Licenziamento e stipendi arretrati a Como
Utente_Como_2679 · 2 visualizzazioni
Il Cliente è stato licenziato in data 27 gennaio dopo un periodo di malattia e ad oggi deve ancora ricevere due stipendi , oltre che la tredicesima ( circa 4.500 euro). Il Cliente aveva conferito il mandato ad un legale ma non essendo soddisfatto desidera cambiare. Pertanto il Cliente, che non lavora, desidera ricevere assistenza legale su Como nella menzionata pratica. NB il Cliente vuole essere contattato in mattinata.
Risposta diretta
Il licenziamento intimato dopo un periodo di malattia può essere illegittimo o addirittura nullo se avvenuto prima del superamento del periodo di comporto. In parallelo, i due stipendi e la tredicesima non pagati (circa €4.500) sono crediti esigibili immediatamente, indipendentemente dalla sorte del licenziamento.
Quadro normativo
- Art. 2110 c.c. — durante la malattia il datore non può licenziare prima del superamento del periodo di comporto fissato dal CCNL applicabile; il licenziamento intimato entro tale periodo è nullo.
- Art. 2099–2120 c.c. — il datore è obbligato al pagamento della retribuzione e del TFR; i crediti retributivi si prescrivono in 5 anni (e in parte in 1 anno dopo la cessazione in certi rapporti).
- Art. 6 L. 604/1966 — il licenziamento va impugnato entro 60 giorni dalla comunicazione scritta (termine perentorio), pena la decadenza.
- Art. 414 c.p.c. e art. 700 c.p.c. — procedure per il recupero giudiziale dei crediti di lavoro davanti al Tribunale del Lavoro di Como.
Come funziona in pratica
- Verificare la data di licenziamento rispetto al periodo di comporto previsto dal CCNL: se il comporto non era esaurito al 27 gennaio, il licenziamento è nullo.
- Impugnare il licenziamento entro 60 giorni: l'impugnazione stragiudiziale (raccomandata o PEC al datore) sospende il termine; poi entro 180 giorni occorre depositare il ricorso al Tribunale del Lavoro di Como.
- Richiedere il pagamento degli stipendi arretrati e della tredicesima con diffida formale al datore, prima passo necessario prima del ricorso giudiziale.
- Cambiare avvocato: il cliente ha pieno diritto di revocare il mandato al precedente legale e nominarne uno nuovo; il nuovo avvocato gestirà anche il recupero degli atti già depositati.
- Valutare il ricorso d'urgenza ex art. 700 c.p.c. se il cliente, privo di reddito, rischia un danno grave e irreparabile: il Tribunale del Lavoro di Como può ordinare in tempi rapidi il pagamento delle somme dovute.
Cosa conviene fare
- Agire subito sui 60 giorni: se il licenziamento è recente, il termine per l'impugnazione potrebbe essere ancora aperto — è la priorità assoluta.
- Raccogliere tutta la documentazione: buste paga, contratto, comunicazione di licenziamento, certificati di malattia (per provare la correlazione), CCNL applicabile.
- Verificare il TFR: oltre agli stipendi e alla tredicesima, potrebbe essere dovuto anche il trattamento di fine rapporto non ancora liquidato.
- Richiedere subito al vecchio avvocato il fascicolo e copia degli atti: in caso di impugnazione già depositata, il nuovo legale dovrà continuare senza perdere atti già compiuti.
- Rivolgersi a un avvocato giuslavorista a Como per valutare la nullità del licenziamento e attivare contestualmente il recupero degli arretrati davanti al Tribunale del Lavoro di Como.
Questa risposta è generata da intelligenza artificiale e ha scopo puramente informativo. Non costituisce consulenza legale professionale.
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