Pignoramento e fermo sulla stessa cartella: cosa fare?
Utente_Anonimo_8658 · 17 visualizzazioni
"Salve, ho ricevuto un atto di pignoramento presso terzi e un fermo amministrativo relativi alla stessa cartella di pagamento. Desidero segnalare che i valori della cartella in oggetto sono già in fase di pagamento, in quanto l'importo mi viene trattenuto mensilmente direttamente nella mia busta paga. Vorrei una valutazione per capire come procedere."
Risposta diretta
Se il tuo stipendio è già oggetto di pignoramento presso terzi per la stessa cartella esattoriale, hai buone possibilità di ottenere la revoca del fermo amministrativo, poiché il creditore non può duplicare le misure esecutive sullo stesso debito già in corso di soddisfazione.
Quadro normativo
Le due misure sono disciplinate dal D.P.R. 602/1973 (Testo Unico sulla riscossione):
- Il pignoramento presso terzi (stipendio) è regolato dall'art. 72-bis: il datore di lavoro trattiene una quota mensile e la versa direttamente all'agente della riscossione.
- Il fermo amministrativo su veicoli è regolato dall'art. 86: può essere disposto per crediti iscritti a ruolo, ma deve rispettare il principio di proporzionalità e non può costituire una misura oppressiva se il debito è già in corso di pagamento.
Come funziona in pratica
- Il pignoramento dello stipendio garantisce già al creditore il recupero graduale del debito; il fermo sul veicolo diventa in questo contesto una misura aggiuntiva non giustificata
- Puoi presentare una istanza di sospensione o revoca del fermo direttamente all'agente della riscossione (es. Agenzia delle Entrate-Riscossione), allegando prova del pignoramento in corso e delle trattenute mensili
- Se l'istanza viene ignorata o respinta, puoi ricorrere al giudice dell'esecuzione o proporre opposizione agli atti esecutivi ex art. 617 c.p.c. entro 20 giorni dalla notifica
- È importante verificare che il pignoramento in busta paga copra effettivamente la stessa cartella e non debiti distinti
Cosa conviene fare
- Raccogliere la documentazione: copia della cartella, del pignoramento notificato al datore di lavoro, e delle ultime buste paga con le trattenute visibili
- Verificare l'estratto di ruolo sul sito di Agenzia delle Entrate-Riscossione per confermare che i due atti si riferiscano allo stesso debito
- Inviare un'istanza scritta ad AdER chiedendo la revoca del fermo per improcedibilità, allegando prove del pagamento in corso
- Consultare un avvocato specializzato in diritto tributario o esecuzione forzata: i tempi per l'opposizione sono stretti (20 giorni), e un errore procedurale può far decadere il diritto al ricorso
- Nel frattempo, non alienare o radiare il veicolo sottoposto a fermo senza aver prima ottenuto la revoca formale
Questa risposta è generata da intelligenza artificiale e ha scopo puramente informativo. Non costituisce consulenza legale professionale.
💬 Utente_Anonimo_7867
Ho appena inoltrato la richiesta/istanza tramite il sito. Vorrei sapere, gentilmente: Quali sono i tempi previsti per ricevere una risposta dall'Agenzia delle Entrate-Riscossione? Quanto tempo devo aspettare prima di muovermi per vie legali (ricorso al giudice) per evitare di far decadere i termini dei 20 giorni?
Risposta diretta
Se il debito della cartella è già in fase di pagamento tramite trattenuta stipendiale, il pignoramento presso terzi e il fermo amministrativo sulla stessa cartella possono essere contestati. Il termine di 20 giorni per l'opposizione è perentorio: non bisogna aspettare la risposta dell'Agenzia delle Entrate-Riscossione prima di agire in giudizio.
Quadro normativo
La situazione coinvolge diverse norme
- Art. 617 c.p.c. — prevede l'opposizione agli atti esecutivi, da proporre entro 20 giorni dalla notifica dell'atto contestato. Il termine è perentorio e non si sospende per eventuali istanze amministrative
- Art. 615 c.p.c. — regola l'opposizione all'esecuzione, proponibile senza limiti di tempo quando si contesta il diritto stesso del creditore a procedere (es. debito già in pagamento)
- Art. 86 D.P.R. 602/1973 — prevede la cancellazione del fermo amministrativo quando il debito è in corso di pagamento rateizzato o soggetto a pignoramento già operante
- Art. 545 c.p.c. — disciplina i limiti del pignoramento sullo stipendio (generalmente 1/5 del netto)
Come funziona in pratica
- Dopo la notifica di un atto esecutivo, decorrono 20 giorni per proporre opposizione agli atti esecutivi ex art. 617 c.p.c. — questo termine non si interrompe presentando istanza ad AdER
- AdER non ha un termine legale vincolante per rispondere alle istanze in autotutela: i tempi medi vanno da 30 a 90 giorni, ma nulla impedisce che non rispondano affatto
- Se il debito è già soggetto a pignoramento dello stipendio regolarmente operante, un secondo pignoramento sulla stessa cartella può configurare un doppio prelievo illegittimo, contestabile in giudizio
- Il fermo amministrativo su veicolo, in presenza di pagamento in corso, può essere sospeso o cancellato dal giudice dell'esecuzione in via d'urgenza
Cosa conviene fare
- Non attendere la risposta di AdER per valutare i tempi processuali: se il termine di 20 giorni dalla notifica dell'atto sta per scadere, è necessario agire subito
- Raccogliere tutta la documentazione: cartella di pagamento, atto di pignoramento, provvedimento di fermo, buste paga con le trattenute già effettuate
- Rivolgersi immediatamente a un avvocato per valutare se proporre opposizione agli atti esecutivi (vizio formale dell'atto) o opposizione all'esecuzione (contestazione nel merito)
- Chiedere contestualmente la sospensione dell'esecuzione al giudice, allegando la prova delle trattenute stipendiali già in corso
- Presentare comunque l'istanza ad AdER in autotutela, ma considerarla come azione parallela, mai sostitutiva del ricorso giudiziale
Questa risposta è generata da intelligenza artificiale e ha scopo puramente informativo. Non costituisce consulenza legale professionale.
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