Diffamazione Facebook a Matera: come agire
Utente_Matera_8617 · 1 visualizzazioni
A noi azienda, un cliente ci sta diffamando su Facebook su vari gruppi chiusi in cui non possiamo entrare, altri nostri clienti presenti presenti nel gruppo ci stanno mandando gli screenshot
Risposta diretta
La condotta descritta integra la diffamazione aggravata prevista dall'art. 595, comma 3, c.p., perché avviene tramite un mezzo di pubblicità: la giurisprudenza consolidata include i social network, anche i gruppi chiusi con ampia membership. La vostra azienda può agire sia penalmente (querela) sia civilmente (risarcimento del danno all'immagine).
Quadro normativo
- Art. 595 c.p. — Diffamazione: comunicare a più persone, in assenza dell'offeso, fatti lesivi della sua reputazione. Il terzo comma aggrava la pena quando il fatto è commesso "col mezzo della stampa o con qualsiasi altro mezzo di pubblicità" — categoria in cui rientrano Facebook e i gruppi con numerosa platea.
- Art. 124 c.p.: la querela va presentata entro 3 mesi dal momento in cui la società ha avuto conoscenza del fatto (data dei primi screenshot ricevuti).
- Art. 2043 c.c.: parallelamente all'azione penale, la società può agire in sede civile per il risarcimento del danno patrimoniale e non patrimoniale (danno all'immagine commerciale e reputazionale).
Come funziona in pratica
- Conservare le prove immediatamente: far certificare le schermate ricevute con marcatura temporale (invio [indirizzo omesso] a sé stessi o perizia informatica) prima che i contenuti vengano rimossi o alterati.
- Raccogliere le generalità dei testimoni: i clienti che hanno inviato gli screenshot possono essere citati come testimoni; chiedere loro disponibilità scritta.
- Presentare querela: presso la Procura della Repubblica o le forze dell'ordine di Matera, entro 3 mesi dalla prima conoscenza del fatto. Il PM può richiedere a Meta i dati identificativi dell'utente anche se il profilo è parzialmente anonimo.
- Segnalazione a Facebook: in parallelo, segnalare i contenuti tramite gli strumenti di Meta per richiederne la rimozione d'urgenza, indipendentemente dall'azione legale.
- Azione civile autonoma: può essere proposta davanti al Tribunale di Matera per ottenere la rimozione dei post e il risarcimento, anche senza attendere l'esito penale.
Cosa conviene fare
- Verificare subito la data dei primi screenshot: il termine di 3 mesi decorre da quel momento — non perdere tempo.
- Non rispondere pubblicamente ai post diffamatori: amplifica la diffusione e potrebbe essere usato contro di voi nel procedimento.
- Non contattare direttamente il cliente autore dei post senza prima aver sentito un avvocato: ogni comunicazione va gestita con cautela.
- Consultare un avvocato penalista a Matera: il professionista può valutare se i contenuti superano la soglia del reato, redigere la querela in modo efficace e attivare contestualmente l'azione risarcitoria per il danno all'immagine aziendale.
Questa risposta è generata da intelligenza artificiale e ha scopo puramente informativo. Non costituisce consulenza legale professionale.
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