Diritto di Famiglia

Mantenimento figlio a Taranto: art. 156 c.c.

Utente_Taranto_2638 · 1 visualizzazioni

Necessità di matrimonialista/divorzista, recupero drediti, per sub- entro in giudizio contenzioso, allo stato attuale ho urgenza di un'istanza da produrre all'interno del giudizio suddetto 156 c.c. per poter richiedere 1/3 per il minore (non 1/5) al datore di lavoro dell'ex coniuge. -avvocato per avviare causa risarcitoria a seguito sentenze penali emesse in favore di mio figlio e mia. -avvocato esperto in diritto immobilaire per poter ....

Risposta diretta

Nell'ambito del giudizio di separazione pendente al Tribunale di Taranto, puoi depositare un'istanza per ottenere che il giudice ordini direttamente al datore di lavoro del tuo ex coniuge di versarti una quota dello stipendio a titolo di mantenimento per il figlio minore: è lo strumento previsto dall'art. 156, comma 6, c.c., che consente di superare il limite ordinario del quinto applicabile al pignoramento.

Quadro normativo

  • Art. 156, comma 6, c.c. — il giudice della separazione può ordinare ai terzi (datore di lavoro, istituti bancari, ecc.) di versare direttamente al coniuge beneficiario le somme dovute a titolo di mantenimento, compreso quello per i figli; la quota di 1/3 è ammissibile quando comprende il mantenimento del figlio minore
  • Art. 545 c.p.c. — il limite del quinto vale per il pignoramento ordinario, ma non si applica all'ordine ex art. 156 c.c., che segue le regole del mantenimento familiare
  • Art. 337-ter c.c. — disciplina il contributo al mantenimento dei figli nella separazione e nel divorzio
  • Per la causa risarcitoria civile conseguente a reato, rileva l'art. 185 c.p. e la possibilità di agire in sede civile dopo la sentenza penale definitiva

Come funziona in pratica

  • Si deposita un'istanza formale all'interno del procedimento di separazione già iscritto al Tribunale di Taranto (non serve avviare un nuovo giudizio)
  • Il giudice, valutata l'inadempienza dell'ex coniuge, emette un provvedimento nei confronti del terzo (il datore di lavoro) con l'indicazione dell'importo e della modalità di versamento
  • Il datore di lavoro diventa obbligato diretto: trattiene la quota pattuita dalla busta paga e la accredita al richiedente
  • L'ordine può essere chiesto anche in via d'urgenza, soprattutto se sussistono arretrati o rischio di inadempimento imminente
  • Per la causa risarcitoria a favore tuo e di tuo figlio (a seguito di sentenza penale): si agisce con citazione davanti al giudice civile allegando la sentenza penale passata in giudicato, che fa piena prova dei fatti accertati

Cosa conviene fare

  • Agire subito con un avvocato matrimonialista: l'istanza ex art. 156 c.c. richiede dimostrazione dell'inadempimento e documentazione degli arretrati
  • Raccogliere: buste paga dell'ex coniuge, provvedimenti già emessi dal Tribunale di Taranto (decreto o sentenza con importo del mantenimento), eventuali bonifici mancanti
  • Per la causa di risarcimento, consegnare all'avvocato la sentenza penale con relativa formula di passaggio in giudicato: il giudice civile è vincolato all'accertamento del fatto reato
  • Valutare di cumulare le istanze (mantenimento + risarcimento) con un unico studio legale esperto sia in diritto di famiglia sia in responsabilità civile da reato, per ottimizzare tempi e costi
  • Per la parte immobiliare, accertare se il contenzioso sia connesso alla separazione (casa coniugale, divisione patrimonio) o autonomo, così da coordinare i professionisti

Questa risposta è generata da intelligenza artificiale e ha scopo puramente informativo. Non costituisce consulenza legale professionale.

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