Revisione mantenimento a Milano: quando?
Utente_Milano_7264 · 1 visualizzazioni
Ho bisogno di avvocato divorzista. Ho modificato l'assegno di mantenimento dei miei figli lo scorso anno, ma quest'anno la più grande è diventata maggiorenne ed i costi sono cresciuti anche in vista di patente, automobile ed esigenze personali. Posso richiedere una ulteriore revisione anche a così poca distanza di tempo dall'ultima? Premetto che i miei figli (anche grazie alla casa piccola che ho in affitto, ma è tutto ciò che posso permettermi) stanno più tempo con il padre (65% con lui 35% con me). A casa del padre hanno una stanza ciascuno, che con me non possono avere. Il padre è benestante (commercialista con patrimonio immobiliare solido al contrario di me) al momento ricevo 500€ per entrambi
Risposta diretta
Sì, puoi richiedere una nuova revisione dell'assegno di mantenimento anche a distanza di un anno dall'ultima. La legge non prevede alcun termine minimo tra una revisione e l'altra: ciò che conta è che siano sopraggiunte circostanze nuove e rilevanti. Nel tuo caso ne esistono almeno due: la maggiore età della figlia e l'aumento oggettivo delle sue esigenze economiche.
Quadro normativo
La revisione delle condizioni sul mantenimento dei figli è disciplinata dall'art. 337-ter del codice civile, che consente di modificare i provvedimenti vigenti in presenza di un mutamento sopravvenuto delle circostanze. Se siete divorziati, si applica anche l'art. 9 della Legge 898/1970, con lo stesso principio.
Il mantenimento dei figli maggiorenni non economicamente indipendenti (come la tua figlia) resta dovuto ed è regolato dall'art. 337-septies c.c.: il giudice valuta le esigenze del figlio, la sua autonomia raggiunta o meno, e le condizioni economiche di entrambi i genitori. La forte disparità patrimoniale tra te e il padre è un elemento che il giudice considera.
Il Tribunale di Milano (sezione famiglia) è il giudice competente per depositare il ricorso.
Come funziona in pratica
- Si presenta un ricorso al Tribunale di Milano chiedendo la modifica delle condizioni economiche in vigore
- Occorre dimostrare il mutamento delle circostanze: la maggiore età della figlia, le nuove spese (patente, automobile, vita personale autonoma) sono elementi concreti e documentabili
- Il giudice valuta la capacità economica di entrambi i genitori: il patrimonio immobiliare e il reddito professionale del padre sono rilevanti e possono essere richiesti in atti tramite l'avvocato
- Il regime di collocazione prevalente (65% dal padre) incide sul calcolo finale: il giudice pondera le spese effettivamente sostenute da ciascuno
- La procedura può essere consensuale (accordo diretto, più rapida) o contenziosa se il padre non acconsente alla revisione
Cosa conviene fare
- Documenta le nuove spese: preventivi per la scuola guida, costo stimato dell'automobile, eventuali spese universitarie o formative
- Raccogli informazioni sul patrimonio del padre: visure catastali sugli immobili, iscrizione all'albo dei dottori commercialisti, dichiarazioni dei redditi già in tuo possesso
- Valuta di chiedere il versamento diretto alla figlia maggiorenne ex art. 337-septies c.c.: il giudice può disporre che il padre paghi la figlia direttamente, riducendo la tua funzione di intermediaria
- Agisci senza ritardi: la rideterminazione dell'assegno decorre di norma dalla data di deposito del ricorso, non dalla sentenza — ogni mese di attesa è economicamente perso
- Rivolgiti a un avvocato divorzista del foro di Milano esperto in diritto di famiglia per valutare i margini concreti di aumento e la strategia processuale più efficace
Questa risposta è generata da intelligenza artificiale e ha scopo puramente informativo. Non costituisce consulenza legale professionale.
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