Trasferimento ASL con Legge 104 a Torino
Utente_Torino_2104 · 16 visualizzazioni
Voglio chiedere trasferimento in un altra asl Usufruisco di legge 104 e l asl a cui voglio appartenere nn è di torino ma in zona periferia dove vivo. Nn ci sono bandi i mobilità e quello che c era stato tempo fa nn è andato a buon fine. Come fare?
Risposta diretta
Anche senza bandi di mobilità attivi, chi usufruisce della Legge 104/1992 come lavoratore-caregiver (o come persona con disabilità) ha strumenti specifici per richiedere un trasferimento verso un'altra ASL, incluse quelle della cintura periferica di Torino, a partire dall'art. 33 della stessa legge.
Quadro normativo
- Art. 33, comma 5, L. 104/1992: il lavoratore che assiste un familiare con handicap grave ha diritto a scegliere, ove possibile, la sede lavorativa più vicina al domicilio della persona assistita e non può essere trasferito senza consenso. Lo stesso principio si applica in senso favorevole a chi chiede di avvicinarsi.
- Art. 30, D.Lgs. 165/2001: disciplina la mobilità volontaria tra pubbliche amministrazioni (incluse le ASL), che può avvenire tramite bando ma anche tramite accordo diretto tra le due amministrazioni.
- Art. 42-bis, D.Lgs. 151/2001: prevede l'assegnazione temporanea presso la sede più vicina al domicilio per lavoratori con figli disabili gravi.
- CCNL Comparto Sanità: può prevedere ulteriori clausole di priorità per lavoratori con situazioni di disabilità propria o familiare.
Come funziona in pratica
- Richiesta di mobilità volontaria ex art. 30: anche senza bando aperto, puoi presentare domanda scritta alla tua ASL di appartenenza e all'ASL di destinazione, chiedendo un accordo bilaterale di cessione; le due amministrazioni possono concordarlo autonomamente.
- Comando/distacco: è uno strumento temporaneo che non richiede bandi; la tua ASL ti "presta" all'altra per un periodo definito, rinnovabile. Utile come soluzione ponte in attesa di mobilità definitiva.
- Invoca formalmente l'art. 33, L. 104: presenta istanza scritta con allegata la certificazione di disabilità (tua o del familiare assistito), specificando che la sede richiesta è più vicina al domicilio. La norma crea un diritto di preferenza che l'amministrazione deve motivare per iscritto se lo nega.
- Coinvolgi le OO.SS. (sindacati): al Tribunale del Lavoro di Torino confluiscono le controversie in materia di pubblico impiego; una diffida sindacale spesso accelera la risposta dell'ASL senza necessità di causa.
Cosa conviene fare
- Redigi subito un'istanza formale indirizzata sia alla tua ASL attuale sia a quella di destinazione, citando espressamente l'art. 33, comma 5, L. 104/1992 e l'art. 30, D.Lgs. 165/2001.
- Allega la documentazione della certificazione 104 (verbale di accertamento) e un documento che dimostri la residenza nella zona di competenza dell'ASL di destinazione.
- Chiedi al sindacato di categoria (es. CGIL Funzione Pubblica, CISL FP o UIL FPL di Torino) di accompagnare la richiesta: spesso il canale sindacale sblocca situazioni dove le istanze individuali vengono ignorate.
- Valuta il comando temporaneo come prima soluzione pratica, in attesa che si apra un bando di mobilità o che le due ASL raggiungano un accordo definitivo.
- Se l'ASL nega senza motivazione scritta, rivolgiti a un avvocato esperto in diritto del lavoro pubblico: il rifiuto ingiustificato a fronte di un diritto tutelato dalla L. 104 è impugnabile davanti al Giudice del Lavoro di Torino.
Questa risposta è generata da intelligenza artificiale e ha scopo puramente informativo. Non costituisce consulenza legale professionale.
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