Detenuto: come delegare il figlio sul conto in banca?
Utente_Anonimo_4051 · 11 visualizzazioni
Salve a tutti, chiedo consiglio: E spero di trovarlo qui, siamo disperati e già abbiamo chiesto a due vostri colleghi che purtroppo ci hanno risposto in modo molto approssimativo. Cosa deve fare Un detenuto per trasferire i soldi dal suo conto in banca sul conto del figlio in modo legale senza incorrere in illeciti? La carta e il telefonino con l'app sono in possesso del figlio. Bisogna che il detenuto faccia una delega? Qual è la procedura? Bisogna fare Una raccomandata? Una semplice carta scritta da un avv.? La motivazione di queste domande è che la moglie -non hanno figli e hanno divisione e dei beni- vuole la carta, il pin, e il cellulare dove sta l'app e il detenuto non vuole perché non vanno d' accordo. Ringrazio a tutti in anticipo e spero che ci possiate aiutare.
Risposta diretta
Un detenuto conserva piena capacità giuridica e d'agire sulla propria banca: può delegare il figlio tramite una procura speciale autenticata, senza alcun obbligo di coinvolgere la moglie.
Quadro normativo
Il riferimento principale è l'art. 1392 c.c. sulla forma della procura, insieme all'art. 35 dell'Ordinamento Penitenziario (L. 354/1975) e al DPR 230/2000 (Regolamento penitenziario), che prevedono il diritto del detenuto di compiere atti giuridici e di far autenticare la propria firma all'interno dell'istituto. Quanto alla moglie con separazione dei beni, non ha alcun diritto legale sul conto intestato solo al marito: si tratta di patrimonio personale del detenuto.
Come funziona in pratica
- Il detenuto redige una procura speciale scritta, indicando nome e codice fiscale del figlio come delegato, e specificando i poteri concessi (es. operare sul conto, disporre bonifici, ritirare somme)
- La firma del detenuto va autenticata: può farlo il direttore dell'istituto penitenziario (o un suo delegato), oppure un notaio che accede al carcere su richiesta
- Il documento autenticato viene consegnato al figlio, che lo presenta alla banca per essere registrato come rappresentante autorizzato sul conto
- Da quel momento il figlio può operare legalmente sul conto, anche tramite l'app, con piena copertura giuridica
- La semplice carta e il PIN in possesso del figlio non costituiscono una delega formale: è preferibile regolarizzare la situazione con la procura per evitare contestazioni future
Cosa conviene fare
- Chiedere alla direzione del carcere la procedura interna per l'autenticazione della firma: è un atto ordinario e non richiede un avvocato obbligatoriamente
- Predisporre la procura speciale con l'aiuto di un avvocato o di un modello fornito dalla banca stessa (alcune banche hanno moduli interni per deleghe da autenticare)
- Inviare il documento alla banca tramite raccomandata A/R o consegna diretta da parte del figlio, allegando copia del documento d'identità del detenuto e del figlio
- Valutare se revocare o bloccare l'accesso tramite app prima di formalizzare la procura, per evitare contestazioni sulla titolarità dei movimenti già effettuati
- Riguardo alla moglie: poiché il conto è intestato solo al detenuto e vige la separazione dei beni, lei non ha diritto né alla carta né al PIN né al telefono con l'app; il detenuto può legalmente opporsi a qualsiasi sua pretesa in tal senso
Questa risposta è generata da intelligenza artificiale e ha scopo puramente informativo. Non costituisce consulenza legale professionale.
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