Diffamazione Facebook a Lecce: cosa fare
Utente_Lecce_5042 · 1 visualizzazioni
Salve sono stato diffamato su bachrca facebook per un acconto di 190 euro oer l acquisto di un clima e da premettere che gli ho detto anche dove ritirarlo ma ha scritto sulla mia bacheca che sono un truffatore e quindi richiedo il risarcimento danni
Risposta diretta
Se qualcuno ha scritto sulla tua bacheca Facebook che sei un truffatore — senza che ciò corrisponda al vero — si tratta di diffamazione aggravata ai sensi dell'art. 595 c.p., perseguibile sia penalmente che civilmente per ottenere un risarcimento del danno alla reputazione.
Quadro normativo
- Art. 595 c.p. — Diffamazione: chiunque, comunicando con più persone, offende la reputazione di qualcuno è punibile. La pubblicazione su Facebook soddisfa ampiamente il requisito della comunicazione con più persone.
- Art. 595 comma 3 c.p.: prevede un'aggravante specifica quando l'offesa avviene a mezzo stampa o con altro mezzo di pubblicità, categoria in cui la giurisprudenza include costantemente i social network. La pena può arrivare a 3 anni di reclusione.
- Art. 2043 c.c.: sul fronte civile, l'illecito dà diritto al risarcimento del danno patrimoniale e non patrimoniale (danno all'immagine, alla reputazione, morale).
- La querela deve essere presentata entro 3 mesi dalla conoscenza del fatto. Il termine è perentorio.
Come funziona in pratica
- Conserva subito le prove: fai screenshot con data, ora e URL del post; se possibile fai autenticare il contenuto da un notaio o tramite copia forense certificata (garantisce piena efficacia probatoria).
- Presenta querela presso la Procura della Repubblica o la Polizia/Carabinieri di Lecce entro 3 mesi dalla pubblicazione del post; la competenza territoriale è in genere del Tribunale di Lecce.
- In parallelo, puoi agire in sede civile davanti al Tribunale di Lecce per il risarcimento del danno alla reputazione, anche indipendentemente dall'esito penale.
- Puoi anche chiedere la rimozione del contenuto direttamente a Facebook tramite la procedura di segnalazione, o inviare una diffida stragiudiziale alla persona che ha pubblicato il post.
Cosa conviene fare
- Agisci entro 3 mesi: la querela è il presupposto per la procedibilità penale; non aspettare.
- Documenta tutto prima di qualsiasi altra mossa: lo screenshot da solo può essere contestato; preferisci una copia notarile o una perizia informatica.
- Valuta la via civile: il risarcimento del danno non patrimoniale per diffamazione su social è riconosciuto dai tribunali italiani anche in assenza di condanna penale; considera di affiancare o preferire l'azione civile se il tuo obiettivo principale è il ristoro economico.
- Invia una diffida stragiudiziale: spesso porta alla rimozione spontanea del post e a un accordo transattivo, evitando i tempi del processo.
- Rivolgiti a un avvocato penalista o civilista a Lecce: la valutazione del danno risarcibile e la strategia processuale richiedono una consulenza personalizzata sul tuo caso specifico.
Questa risposta è generata da intelligenza artificiale e ha scopo puramente informativo. Non costituisce consulenza legale professionale.
Ti conviene contattare un avvocato?
Qui non è tanto una questione di convenienza economica: rischi qualcosa di importante (una casa, un rapporto di lavoro, un debito o un’eredità) e un avvocato in genere si ripaga da solo. Per un caso così, aspettati un primo contributo per lo studio della documentazione se è complesso (indicativamente a partire da €150) — ma è una spesa che qui ha senso. Scrivici per un primo confronto.
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