Diffamazione WhatsApp a Modena: come querelare
Utente_Modena_5291 · 2 visualizzazioni
Il Cliente ci contatta per una controversia diffamatoria. In particolare il Cliente frequentava una comitiva di amici ed - insieme - possedevano un numero di whatsapp. Il cliente - dopo un litigio - ha abbandonato il gruppo ed ha scoperto di essere stato diffamato in maniera brusca ( gruppo formato da 30 persone). Lo stesso possiede gli screenshot delle conversazioni e pertanto vuole querelare il diffamante. Tanto premesso il Cliente, che non lavora, desidera ricevere assistenza Legale su Modena nella menzionata pratica. NB. il CLiente vuole essere contattato nel pomeriggio. COD (V)
Risposta diretta
La diffamazione avvenuta in un gruppo WhatsApp di 30 persone configura il reato di diffamazione aggravata ai sensi dell'art. 595, comma 3, c.p., poiché il gruppo numeroso integra il requisito del "mezzo di pubblicità". La vittima può presentare querela entro 3 mesi dalla conoscenza dei messaggi offensivi.
Quadro normativo
- Art. 595, comma 1, c.p.: punisce chiunque, comunicando con più persone, offende la reputazione di un assente (reclusione fino a 1 anno o multa fino a 1.032 €)
- Art. 595, comma 3, c.p. — aggravante del mezzo di pubblicità: si applica quando il fatto è commesso tramite stampa o "qualsiasi altro mezzo di pubblicità"; la giurisprudenza consolidata riconosce che un gruppo WhatsApp con decine di partecipanti rientra in questa fattispecie (pena: reclusione da 6 mesi a 3 anni o multa non inferiore a 516 €)
- Art. 336 c.p.p.: la querela deve essere presentata entro 3 mesi dalla conoscenza del fatto; il termine decorre dal momento in cui la vittima ha visto i messaggi, non da quando ha lasciato il gruppo
- Gli screenshot sono elementi probatori ammissibili; la loro efficacia probatoria è rafforzata da un'asseverazione notarile o da una perizia informatica forense
Come funziona in pratica
- Raccogliere tutti gli screenshot dei messaggi diffamatori, verificando che riportino chiaramente nome del gruppo, numero di partecipanti, nome/numero del mittente e data/ora
- Conservare il dispositivo originale con le chat intatte; eseguire un backup su cloud o su supporto esterno come copia di riserva
- Valutare una perizia informatica o un'asseverazione notarile degli screenshot per consolidarne il valore probatorio prima del deposito
- Presentare la querela presso la Procura della Repubblica di Modena, oppure presso qualsiasi stazione dei Carabinieri o ufficio di Polizia di Stato (che la trasmetterà d'ufficio alla Procura competente)
- Indicare nella querela: generalità del querelante, identità del diffamante, descrizione puntuale dei fatti e allegazione degli screenshot
Cosa conviene fare
- Agire entro i 3 mesi: il termine è perentorio; se ci sono dubbi sulla data di scoperta, è meglio presentare la querela il prima possibile
- Non eliminare nulla: cancellare le chat o il profilo del diffamante comprometterebbe la prova; conservare tutto così com'è
- Valutare il danno civile: oltre alla querela penale, è possibile chiedere il risarcimento del danno alla reputazione ex art. 2043 c.c., anche costituendosi parte civile nel procedimento penale
- Rivolgersi a un avvocato penalista a Modena: la querela è atto libero, ma un legale esperto in diffamazione online può strutturarla in modo da massimizzare le chance di iscrizione nel registro degli indagati e supportare la richiesta risarcitoria
Questa risposta è generata da intelligenza artificiale e ha scopo puramente informativo. Non costituisce consulenza legale professionale.
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