Diritto Civile

Mobbing al lavoro: cosa fare per tutelarsi?

Utente_Anonimo_7018 · 11 visualizzazioni

Lavoro come assistent restaurant manager in un hotel di 5 stelle nel Trentino Alto Adige e ci sono stati episodi ripetitivi di maleducazione nei mie confronti,atteggiamenti non professionali ,nei miei confronti da parte dei colleghi e il f&b manager,sia d'avvanti altri colleghi del team che ospiti del hotel durante il servizio Ho informato ,ho chiesto supporto e aiuta alla HR però non è stata mai presa un azione per mettere una fine a tutto questo Sono stata anche ricoverata in ospedale 2 volte per causa dello stress di lavoro,possibile mobbing,forte ansia e attacchi di panico Ogni volta che sono ritornata al lavoro dalla malattia le cose continuavano e anche peggiorava la situazione Ultimamente mentre ero a lavoro ho anche una registrazione dove un collega (bar superviser) mi sta urlando,gli avevo chiesto di smetterla ma lui ha continuato.. Purtroppo tutto questo stress mi causa molta ansia e angoscia e non so piu che fare Io ho la malattia Men1 e sono stata ricoverata al ospedale perché la mia glicemia era molto bassa(è scesa anche a 26) perché quando ho tutta questa ansi non riesco a mangiare ,e anche al lavoro non mi si permetteva di andare in pausa Vorrei sapere cosa posso fare per poter proteggere la mia salute però anche il mio lavoro !

Risposta diretta

Quello che descrivi configura un caso serio di mobbing lavorativo: comportamenti sistematici ostili, inazione da parte dell'HR, danni alla salute documentati e una registrazione audio. Hai già molti degli elementi necessari per agire sia sul piano lavorativo che legale.

Quadro normativo

Il mobbing non ha ancora una legge nazionale dedicata in Italia, ma è tutelato da più norme:

  • Art. 2087 c.c.: obbliga il datore di lavoro a proteggere l'integrità fisica e la personalità morale del lavoratore — la tua azienda ha violato questo obbligo non intervenendo dopo le tue segnalazioni all'HR
  • D.Lgs. 81/2008 (Testo Unico Sicurezza): include lo stress lavoro-correlato tra i rischi da gestire
  • Art. 2043 c.c.: base per il risarcimento del danno (biologico, morale, patrimoniale) causato da condotte illecite
  • La Provincia Autonoma di Trento ha adottato la L.P. n. 7/2011 specifica contro il mobbing nel lavoro: uno strumento aggiuntivo di tutela nel tuo territorio

Come funziona in pratica

  • Raccogli tutte le prove che hai: la registrazione audio del collega che ti urla, le date dei ricoveri, la documentazione medica (glicemia a 26 è un dato gravissimo), i referti ospedalieri, eventuali messaggi o email scambiati con l'HR
  • Conserva ogni prova scritta delle segnalazioni fatte all'HR (email, richieste formali) — se le hai fatte solo verbalmente, invia ora una PEC o lettera raccomandata all'azienda per mettere agli atti la situazione
  • Certificazione medica: fai seguire i tuoi episodi da un medico che attesti il nesso causale tra stress lavorativo e le tue condizioni di salute (inclusa la MEN1 aggravata)
  • Il tuo CCNL (contratto collettivo del settore alberghiero) può prevedere procedure interne di tutela: verificalo o chiedi a un sindacato
  • La registrazione audio in Italia è utilizzabile come prova se sei tu una delle parti presenti nella conversazione (non è intercettazione illegale)

Cosa conviene fare

  • Contatta subito un sindacato (FILCAMS-CGIL, FISASCAT-CISL, UILTUCS): offrono assistenza gratuita e possono intervenire direttamente con l'azienda
  • Invia una diffida formale al datore di lavoro tramite un avvocato: metti nero su bianco la violazione dell'art. 2087 c.c. e la mancata azione dell'HR
  • Valuta un'azione legale per risarcimento danni: danno biologico (i tuoi ricoveri), danno morale e danno da dequalificazione professionale sono tutti riconosciuti dai tribunali in casi di mobbing accertato
  • Se la situazione è insostenibile per la tua salute, un avvocato può valutare se esistono i presupposti per le dimissioni per giusta causa, che ti consentirebbero di accedere alla NASPI (indennità di disoccupazione) pur essendo tu a dimetterti
  • Non ritardare: i termini di prescrizione per azioni risarcitorie lavorative sono di 5 anni, ma prima agisci, più forti sono le prove

Questa risposta è generata da intelligenza artificiale e ha scopo puramente informativo. Non costituisce consulenza legale professionale.

Ti conviene contattare un avvocato?

Prima di pensare a una causa vera e propria, questa è più una domanda da un primo confronto: spesso basta capire cosa rischi davvero e quali strade hai, non serve subito un procedimento formale. Per i casi più articolati molti avvocati chiedono un contributo per lo studio della documentazione (indicativamente da €150). Scrivici: un parere veloce non costa nulla chiedere.

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