Permesso lungo termine: quando si può richiedere?
Utente_Anonimo_3504 · 44 visualizzazioni
Il mio problema sostanzialmente sarebbe il fatto che non so se potrei richiedere il permesso a lungo termine perché ho spostato la residenza anagrafica solo quest'anno a Pavia, e gli altri anni ho visuto in un colleggio. Per quanto riguarda i permessi di soggiorno, sono stato sempre regolare senza nessun problema, e ho fatto la prima richiesta febbraio 2020. Volevo capire se potrei richiedere dopo un anno di lavoro il permesso per soggiornanti a lungo termine o no.
Risposta diretta
Se hai il primo permesso di soggiorno dal febbraio 2020 e sei sempre stato in regola, hai già maturato i 5 anni di residenza legale continua richiesti dalla legge: puoi richiedere ora il permesso CE per soggiornanti di lungo periodo. La residenza anagrafica a Pavia registrata solo quest'anno non pregiudica il tuo diritto.
Quadro normativo
Il permesso per soggiornanti a lungo termine è disciplinato dall'art. 9 del D.Lgs. 286/1998 (Testo Unico Immigrazione), modificato dal D.Lgs. 3/2007 che ha recepito la Direttiva europea 2003/109/CE. Si tratta di un permesso a tempo indeterminato, molto più stabile dei permessi ordinari.
Come funziona in pratica
Per ottenere il permesso CE di lungo periodo devi soddisfare contemporaneamente questi requisiti:
- 5 anni di soggiorno legale continuo in Italia (documentato dai permessi di soggiorno validi senza interruzioni superiori a 6 mesi consecutivi o 10 mesi in un anno)
- Reddito sufficiente: almeno pari all'assegno sociale annuo (circa 6.700 € per il 2025), dimostrabile con buste paga, CU o dichiarazione dei redditi
- Nessuna condanna per reati che impediscono il rilascio
- Conoscenza della lingua italiana almeno a livello A2 (accertata da test o titoli riconosciuti)
- Alloggio idoneo (non necessariamente di proprietà)
Cosa conviene fare
- Raccogli tutta la documentazione sui permessi di soggiorno precedenti (anche scaduti) per dimostrare la continuità dal 2020 a oggi
- Verifica il reddito degli ultimi 12 mesi: se hai un contratto di lavoro e guadagni sopra soglia, sei già in regola
- Prenota lo sportello allo Sportello Unico per l'Immigrazione o in Questura per presentare la domanda tramite il kit postale disponibile negli uffici postali abilitati
- Se non raggiungi ancora il reddito minimo con un solo anno di lavoro, attendi qualche mese raccogliendo le buste paga necessarie a superare la soglia annua
- Considera di farti assistere da un patronato (CGIL, CISL, UIL, ACLI) che può verificare gratuitamente i tuoi requisiti prima di presentare la domanda
Questa risposta è generata da intelligenza artificiale e ha scopo puramente informativo. Non costituisce consulenza legale professionale.
Ti conviene contattare un avvocato?
Prima di pensare a una causa vera e propria, questa è più una domanda da un primo confronto: spesso basta capire cosa rischi davvero e quali strade hai, non serve subito un procedimento formale. Per i casi più articolati molti avvocati chiedono un contributo per lo studio della documentazione (indicativamente da €150). Scrivici: un parere veloce non costa nulla chiedere.
💬 Utente_Anonimo_4063
Però la questura di pavia mi ha scritto che serve anche il certificato della residenza storica.
Risposta diretta
Il permesso CE per soggiornanti di lungo periodo (comunemente detto "permesso a lungo termine") richiede 5 anni di residenza legale e continuativa in Italia, non solo un anno di lavoro. Dal febbraio 2020 a oggi hai maturato circa 5 anni e mezzo: se i tuoi permessi sono stati sempre regolari, potresti essere già nelle condizioni per fare domanda.
