Fattura non concordata da un'amica: devo pagare?
Utente_Anonimo_3355 · 15 visualizzazioni
Quest'anno ho aperto il mio primo locale. Un'amica grafica mi ha fatto il logo gratis e poi ha voluto aiutarmi in ogni cosa, dai menu all'insegna alla pagina instagram. Adesso a distanza di mesi mi ha mandato una fattura di 3000 euro che io non voglio assolutamente pagare.
Risposta diretta
Se non hai mai concordato un compenso — né in forma scritta né verbalmente — hai basi solide per contestare la fattura. La situazione è però più articolata di quanto sembri, perché la legge presume che le prestazioni professionali siano a pagamento.
Quadro normativo
Il contratto d'opera intellettuale (come la prestazione di una grafica) è disciplinato dal Codice Civile. In base all'art. 2233 c.c., il compenso del professionista è fissato prima di tutto dall'accordo tra le parti. Se non c'è accordo, si ricorre alle tariffe professionali o, in mancanza, alla valutazione del giudice. Il principio generale è quindi che la prestazione professionale si presume onerosa: chi la riceve deve poter dimostrare che era stata concordata come gratuita.
Questa presunzione, però, può essere vinta dalla prova che le parti avevano raggiunto un accordo di gratuità: e nel tuo caso ci sono elementi concreti a supporto.
Come funziona in pratica
- Il fatto che il logo fosse esplicitamente offerto gratis è un elemento fondamentale: dimostra che l'amica conosceva la distinzione tra lavoro gratuito e lavoro a pagamento, e ha scelto la prima opzione
- Le attività successive (menu, insegna, Instagram) sono state svolte in un contesto di amicizia, senza che fosse mai presentato un preventivo o discusso un prezzo
- L'assenza di qualsiasi accordo scritto, preventivo o anche solo messaggio che menzioni un compenso è a tuo favore
- La distanza di mesi tra la prestazione e la fattura indebolisce la posizione della tua amica: un professionista che vuole essere pagato presenta preventivi prima, non fatture dopo
- In sede legale, l'onere di provare che tu avessi accettato di pagare spetterebbe a lei
Cosa conviene fare
- Non ignorare la fattura: rispondile per iscritto (anche via messaggio scritto, conserva tutto) contestando formalmente il credito e spiegando che nessun compenso era mai stato concordato
- Raccogli le prove: conversazioni, messaggi, email in cui lei si offre di aiutarti senza mai menzionare un prezzo
- Non pagare in silenzio: un pagamento parziale o anche un acconto potrebbe essere interpretato come riconoscimento del debito
- Se lei dovesse insistere o avviare azioni legali, valuta di affidarti a un avvocato: con la documentazione giusta, le probabilità di resistere a questa pretesa sono concrete
- Considera anche un tentativo di mediazione stragiudiziale, che può chiudere la questione senza rompere definitivamente il rapporto
Questa risposta è generata da intelligenza artificiale e ha scopo puramente informativo. Non costituisce consulenza legale professionale.
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Prima di pensare a una causa vera e propria, questa è più una domanda da un primo confronto: spesso basta capire cosa rischi davvero e quali strade hai, non serve subito un procedimento formale. Per i casi più articolati molti avvocati chiedono un contributo per lo studio della documentazione (indicativamente da €150). Scrivici: un parere veloce non costa nulla chiedere.
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