Diffamazione online a La Spezia: come agire
Utente_LaSpezia_2146 · 1 visualizzazioni
Siamo stati accusati su Internet di lasciare il cane libero senza guinzaglio e dicendo che il ns. cane e' aggressivo con cani e persone circostanza entrambe non vere. Inoltre hanno sfruttato il fatto chili ns. cane era sfuggito, unica volta, alla dog sitter e poi si e' perso. Abbiamo messo un annuncio su internet per ritrovarlo e ci siamo trovati con queste due carogne che hanno trasformato un loro fatto personale in una gogna mediatica. Abbiamo le prove della diffamazione perché' postate su internet La mail e' [email omessa] tel [numero omesso]
Risposta diretta
Le accuse false pubblicate su internet integrano il reato di diffamazione aggravata (art. 595, comma 3 c.p.), punita più severamente proprio perché commessa con un mezzo di comunicazione di massa come internet. Avendo già le prove, potete agire sia sul piano penale con una querela sia sul piano civile per ottenere il risarcimento del danno.
Quadro normativo
- Art. 595 c.p. — Diffamazione: chiunque, comunicando con più persone, offende la reputazione altrui è punibile; il comma 3 prevede un aggravante specifica per il mezzo stampa e, per consolidata giurisprudenza, per internet.
- Art. 2043 c.c.: qualunque fatto doloso o colposo che cagiona ad altri un danno ingiusto obbliga chi lo ha commesso al risarcimento.
- Art. 124 c.p.: la querela per diffamazione va presentata entro 3 mesi dal giorno in cui si è avuta conoscenza del fatto.
- La giurisprudenza equipara la pubblicazione su social network e forum alla diffamazione «a mezzo stampa», con conseguente aggravante e pena fino a 3 anni di reclusione.
Come funziona in pratica
- Cristallizzate subito le prove: ogni post, commento o messaggio va conservato con screenshot che mostrino data, ora, URL e profilo dell'autore; l'ideale è una perizia informatica forense o, in alternativa, un atto con firma digitale notarile (cosiddetta «conservazione legale dei contenuti»).
- Presentate querela presso la Procura della Repubblica di La Spezia (o presso i Carabinieri/Polizia che la trasmetteranno d'ufficio): il termine di 3 mesi decorre dal momento in cui avete scoperto le pubblicazioni, quindi è urgente non perdere altro tempo.
- Chiedete la rimozione dei contenuti alla piattaforma (segnalazione abuso) e, se non viene accolta, il giudice civile del Tribunale di La Spezia può emettere un provvedimento d'urgenza ex art. 700 c.p.c. che ordina la cancellazione immediata.
- In sede civile, parallelamente o successivamente alla querela, potete agire per il risarcimento del danno non patrimoniale (reputazione, dignità, stress) e, se dimostrabile, del danno patrimoniale.
Cosa conviene fare
- Agite subito: il termine di 3 mesi per la querela è perentorio; ogni giorno perso riduce le opzioni.
- Raccogliete tutto il materiale probatorio (screenshot, link, eventuali testimoni che hanno visto i post) e consegnatelo a un avvocato penalista a La Spezia.
- Chiedete all'avvocato se inviare prima una diffida stragiudiziale agli autori: in certi casi porta alla rimozione volontaria e a un accordo risarcitorio più rapido.
- Valutate anche l'inibitoria urgente ex art. 700 c.p.c. al Tribunale di La Spezia per far togliere i contenuti mentre il procedimento penale è ancora in corso.
- Non rispondete pubblicamente alle accuse online: rischiereste di alimentare la discussione e di complicare la vostra posizione processuale.
Questa risposta è generata da intelligenza artificiale e ha scopo puramente informativo. Non costituisce consulenza legale professionale.
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