Quadro normativo
Il riferimento è l'art. 9 del D.Lgs. 286/1998 (Testo Unico Immigrazione), integrato dal D.Lgs. 3/2007 che recepisce la Direttiva europea 2003/109/CE. I requisiti principali sono:
- 5 anni di soggiorno legale e continuativo in Italia
- Reddito sufficiente (almeno pari all'assegno sociale, circa 6.947 € annui per il 2024)
- Nessun reato ostativi alla permanenza
- Alloggio idoneo (non sempre richiesto in modo stringente)
Come funziona in pratica
La residenza anagrafica (iscrizione al Comune) e la residenza di fatto (dove hai vissuto realmente) sono due cose diverse, ma la Questura vuole documentare entrambe. Nel tuo caso:
- Hai vissuto in un collegio: il collegio avrebbe dovuto registrarti come residente o almeno come domiciliato
- Il certificato storico di residenza si richiede al Comune dove eri registrato nei 5 anni precedenti (non necessariamente Pavia)
- Se eri iscritto all'anagrafe del comune dove si trovava il collegio, il certificato storico uscirà da lì
- Se non eri mai iscritto all'anagrafe, puoi provare la residenza con documentazione alternativa: contratti di ospitalità del collegio, ricevute di pagamento, certificati di iscrizione scolastica/universitaria
Cosa conviene fare
- Vai al Comune di Pavia e richiedi il certificato storico di residenza (gratuito per i cittadini stranieri in molti casi)
- Contatta anche il Comune dove era situato il collegio e richiedi lo stesso documento per gli anni precedenti
- Se il collegio era un convitto o una struttura universitaria, chiedi alla struttura un attestato di ospitalità con date di ingresso e uscita
- Porta alla Questura sia i documenti anagrafici che quelli del collegio come prova complementare
- Verifica che tutti i tuoi permessi di soggiorno siano in fotocopia (fronte e retro) come ulteriore prova della continuità del soggiorno legale
- Se la Questura non accetta la documentazione alternativa, puoi rivolgerti a uno sportello immigrazione del Comune o a un patronato (INCA, ACLI) che ti assiste gratuitamente nella pratica
Questa risposta è generata da intelligenza artificiale e ha scopo puramente informativo. Non costituisce consulenza legale professionale.
💬 Utente_Anonimo_5572
Ma essendo che la legge italiana ed europea NON consente come requisito la presenza di una residenza anagrafe di 5 anni, non sarebbe illegittimo rifuitare la mia richiesta di PSE UE per soggiornanti di lungo termino solo in base alla mancanza della registrazione anagrafe della residenza storica?
Risposta diretta
Hai ragione: né la Direttiva 2003/109/CE né il Testo Unico Immigrazione esigono 5 anni di residenza anagrafica storica per ottenere il PSE UE. Il requisito è il soggiorno legale e continuativo, documentato dalla catena dei permessi di soggiorno. Un rifiuto fondato esclusivamente sulla mancata iscrizione anagrafica pluriennale sarebbe illegittimo e impugnabile.
Quadro normativo
I riferimenti normativi applicabili sono
- Direttiva 2003/109/CE, art. 4: richiede "soggiorno legale e ininterrotto" per 5 anni, senza alcuna menzione dell'anagrafe
- Art. 9, D.Lgs. 286/1998 (Testo Unico Immigrazione): richiede "5 anni di regolare soggiorno nel territorio nazionale"
- D.P.R. 394/1999, art. 11: disciplina la documentazione, ma la continuità si dimostra con i permessi, non con l'iscrizione anagrafica
Come funziona in pratica
- I 5 anni si calcolano dalla data del primo permesso regolare (febbraio 2020): il periodo necessario risulta già maturato
- La prova della continuità è la catena dei permessi di soggiorno (rinnovi senza interruzioni superiori a 6 mesi consecutivi o 10 mesi totali nel quinquennio)
- Vivere in un collegio universitario costituisce soggiorno legale anche senza registrazione anagrafica in quel Comune per quegli anni
- La Questura può richiedere documenti che attestino il domicilio effettivo, ma non può pretendere 5 anni di iscrizione anagrafica come condizione di ammissibilità
- L'iscrizione attuale a Pavia è utile per la domanda, ma non incide sulla valutazione del periodo pregresso
Cosa conviene fare
- Raccogliere tutte le copie dei permessi di soggiorno dal 2020 a oggi, compresi i cedolini di rinnovo
- Allegare documenti attestanti la residenza nel collegio (contratto di ospitalità, ricevute, attestazione della struttura)
- Richiedere alla Questura il certificato storico dei permessi di soggiorno come supporto formale alla domanda
- Se la Questura rifiuta citando solo la mancanza di anagrafe storica, pretendere il rigetto scritto e motivato e presentare ricorso al TAR entro 60 giorni, citando espressamente la Direttiva 2003/109/CE e l'art. 9 TUI
- Rivolgersi a uno sportello immigrazione (CGIL, CISL, patronati) o a un avvocato specializzato in diritto dell'immigrazione per assistenza nella presentazione della domanda
Questa risposta è generata da intelligenza artificiale e ha scopo puramente informativo. Non costituisce consulenza legale professionale.
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