Parcella avvocato a Foggia: come contestarla
Utente_Foggia_9624 · 1 visualizzazioni
La Cliente alcuni mesi fa ha preso contatti con un legale perché le curasse 2 diverse pratiche: - il cambio delle condizioni divorzili, - il recupero di alcuni crediti dal suo ex marito. Per accordo con l'avvocato la Cliente ha provveduto a versare 300 € a titolo di spese vive, e il legale avrebbe recuperato le sue competenze da controparte certamente soccombente. La Cliente ha più volte chiesto se il Tribunale le avesse consegnato la documentazione necessaria per l'avvio della pratica, ma il legale ha sempre negato. La Cliente però, insospettita dalla condotta del suo difensore, ha contattato la cancelleria del Tribunale che le ha confermato che il legale avesse già ottenuto copia di quanto richiesto. Ne è seguita una discussione che si è conclusa con la remissione del mandato e la presentazione da parte del legale di una fattura di di 257 €. Tanto premesso, alla Cliente occorre un Legale su Foggia che la assista nella menzionata vicenda.
Risposta diretta
La condotta del legale — che ha ripetutamente negato di aver ricevuto documenti poi risultati in suo possesso — configura una violazione dei doveri di lealtà sanciti dal Codice Deontologico Forense e può giustificare sia la contestazione della parcella da 257 € sia un esposto disciplinare all'Ordine degli Avvocati di Foggia.
Quadro normativo
Le norme rilevanti sono
- Art. 9 Codice Deontologico Forense — obbligo di probità, lealtà e correttezza dell'avvocato nei confronti del cliente
- Art. 13 e 14 L. 247/2012 (Legge professionale forense) — disciplinano il diritto al compenso e la restituzione integrale del fascicolo al cliente
- Art. 2237 c.c. — in caso di recesso dal contratto d'opera, il professionista può esigere compenso solo per l'attività effettivamente svolta e documentabile
- D.M. 55/2014 e s.m.i. — parametri di riferimento per la liquidazione del compenso forense
Come funziona in pratica
- Dopo la remissione del mandato, il legale può pretendere il compenso esclusivamente per le prestazioni concretamente rese e documentabili
- I 300 € versati come spese vive devono essere rendicontati con giustificativi: il residuo non impiegato va restituito
- La fattura di 257 € può essere contestata richiedendo il dettaglio analitico delle prestazioni (date, attività, importi) ai sensi dell'art. 13 L. 247/2012; se il saldo con i 300 € già pagati è positivo per la cliente, la parcella potrebbe non essere dovuta affatto
- La cliente ha diritto alla restituzione immediata del fascicolo (atti, documenti, corrispondenza con il Tribunale) indipendentemente dalla controversia sul compenso
- La menzogna reiterata sullo stato degli atti — smentita dalla cancelleria del Tribunale di Foggia — integra una violazione deontologica perseguibile davanti all'Ordine degli Avvocati di Foggia
Cosa conviene fare
- Richiedere per iscritto (raccomandata A/R o PEC) la restituzione del fascicolo completo e il rendiconto dettagliato delle spese vive sostenute
- Contestare formalmente la fattura chiedendo il prospetto analitico delle prestazioni; verificare se, compensando i 300 € già versati, il saldo sia addirittura a credito della cliente
- Raccogliere tutte le prove: comunicazioni scritte con l'ex avvocato, risposte della cancelleria che confermano la consegna degli atti, date dei dinieghi ricevuti
- Presentare un esposto all'Ordine degli Avvocati di Foggia allegando la documentazione: l'esposto è gratuito e apre un procedimento disciplinare formale contro il legale
- Affidarsi a un nuovo avvocato a Foggia che possa riprendere entrambe le pratiche originarie (modifica delle condizioni divorzili e recupero crediti dall'ex marito) e gestire, se necessario, anche la contestazione della parcella
Questa risposta è generata da intelligenza artificiale e ha scopo puramente informativo. Non costituisce consulenza legale professionale.
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