Revisione assegno divorzile a Cosenza
Utente_Cosenza_4405 · 1 visualizzazioni
La Cliente è divorziata dal settembre 2017, ha avuto l'affidamento dei figli entrambi maggiorenni ai quali il padre versa un assegno di mantenimento di 450 euro al mese cadauno. La Cliente i figli (anch'essi Clienti) non sono soddisfatti degli oneri economici che spettano al padre e vorrebbero adire le vie legali per far valere i loro diritti su alcune proprietà (3 case) che il padre ha ereditato circa 14 anni fa e attualmente possiede in Uruguay, non dichiarate illo tempore nel corso del giudizio di divorzio. Pertanto i Clienti necessitano dell'assistenza di un Legale al fine di far valere le proprie pretese e rimodulare l'assegno di mantenimento che gli viene versato dal padre. Nb I Clienti intendono conferire mandato ad un Legale che eserciti preferibilmente su Messina, ovvero su Catanzaro o Cosenza.
Risposta diretta
La madre e i figli maggiorenni possono chiedere al Tribunale di Cosenza (o Messina/Catanzaro) la revisione dell'assegno divorzile ex art. 9 L. 898/1970, utilizzando come giustificato motivo la scoperta di tre immobili in Uruguay non dichiarati dal padre nel giudizio originario. I beni esteri rendono però il percorso più complesso: serve coordinamento con un professionista uruguayano.
Quadro normativo
- Art. 9, L. 898/1970 — consente la revisione dell'assegno di mantenimento ogni volta che sopraggiungono «giustificati motivi»; la scoperta di patrimoni celati costituisce tipicamente tale presupposto
- Art. 337-septies c.c. — il mantenimento dei figli maggiorenni permane solo finché non siano economicamente autosufficienti; i figli devono poter dimostrare questa condizione
- L. 218/1995 (diritto internazionale privato) — disciplina il riconoscimento e l'esecuzione di provvedimenti italiani all'estero e la legge applicabile ai rapporti patrimoniali con elementi esteri
- Art. 709-ter c.p.c. — procedimento camerale per la modifica delle condizioni di divorzio davanti al Tribunale competente
Come funziona in pratica
- Il ricorso per la revisione dell'assegno va depositato presso il Tribunale di Cosenza (o in alternativa Messina/Catanzaro, dove i clienti preferiscono operare), allegando prove del mutamento delle condizioni economiche del padre
- Occorre documentare i beni uruguayani: atti successori, visure catastali locali (Dirección Nacional de Catastro), valore commerciale stimato; queste prove attestano la capacità reddituale del padre superiore a quella dichiarata in sede di divorzio
- I figli, essendo maggiorenni, devono allegare al ricorso elementi che attestino la loro non autosufficienza economica (curriculum, situazione lavorativa, redditi percepiti)
- Per i beni in Uruguay, parallelamente al giudizio italiano, si valuta di incaricare un abogado uruguayano che accerta titolarità, valore e ipoteca/sequestro cautelativo eventuale
- La reticenza dolosa del padre nella dichiarazione dei beni all'epoca del divorzio potrebbe rilevare anche in termini di responsabilità processuale, da valutare caso per caso con l'avvocato
Cosa conviene fare
- Affidare il mandato a un avvocato specializzato in diritto di famiglia con sede a Cosenza, Catanzaro o Messina, preferibilmente con esperienza internazionale o con un network di colleghi esteri
- Raccogliere subito la documentazione uruguayana: atto di successione (testamento o dichiarazione di successione ab intestato), estratti catastali, eventuali contratti di locazione dei tre immobili
- Verificare e documentare lo stato occupazionale dei figli: è il presupposto indispensabile per mantenere il diritto all'assegno da maggiorenni
- Valutare con l'avvocato se chiedere in via cautelare un sequestro conservativo dei beni (o dell'assegno stesso) prima che il padre possa occultare ulteriori risorse
- Tenere presente che i procedimenti con elementi esteri hanno tempi più lunghi: pianificare di conseguenza la strategia e le risorse da destinare alla causa
Questa risposta è generata da intelligenza artificiale e ha scopo puramente informativo. Non costituisce consulenza legale professionale.
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