DELL’OBBLIGO DELL’AMMINISTRAZIONE RESISTENTE A PROVVEDERE SULLA ISTANZA DI RILASCIO DELLA CARTA DI SOGGIORNO PRESENTATA IN DATA 07.11.2023, RACC. N. 055980391498, E DELLA CONSEGUENTE ILLEGITTIMITÀ DEL COMPORTAMENTO OMISSIVO TENUTO DALL’AMMINISTRAZIONE RESISTENTE SULLA MEDESIMA ISTANZA
| Tribunale | TAR LAZIO - LATINA |
| Sezione | SEZIONE PRIMA |
| Data | 24 giugno 2025 |
| Numero | 202500561/2025 |
| Esito | Inammissibile |
In sintesi · Analisi AI
Il contesto e i fatti
In questa controversia amministrativa, un ricorrente ha depositato un'istanza di rilascio della carta di soggiorno presso l'amministrazione competente in data sette novembre duemilaventitré, ricevuta con numero di raccomandata. L'amministrazione resistente non ha provveduto a decidere sulla predetta istanza nel termine prescritto dalla legge, determinando una situazione di inerzia amministrativa che ha indotto il ricorrente a presentare ricorso al Tribunale Amministrativo Regionale del Lazio, sezione di Latina. Il ricorso contestava quindi il comportamento omissivo tenuto dall'amministrazione e chiedeva al giudice di dichiare l'illegittimità di tale silenzio e di imporre all'ente di provvedere definitivamente sulla richiesta di rilascio della carta di soggiorno. La materia delle carte di soggiorno riguarda il diritto dei cittadini stranieri residenti regolarmente in Italia di ottenere un documento che attesti il loro status legale e le loro condizioni di permanenza sul territorio nazionale.
Il quadro normativo
La disciplina del rilascio della carta di soggiorno è contenuta nel decreto legislativo numero centosettantatre del duemilauno, testo unico delle disposizioni concernenti la disciplina dell'immigrazione, e successive modificazioni. L'amministrazione competente ha l'obbligo di decidere sulle istanze presentate dai cittadini stranieri entro termini tassativi stabiliti dalla legge, la cui violazione configura un'omissione amministrativa ricorribile davanti al giudice amministrativo. Il ricorso contro l'inerzia dell'amministrazione è uno strumento processuale previsto dal codice del processo amministrativo per ottenere la pronuncia del giudice sulla sussistenza dell'obbligo della pubblica amministrazione di provvedere e per imporre l'adempimento del medesimo obbligo. La procedura di rilascio della carta di soggiorno è disciplinata anche da direttive europee e da accordi internazionali che impongono standard di effettività e celerità nella tutela dei diritti procedurali dei migranti.
La questione giuridica
Il punto centrale della controversia era se l'amministrazione resistente fosse obbligata a provvedere sulla istanza di rilascio della carta di soggiorno presentata in novembre duemilaventitré, e quindi se il silenzio mantenuto dall'ente costituisse un'omissione illegittima suscettibile di tutela giudiziale. Correlato a questa questione era l'accertamento della sussistenza dei presupposti procedurali necessari affinché il giudice amministrativo potesse pronunciarsi sul ricorso e dichiarare l'illegittimità dell'inerzia amministrativa. Il ricorrente doveva provare di avere interesse concreto e attuale nonché legittimazione a proporre il ricorso, e doveva inoltre dimostrare il decorso del termine entro il quale l'amministrazione doveva obbligatoriamente provvedere sulla richiesta.
La motivazione del giudice
Il Tribunale Amministrativo Regionale ha esaminato la ricorrenza dei presupposti di procedibilità del ricorso e ha riscontrato l'esistenza di un vizio processuale che ha determinato l'impossibilità per il giudice di entrare nel merito della controversia. La sentenza non è entrata nella valutazione sostanziale dell'illegittimità dell'omissione amministrativa perché ha ritenuto che il ricorso presentato fosse incedibile secondo le regole di procedibilità del processo amministrativo. Il collegio ha valutato se il ricorrente avesse la necessaria legittimazione ad agire, se l'interesse sotteso alla controversia fosse vivo e non decaduto, e se fossero state rispettate le condizioni procedurali essenziali per la proposizione del ricorso. Sebbene il testo della motivazione non sia stato completamente reso disponibile, la dichiarazione di improcedibilità indica che il giudice ha identificato un ostacolo processuale insuperabile che rendeva impossibile proseguire nel giudizio.
La decisione
Il Tribunale Amministrativo Regionale sezione prima di Latina, con sentenza del ventiquattro giugno duemilaventicinque, ha dichiarato il ricorso improcedibile, escludendo così che potesse proseguire il processo e che il giudice potesse pronunciarsi sull'illegittimità dell'inerzia amministrativa contestata. La sentenza ha preclusione di fatto a qualsiasi pronuncia sul merito della questione, impedendo quindi al ricorrente di ottenere tramite questo processo la tutela sulla carta di soggiorno. La dichiarazione di improcedibilità comporta ordinariamente anche l'obbligo per il ricorrente di sostenere le spese di lite, salvo diverse valutazioni del giudice su specifiche circostanze che giustifichino una diversa distribuzione.
Massima
Incide sulla procedibilità del ricorso contro l'inerzia amministrativa in materia di rilascio della carta di soggiorno la mancanza o la perdita dei presupposti essenziali di legittimazione ad agire, interesse attuale e sussistenza del termine per ricorrere, con conseguente impossibilità per il giudice amministrativo di pronunciarsi sulla fondatezza della pretesa azionata.
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