Minore allontanata: come accelerare il rientro a casa?
Utente_Roma_2242 · 10 visualizzazioni
Salve Avvocato, buongiorno. Le scrivo per spiegare brevemente la situazione di mia nipote e chiedere il suo aiuto. Mia nipote è stata allontanata dai Servizi Sociali il 30 luglio 2026. Sua madre, mia cognata, si trovava in Bangladesh dal 2 aprile perché sua madre, cioè la nonna della minore, stava molto male e aveva bisogno di cure e di un intervento. Durante questo periodo io sono rimasto a casa con mia nipote per occuparmi di lei. Purtroppo, in quel periodo io avevo già subito due interventi alla schiena per un'ernia del disco e avevo difficoltà a muovermi e a occuparmi adeguatamente della casa. Per questo motivo le condizioni della cucina e di alcune parti della casa non erano buone dal punto di vista dell'igiene. Tuttavia, mia nipote era con me e non era lasciata sola: per mangiare ordinavamo spesso il cibo tramite Glovo o Deliveroo. Dopo che mia nipote è stata portata via, ho fatto rientrare sua madre dal Bangladesh nel giro di tre giorni. Successivamente siamo andati insieme ai Servizi Sociali per cercare una soluzione. Ci è stato spiegato che la situazione era stata considerata come un possibile caso di abbandono della minore e che ci sarebbe stata un'udienza presso il Tribunale per i Minorenni di Roma il 13 agosto 2026. Mia cognata ha partecipato all'udienza del 13 agosto, ma purtroppo non parla bene italiano e quindi ha avuto difficoltà a comprendere pienamente tutto ciò che è stato detto. Da quanto abbiamo capito dal provvedimento del Giudice, i Servizi Sociali avrebbero dovuto controllare nuovamente la casa e, se le condizioni fossero risultate adeguate, la minore avrebbe potuto tornare a casa. Il 26 agosto 2026 i Servizi Sociali sono venuti a controllare la casa. Prima del controllo abbiamo sistemato completamente l'abitazione, sgomberato le cose che non servivano e sistemato tutto in modo adeguato. Il controllo è andato bene e ci è stato riferito che la situazione della casa era positiva. L'assistente sociale [nome omesso] ci ha detto che avrebbe inviato la relazione al Giudice e al Tutore della minore, [professionista], e che successivamente sarebbero stati loro a decidere come procedere. Ad oggi, però, non abbiamo ancora ricevuto nessuna comunicazione e sono già passate circa due settimane dal controllo della casa. L'assistente sociale ci ha inoltre informato che sarà in ferie fino al 20 settembre 2026 e che, prima di andare in ferie, aveva già inviato tutta la documentazione al Giudice e al Tutore. Siamo molto preoccupati e vorremmo capire cosa possiamo fare adesso per accelerare la situazione e, soprattutto, per chiedere che mia nipote possa tornare a casa il prima possibile. Vorrei sapere se Lei può assisterci in questa situazione, verificare lo stato del procedimento e capire se è possibile presentare una richiesta formale per il rientro della minore a casa. Se necessario, posso fornire tutta la documentazione relativa al procedimento, al controllo della casa e agli interventi che abbiamo fatto per sistemare l'abitazione. La ringrazio molto per la disponibilità e resto in attesa di un Suo gentile riscontro. Cordiali saluti.
Risposta diretta
Dopo un sopralluogo positivo dei Servizi Sociali, la famiglia ha il diritto di sollecitare formalmente il Tribunale per i Minorenni per ottenere il rientro della minore, senza dover attendere passivamente le comunicazioni. È fortemente consigliato nominare subito un avvocato specializzato in diritto minorile.
Quadro normativo
Il procedimento rientra nell'ambito dell'art. 330 e seguenti del Codice Civile (decadenza e limitazione della responsabilità genitoriale) e del D.Lgs. 154/2013. Il Tribunale per i Minorenni di Roma è l'organo competente: ha emesso il provvedimento di allontanamento e solo lui può disporre il rientro. Il tutore nominato dal Giudice è il soggetto che, insieme ai Servizi Sociali, deve presentare la relazione aggiornata al Giudice. Finché il procedimento è aperto, la madre ha diritto di essere rappresentata da un avvocato e di partecipare attivamente.
Come funziona in pratica
- Il Giudice del Tribunale per i Minorenni valuta la relazione dei Servizi Sociali e la relazione del tutore prima di emettere un nuovo provvedimento
- Il sopralluogo positivo del 26 agosto è un elemento favorevole, ma il Giudice deve ricevere formalmente la relazione scritta prima di agire
- L'assenza dell'assistente sociale per ferie può rallentare i tempi, ma non blocca il procedimento: il tutore può agire autonomamente
- La madre, in quanto soggetto del procedimento, ha diritto di depositare memorie e di richiedere un'udienza tramite il proprio avvocato
- Se la minore è collocata in una struttura o famiglia affidataria, il Giudice può disporre il rientro anche con un decreto urgente, senza attendere una nuova udienza fissa
Cosa conviene fare
- Nominare subito un avvocato specializzato in diritto di famiglia e minorile: solo lui può accedere al fascicolo, leggere il provvedimento dell'udienza del 13 agosto e verificare lo stato esatto del procedimento
- Chiedere all'avvocato di contattare il tutore della minore per capire se e quando invierà la propria relazione al Giudice
- Valutare con l'avvocato la possibilità di depositare un'istanza urgente al Tribunale per i Minorenni di Roma, allegando la documentazione del sopralluogo positivo e chiedendo formalmente la revoca o la modifica del provvedimento di allontanamento
- Raccogliere tutta la documentazione utile: esiti del sopralluogo, certificati medici relativi agli interventi alla schiena dello zio, prove del rientro immediato della madre dal Bangladesh, scontrini o ricevute dei pasti ordinati durante il periodo critico
- Considerare che la barriera linguistica della madre è un elemento rilevante: l'avvocato può chiedere al Tribunale la nomina di un interprete per le future udienze
Questa risposta è generata da intelligenza artificiale e ha scopo puramente informativo. Non costituisce consulenza legale professionale.
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