Revisione mantenimento a Monza: come agire
Utente_MonzaedellaBrianza_1942 · 1 visualizzazioni
Avrei bisogno di un avvocato civilista per richiesta revisione assegno di mantenimento mio e di mia figlia minore e soprattutto il diritto di visita in quanto vengono completamente disattese, sono sopraggiunte minacce e pressioni psicologiche nei miei confronti e nei confronti della bambina. Grazie
Risposta diretta
È possibile chiedere al Tribunale di Monza la revisione dell'assegno di mantenimento e, contestualmente, far rispettare il diritto di visita attraverso un procedimento specifico. Le minacce e le pressioni psicologiche possono inoltre rilevare anche sul piano penale.
Quadro normativo
- Art. 337-quinquies c.c. — consente di chiedere la revisione delle condizioni di affidamento e mantenimento quando sopravvengono circostanze nuove e rilevanti (es. variazione del reddito, cambiamento delle esigenze della figlia)
- Art. 337-ter c.c. — disciplina il diritto del figlio minore di mantenere rapporti con entrambi i genitori e il relativo assegno
- Art. 709-ter c.p.c. — strumento specifico per reagire alle inadempienze sul diritto di visita: il giudice può ammonire il genitore inadempiente, disporre il risarcimento del danno e, nei casi gravi, modificare i provvedimenti in essere
- Art. 612-bis c.p. — atti persecutori (stalking): se le minacce sono reiterate, può configurarsi questo reato con denuncia querela
Come funziona in pratica
- Si presenta un ricorso in modifica al Tribunale di Monza (sezione famiglia) per la revisione delle condizioni economiche e/o dell'affidamento
- Contestualmente o separatamente si può depositare un'istanza ex art. 709-ter c.p.c. per le violazioni al diritto di visita, allegando prove concrete (messaggi, testimonianze, diario degli episodi)
- Per le minacce e le pressioni psicologiche si può proporre querela presso la Procura della Repubblica di Monza, con possibile richiesta di misure cautelari
- Il giudice può intervenire anche in via d'urgenza se la situazione è pregiudizievole per la minore
Cosa conviene fare
- Documentare tutto: salvare messaggi, email, registrare (dove legalmente consentito) episodi di minacce; tenere un diario datato delle mancate visite
- Raccogliere testimonianze di familiari, insegnanti o altri soggetti che possano confermare le violazioni e i comportamenti lesivi
- Consultare subito un avvocato specializzato in diritto di famiglia del foro di Monza: la presenza di minacce e la violazione del diritto di visita richiedono una strategia integrata civile e penale
- Valutare con l'avvocato se richiedere un provvedimento urgente (inaudita altera parte) qualora la situazione della bambina risulti pregiudizievole nell'immediato
- Non affrontare direttamente il conflitto con l'altro genitore senza assistenza legale, per evitare di compromettere la propria posizione processuale
Questa risposta è generata da intelligenza artificiale e ha scopo puramente informativo. Non costituisce consulenza legale professionale.
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