Diffamazione su Facebook a Roma: cosa fare
Utente_Roma_1655 · 1 visualizzazioni
Salve, ho bisogno di un consulto per diffamazione via social network nello specifico su facebook. Sto ristrutturando un appartamento in centro storico a Ronciglione e ingiustamente mi hanno accusato di abusivismo con un post su facebook con foto e commenti. La stessa persona aveva già fatto un esposto al comune con accesso agli atti, sono venuti i vigili e non hanno constatato abusi.
Risposta diretta
La pubblicazione di un post su Facebook con foto e accuse false di abusivismo edilizio configura diffamazione aggravata ai sensi dell'art. 595 c.p., punita con reclusione fino a 3 anni. Il fatto che i vigili abbiano accertato l'assenza di abusi è un elemento di prova fondamentale a tuo favore.
Quadro normativo
La norma di riferimento è l'art. 595 c.p. (diffamazione), che punisce chi comunica con più persone offendendo la reputazione altrui. La pubblicazione su Facebook integra la forma aggravata perché avviene tramite un mezzo di pubblicità (terzo comma), con pena fino a 3 anni di reclusione o multa fino a 1.032 euro. Sul piano civile, ai sensi degli artt. 2043 e 2059 c.c., puoi richiedere il risarcimento del danno non patrimoniale (reputazionale) in aggiunta alla tutela penale. La querela per diffamazione va presentata entro 3 mesi dalla data in cui hai avuto conoscenza del fatto.
Come funziona in pratica
- Conserva le prove: esegui screenshot del post, dei commenti e del profilo dell'autore, certificandoli con data e ora visibili (meglio ancora con una perizia informatica o atto notarile)
- Presenta querela presso la Procura della Repubblica o i Carabinieri entro 3 mesi dall'accertamento del fatto; allega la documentazione del sopralluogo dei vigili che ha escluso abusi
- Richiedi la rimozione del contenuto a Facebook (segnalazione abuso) e, se necessario, tramite diffida stragiudiziale all'autore del post
- Per la tutela civile, il Tribunale di Roma è competente per il risarcimento del danno; puoi agire in parallelo o successivamente alla querela penale
- Il verbale dei vigili che esclude l'abusivismo è prova documentale diretta della falsità delle accuse
Cosa conviene fare
- Agisci subito sulla conservazione delle prove: i post sui social possono essere eliminati in qualsiasi momento
- Invia una diffida stragiudiziale all'autore del post chiedendo rimozione e rettifica pubblica: spesso basta per chiudere la vicenda senza procedimento penale
- Se la diffida non produce effetti, presenta querela allegando il verbale del sopralluogo come prova della falsità delle accuse
- Valuta l'azione civile per il risarcimento del danno all'immagine, specie se l'episodio ha avuto una certa diffusione o ha prodotto conseguenze reputazionali concrete
- Rivolgiti a un avvocato penalista dell'area di Roma per predisporre la querela e la eventuale domanda risarcitoria nel rispetto dei termini
Questa risposta è generata da intelligenza artificiale e ha scopo puramente informativo. Non costituisce consulenza legale professionale.
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Qui non è tanto una questione di convenienza economica: rischi qualcosa di importante (una casa, un rapporto di lavoro, un debito o un’eredità) e un avvocato in genere si ripaga da solo. Per un caso così, aspettati un primo contributo per lo studio della documentazione se è complesso (indicativamente a partire da €150) — ma è una spesa che qui ha senso. Scrivici per un primo confronto.
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