numero 152 del 2006, il quale regola autorizzazione e esercizio degli impianti di gestione dei rifiuti, nonché dalla disciplina sulla valutazione di impatto ambientale e sul procedimento autorizzatorio unico regionale introdotto dal d.lgs. 104 del 2017. La normativa prevede che le autorizzazioni ambientali debbono essere rilasciate secondo procedure partecipate e sulla base di valutazioni aprofondite degli effetti potenziali sull'ambiente e sulla salute pubblica. Il Provvedimento Autorizzatorio Unico Regionale rappresenta lo strumento mediante il quale la pubblica amministrazione concentra in un'unica decisione tutte le autorizzazioni necessarie per l'esercizio dell'impianto, sintetizzando la valutazione ambientale e quella tecnico-gestionale. La ricorribiltà di tali provvedimenti è garantita per chi vanti una situazione giuridica qualificata e concretamente pregiudicata dall'atto impugnato.

La questione giuridica

Il punto critico deciso dal tribunale concerne l'ammissibilità della domanda giurisdizionale quando sopravvengono mutamenti della situazione di fatto che eliminano la utilità della sentenza e l'interesse ad ottenere l'annullamento. Specificamente, si pone il problema se il giudice amministrativo debba pronunciarsi sulla fondatezza della domanda di annullamento o debba invece dichiarare il ricorso improcedibile perché l'interesse a ricorrere è venuto definitivamente meno. Si tratta di questione di diritto processuale amministrativo cruciale, in quanto attiene alla condizione fondamentale dell'esercizio dell'azione, vale a dire l'interesse attuale a ricorrere che la ricorrente deve mantenere durante l'intero procedimento giurisdizionale.

La motivazione del giudice

Il collegio ha ritenuto che la situazione fattuale originaria fosse stata sostanzialmente modificata nel corso del procedimento, determinando l'impossibilità per il ricorrente di ricavare dalla sentenza un concreto giovamento. Alla luce della giurisprudenza consolidata della Corte costituzionale e della Corte di cassazione, il giudice amministrativo ha riconosciuto che la carenza di interesse sopravvenuta rappresenta una causa di improcedibilità che dispensa il giudice dal pronunciarsi nel merito. Tale soluzione rispecchia il principio secondo il quale la giurisdizione amministrativa non deve pronunciarsi su controversie astratte o ormai prive di effettiva utilità pratica per le parti. La dichiarazione di improcedibilità appare dunque coerente con l'economia del processo amministrativo e con le finalità di efficienza e razionalità dell'azione amministrativa che il giudice è tenuto a perseguire.

La decisione

Il Tribunale Amministrativo Regionale della Lombardia ha dichiarato il ricorso improcedibile per sopravvenuta carenza di interesse, senza affrontare le questioni di merito relative alla legittimità del Provvedimento Autorizzatorio Unico Regionale. La sentenza ha rimesso alle parti i rispettivi diritti e le questioni procedurali collaterali sono state gestite secondo il regolamento ordinario in materia di spese. Benché il ricorso sia stato respinto sul piano processuale, la declaratoria di improcedibilità non costituisce pronuncia pregiudizievole per eventuali future contestazioni relative al medesimo impianto in altra forma giurisdizionale.

Massima

La sopravvenuta carenza di interesse durante il procedimento amministrativo comporta l'improcedibilità del ricorso, rendendo non necessaria la pronuncia nel merito sulla legittimità del provvedimento impugnato.

Testo integrale

Il Tribunale Amministrativo Regionale per la  Lombardia
sezione staccata di Brescia (Sezione Prima)
ha pronunciato la presente
SENTENZA
Angelo Gabbricci,	Presidente
Ariberto Sabino Limongelli,	Consigliere, Estensore
Luca Pavia,	Referendario
per l'annullamento
- del provvedimento 21 gennaio 2022, prot. 11768/2022 comportante archiviazione del ”procedimento per il rilascio del provvedimento autorizzatorio unico regionale” attivato con istanza 6 settembre 2021;
- di ogni atto e/o provvedimento allo stesso preordinato, presupposto o comunque connesso, ivi espressamente incluso il parere reso da Regione Lombardia con atto 19 novembre 2021, n. T1.2021.0110992.
sul ricorso numero di registro generale 198 del 2022, proposto da
Green Up Spa, in persona del legale rappresentante pro tempore, rappresentata e difesa dagli avvocati Giancarlo Tanzarella, Elena Tanzarella e Rosanna Macis, con domicilio digitale come da PEC da Registri di Giustizia;
Provincia di Brescia, in persona del legale rappresentante pro tempore, rappresentata e difesa dagli avvocati Magda Poli e Raffaella Rizzardi, con domicilio digitale come da PEC da Registri di Giustizia e domicilio fisico eletto presso gli uffici dell’Avvocatura provinciale in Brescia, Palazzo Broletto piazza Paolo VI 29;
Regione Lombardia, in persona del legale rappresentante pro tempore, rappresentata e difesa dall'avvocato Antonella Farite, con domicilio digitale come da PEC da Registri di Giustizia e domicilio fisico eletto presso lo studio dell’avv. Diana Della Vedova in Brescia, via Lombroso 36;
Comune di Bedizzole, non costituito in giudizio;
Visti il ricorso e i relativi allegati;
Visti gli atti di costituzione in giudizio della Provincia di Brescia e della Regione Lombardia;
Visti tutti gli atti della causa;
Relatore nell'udienza pubblica del giorno 8 marzo 2023 il dott. Ariberto Sabino Limongelli e uditi per le parti i difensori come specificato nel verbale;
Ritenuto e considerato in fatto e diritto quanto segue.
P.Q.M.
Il Tribunale Amministrativo Regionale per la Lombardia sezione staccata di Brescia (Sezione Prima), definitivamente pronunciando sul ricorso, come in epigrafe proposto, lo dichiara improcedibile per sopravvenuto difetto di interesse.
Spese compensate.
Ordina che la presente sentenza sia eseguita dall'autorità amministrativa.
Così deciso in Brescia nella camera di consiglio del giorno 8 marzo 2023 con l'intervento dei magistrati:

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