Diritto del Lavoro

Dimissioni giusta causa a Mantova: NASpI?

Utente_Mantova_2378 · 1 visualizzazioni

buongiorno ho bisogno di aiuto per una questione di lavoro ' dimissioni per giusta causa'. Io sono assunta da una cooperativa di VERONA [azienda omessa], da Marzo ho avuto un contratto di sei mesi CCNL per lavorare come impiegata logistica un un magazzino [azienda omessa] di Nogara, al 30 settembre il contratto mi è stato rinnovato per altri sei mesi , Giovedi 14 novembre mi è stato comunicato che non avevano più bisogno di me in quella sede per la necessità di assumere una figura che facesse anche da direttore e contabile. L'alternativa che mi hanno dato è quella di iniziare in un altro magazzino a Villafranca ( molto più lontano) come OPERAIA , quindi declassandomi mansioni e stipendio. Loro non mi vogliono licenziare dovrei farlo io senza poi però avere diritto di Naspi. Mi hanno messo con le spalle al muro perchè non ho niente contro gli operai ma io faccio l'impiegata , in più Villafranca per me è veramente lontana e lo stipendio sarebbe molto più basso. Vorrei sapere come comportarmi perchè non credo che loro possano trattarmi cosi, visto anche un contratto in essere ( determinato fino al 30 marzo 2020) che mi permetteva di lavorare ancora. Lunedi dovrei parlare con la CGL di verona , però mi sarebbe piaciuto avere il parere di un esperto per sapere se ci sono delle basi concrete per avere ragione e come muovermi in maniera rapida. [Omissis]

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Risposta diretta

Il comportamento del tuo datore di lavoro configura un demansionamento illegittimo ai sensi dell'art. 2103 c.c.: nessun datore può assegnarti mansioni di categoria inferiore senza il tuo consenso. Se questa condotta ti costringe a lasciare il lavoro, puoi dimetterti per giusta causa e conservare il diritto alla NASpI.

Quadro normativo

  • Art. 2103 c.c. (come modificato dal D.Lgs. 81/2015): vieta il demansionamento unilaterale. L'assegnazione a mansioni inferiori è nulla salvo accordo scritto stipulato in sede protetta (sindacato, Ispettorato del Lavoro, tribunale).
  • Art. 2119 c.c.: consente le dimissioni per giusta causa quando il comportamento del datore rende impossibile la prosecuzione del rapporto. In questo caso matura il diritto alla NASpI (art. 1, D.Lgs. 22/2015), che altrimenti si perde con le dimissioni volontarie.
  • Contratto a tempo determinato in corso: una modifica unilaterale di mansioni o sede su un contratto già sottoscritto è nulla; il contratto va rispettato nei termini originari fino alla scadenza.
  • Trasferimento di sede: anche il trasferimento da Nogara a Villafranca deve essere sorretto da comprovate ragioni tecniche, organizzative e produttive (art. 2103, comma 8, c.c.); l'assenza di tali ragioni lo rende impugnabile.

Come funziona in pratica

  • L'offerta di un ruolo da operaia in sede diversa è una novazione contrattuale: non sei obbligata ad accettarla.
  • Se rifiuti e il datore risolve il contratto, si tratta di licenziamento, con conseguente diritto a indennità e NASpI.
  • Per configurare le dimissioni per giusta causa devi documentare che la condotta del datore (demansionamento + cambio sede + riduzione retributiva) ha reso impossibile la prosecuzione del rapporto; la combinazione dei tre elementi è giuridicamente rilevante.
  • Le dimissioni per giusta causa si trasmettono telematicamente tramite il portale INPS (non bastano le dimissioni cartacee) entro un termine ragionevole dalla conoscenza del comportamento lesivo.
  • In caso di ricorso, il foro territorialmente competente è la Sezione Lavoro del Tribunale di Verona, sede di esecuzione del contratto.

Cosa conviene fare

  • Non dimetterti spontaneamente prima di aver formalizzato per iscritto il rifiuto del demansionamento.
  • Invia una raccomandata a/r o PEC al datore dichiarando che l'offerta di cambio mansioni e sede costituisce demansionamento illegittimo ai sensi dell'art. 2103 c.c. e che non intendi accettarla.
  • Conserva tutto: contratto in corso, comunicazione del 14 novembre, qualsiasi messaggio scritto (email, WhatsApp, SMS).
  • Procedi con l'incontro alla CGIL di Verona: un delegato sindacale può aprire una vertenza o assisterti in sede protetta, dove potrebbe anche essere formalizzato un accordo a tutele invariate.
  • Valuta di affiancare alla CGIL un avvocato del lavoro per un eventuale ricorso d'urgenza ex art. 700 c.p.c., in caso il datore proceda ugualmente con il trasferimento forzato o il licenziamento prima della scadenza del contratto.

Questa risposta è generata da intelligenza artificiale e ha scopo puramente informativo. Non costituisce consulenza legale professionale.

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