Separazione consensuale a Lecce: il mantenimento
Utente_Lecce_4943 · 1 visualizzazioni
Buongiorno con mia moglie stiamo valutando di impostare una separazione consensuale. Abbiamo tre figli di 8 11 e 14 anni e redditi lordi di 36000 io e 56.000 mia moglie. Abbiamo un solo immobile in comproprietà ma non è agibile quindi bisognerebbe ristrutturarlo. Al momento siamo a titolo gratuito presso familiari di mia moglie. Secondo voi in base ai nostri crediti quale sarebbe la quota ragionevole che uno dovrebbe dare all'altro mensilmente? Io sono dipendente privato lei dipendente. Grazie
Risposta diretta
Nella separazione consensuale, le parti concordano liberamente importi e modalità del mantenimento, che il Tribunale di Lecce omologa con decreto. Con tre figli minorenni e redditi differenti, il criterio guida è la proporzionalità del contributo di ciascun genitore alle esigenze concrete dei ragazzi.
Quadro normativo
Le norme di riferimento sono
- Art. 337-ter c.c.: entrambi i genitori contribuiscono al mantenimento dei figli in misura proporzionale al rispettivo reddito, valutando le esigenze dei figli e il tenore di vita goduto in costanza di matrimonio
- Art. 156 c.c.: regola l'eventuale assegno di mantenimento tra coniugi, riconosciuto al coniuge in condizione economica deteriore rispetto all'altro
- Art. 711 c.p.c.: la separazione consensuale viene omologata dal Tribunale, che verifica la conformità degli accordi all'interesse dei figli minori
Come funziona in pratica
- Il reddito lordo complessivo è di 92.000 €/anno: il padre incide per circa il 39%, la madre per il 61%
- Il genitore che non ha la collocazione prevalente dei figli versa un assegno mensile per il loro mantenimento, che copre la quota proporzionale delle spese ordinarie; le spese straordinarie — sanitarie, scolastiche, sportive — si dividono separatamente, spesso in eguale misura o nella stessa proporzione
- Con redditi netti stimati di circa 2.100 €/mese (padre) e 3.000 €/mese (madre), l'assegno di mantenimento tra coniugi sarebbe in astratto a favore del marito; nella separazione consensuale è però possibile rinunciarvi se entrambi si accordano in tal senso
- L'immobile in comproprietà non agibile deve essere disciplinato nell'accordo: occorre stabilire se venderlo, se uno acquista la quota dell'altro, o come ripartire i costi di ristrutturazione prima di una eventuale assegnazione
Cosa conviene fare
- Stimare il costo mensile reale dei tre figli (vitto, abbigliamento, scuola, sport, salute) e dividerlo in proporzione ai redditi: questo è il punto di partenza per un accordo equo e omologabile
- Inserire nell'accordo una clausola di adeguamento ISTAT annuale degli assegni, per non dover riaprire il fascicolo ogni anno
- Prima di firmare qualsiasi accordo, richiedere una perizia di stima sull'immobile per conoscere il valore attuale e il costo di ristrutturazione
- Rivolgersi a un avvocato specializzato in diritto di famiglia a Lecce per redigere il verbale di separazione: anche in una separazione consensuale, una consulenza professionale tutela entrambi i genitori e, soprattutto, i figli
- Valutare di nominare un avvocato ciascuno, in particolare per la gestione dell'immobile condiviso, così da evitare potenziali conflitti di interessi nella trattativa
Questa risposta è generata da intelligenza artificiale e ha scopo puramente informativo. Non costituisce consulenza legale professionale.
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