Mobbing sul lavoro: come tutelarsi e risarcimento
Utente_Anonimo_5155 · 1 visualizzazioni
Subisco mobbing da più di un anno. Sono stata spostata fisicamente in ufficio con persone che appartengono ad un altro reparto. Sono stata tolta da tutte le comunicazioni del dipartimento di cui faccio parte Non vengo convocata nelle riunioni Non ricevo risposte dal mio diretto superiore
Risposta diretta
Le condotte che descrivi — isolamento fisico, esclusione dalle comunicazioni, mancata convocazione alle riunioni e silenzio del superiore — configurano un quadro compatibile con il mobbing lavorativo, che ti dà diritto al risarcimento del danno biologico, morale e professionale.
Quadro normativo
In Italia il mobbing non è disciplinato da una legge specifica, ma è tutelato attraverso più fonti: l'art. 2087 c.c. obbliga il datore di lavoro a tutelare l'integrità fisica e la personalità morale del lavoratore. I danni sono risarcibili ai sensi degli artt. 2043 e 2059 c.c. La giurisprudenza consolidata della Corte di Cassazione richiede la prova di condotte sistematiche e reiterative nel tempo (il criterio dei 6-12 mesi è spesso usato come soglia minima), finalizzate a emarginare o danneggiare il lavoratore.
Come funziona in pratica
Per agire legalmente devi dimostrare tre elementi
- Condotte sistematiche e reiterate: episodi isolati non bastano — serve una serie di atti coordinati nel tempo (nel tuo caso oltre un anno è un elemento favorevole)
- Elemento soggettivo: l'intento persecutorio del superiore o del datore di lavoro nei tuoi confronti
- Danno subito: biologico (stress, ansia, disturbi del sonno documentati dal medico), professionale (blocco di carriera, dequalificazione) o morale
Le prove più utili da raccogliere subito
- Email e messaggi: conserva tutto ciò che dimostra le esclusioni (o la mancanza di risposte)
- Testimonianze scritte di colleghi che hanno assistito alle condotte
- Documentazione medica: visita dal medico di base o da uno psicologo e fai certificare lo stato di salute
- Diario dei fatti: annota data, ora e descrizione di ogni episodio con eventuali testimoni
- Organigramma e comunicazioni interne: dimostra che sei stata fisicamente spostata e rimossa dalle mailing list di reparto
Cosa conviene fare
- Non dimetterti: le dimissioni in questo contesto potrebbero far perdere diritti importanti (NASPI, risarcimento maggiorato)
- Invia una PEC o lettera raccomandata al datore di lavoro denunciando formalmente le condotte subite — questo crea un documento ufficiale con data certa
- Rivolgiti a un medico per documentare i danni alla salute il prima possibile
- Consulta un sindacato o un avvocato giuslavorista: la materia è tecnica e la raccolta delle prove deve essere guidata da un professionista
- Valuta il ricorso al Giudice del Lavoro per ottenere la cessazione delle condotte e il risarcimento del danno, oppure una risoluzione consensuale incentivata del rapporto se preferisci uscire dall'azienda
Questa risposta è generata da intelligenza artificiale e ha scopo puramente informativo. Non costituisce consulenza legale professionale.
Ti conviene contattare un avvocato?
Prima di pensare a una causa vera e propria, questa è più una domanda da un primo confronto: spesso basta capire cosa rischi davvero e quali strade hai, non serve subito un procedimento formale. Per i casi più articolati molti avvocati chiedono un contributo per lo studio della documentazione (indicativamente da €150). Scrivici: un parere veloce non costa nulla chiedere.
Hai un'altra domanda?
Hai una questione legale?
Ti mettiamo in contatto con un avvocato specializzato in Diritto Civile della tua zona per capire come muoverti. Invia il tuo caso: il preventivo è gratuito.