Convivente minaccioso da mandare via: diritti e affidamento
Utente_Anonimo_9813 · 39 visualizzazioni
Il mio compagno che vive da me e mia madre con residenza che gli ho permesso di portare qua mi stressa nn andiamo d'accordo e mi minaccia a volte siccome abbiamo una bambina piccola di 3 mesi io mi stresso e allatto. Vorrei mandarlo via dato che non cambia atteggiamento e non c'è più un rapporto amoroso ma solo di stress. Gli ho chiesto di cambiare di fare un percorso psicologico dato che lui ha disturbo dell'umore e non lo fa. Siccome non conosce bene le leggi italiane volevo fargli dire da un avvocato come funziona quali sono i miei diritti e i suoi doveri. Dato che dice che se ci lasciamo io x la bambina devo chiedere il permesso a lui si tutto pediatra sport ecc devo chiedere a lui forse non ha capito che già che finora sono stata buona dovrebbe ringraziare il signore. Gli ho dato residenza gli ho cercato sempre lavoro perché manco quello si riusciva a tenere dato da mangiare cure ecc e ancora vuole comandare e come sta mattina dirmi ti butto il caffè in faccia. Io gli ho detto prima cosa ti curi perché secondo me la maggior parte del non andare d'accordo dipende da quello e poi si vedrà. In ogni caso se io non ce la facessi più xké allatto e devo stare serena come funziona? Perché a me dispiace ma viene prima la bimba e la mia serenità.
Risposta diretta
Hai il diritto di chiedere che il tuo convivente lasci la tua casa, anche se vi ha la residenza anagrafica. Riguardo alla bambina, la legge italiana prevede la responsabilità genitoriale condivisa tra entrambi i genitori anche senza matrimonio — ma questo non significa che devi chiedere il permesso al padre per ogni cosa: la sua interpretazione è sbagliata.
Quadro normativo
I riferimenti principali sono
- Art. 337-ter c.c.: prevede l'affidamento condiviso dei figli per genitori non coniugati, con responsabilità genitoriale condivisa
- D.Lgs. 154/2013: equipara pienamente i figli nati fuori dal matrimonio a quelli nati in costanza di matrimonio
- Art. 342-bis c.c.: consente al Tribunale di emettere un ordine di allontanamento dalla casa familiare in presenza di condotta pregiudizievole per i conviventi
- Art. 612 c.p. (minacce) e art. 572 c.p. (maltrattamenti in famiglia): le minacce ricevute sono reati perseguibili penalmente
- La residenza anagrafica non attribuisce alcun diritto reale sull'immobile: è solo un dato amministrativo
Come funziona in pratica
- La residenza non è un diritto a stare in casa tua: se l'immobile è tuo (o di tua madre), lui non ha titolo per rimanere contro la tua volontà
- Se si rifiuta di andarsene, puoi rivolgerti al Tribunale per ottenere l'ordine di allontanamento, specialmente in presenza di minacce e comportamenti pregiudizievoli per te e la bambina
- Le minacce ("ti butto il caffè in faccia") configurano un reato: puoi presentare querela ai Carabinieri o alla Polizia. Questo accelera anche le misure di protezione
- Per la bambina, la responsabilità genitoriale condivisa funziona così:
- Non è previsto che tu debba chiedere il permesso per ogni pediatra o attività sportiva: quella è una pressione psicologica infondata
Cosa conviene fare
- Documenta tutto: conserva messaggi scritti, screenshot e qualsiasi prova delle minacce ricevute
- Vai dai Carabinieri o Polizia e presenta querela per le minacce: è il primo passo concreto e apre la strada all'allontanamento d'urgenza
- Contatta un avvocato specializzato in diritto di famiglia: può chiedere al Tribunale l'ordine di allontanamento e definire affidamento, collocamento e mantenimento della bambina
- Rivolgiti al Centro Antiviolenza della tua zona (gratuito e riservato): offrono supporto legale e psicologico, soprattutto utile mentre allatti e sei in un momento di fragilità fisica
- Ricorda: la tua serenità e quella della bambina vengono prima, e la legge ti offre strumenti concreti per tutelarle
Questa risposta è generata da intelligenza artificiale e ha scopo puramente informativo. Non costituisce consulenza legale professionale.
💬 Utente_Anonimo_9171
Non voglio mettere in mezzo denuncia perché non voglio eventuali servizi sociali. Preferisco stabilire le cose con un avvocato che stabilisca mantenimento affidamento eventualmente se esclusivo o condiviso e tutto quanto perché con quello che sia entr oggi i servizi sociali non funzionano
Risposta diretta
Puoi allontanare il convivente dalla tua casa, regolare affidamento e mantenimento della bambina tramite un accordo legale assistito da avvocati, senza necessariamente sporgere denuncia penale e senza che i servizi sociali vengano coinvolti automaticamente.
Quadro normativo
Per i genitori non coniugati si applicano gli artt. 337-bis e seguenti del Codice Civile (aggiornati dalla riforma Cartabia, D.Lgs. 149/2022): la regola è l'affidamento condiviso, con responsabilità genitoriale esercitata da entrambi i genitori. Le decisioni "ordinarie" (pediatra di base, visite di routine) possono essere prese singolarmente; quelle "straordinarie" (cambio di medico specialista, attività sportiva agonistica, interventi chirurgici) richiedono il consenso di entrambi — ma in caso di disaccordo decide il giudice, non lui unilateralmente. Per l'allontanamento del convivente, si applica la L. 76/2016 sulle convivenze di fatto.
Come funziona in pratica
- Allontanamento dalla casa: se sei tu la titolare del contratto d'affitto o dell'immobile, puoi richiedere al giudice un ordine di allontanamento. La residenza che gli hai concesso non gli attribuisce il diritto di restare contro la tua volontà
- Affidamento condiviso vs esclusivo: il condiviso è la norma, ma se le minacce e il disturbo dell'umore del padre rappresentano un rischio concreto per la bambina, il tribunale può disporre l'affidamento esclusivo a tuo favore
- Le sue pretese di "veto": ha torto. Non può bloccare le decisioni ordinarie quotidiane. Su quelle straordinarie serve accordo, ma in mancanza si ricorre al giudice
- Mantenimento: può essere stabilito un assegno mensile a suo carico, proporzionato al suo reddito (anche potenziale) e ai bisogni della bambina
- Accordo di negoziazione assistita: con due avvocati (uno per parte) si può firmare un accordo vincolante su affidamento, responsabilità genitoriale e mantenimento, senza udienza in tribunale
Cosa conviene fare
- Consulta subito un avvocato di famiglia: è la figura giusta per redigere un accordo chiaro che regoli tutto, riducendo i margini di conflitto futuro
- Documenta le minacce: conserva messaggi, screenshot, audio — non necessariamente per una denuncia ora, ma per tutelare la bambina se la situazione dovesse peggiorare
- I servizi sociali non scattano automaticamente: vengono coinvolti solo se un giudice lo dispone espressamente. Una procedura civile per affidamento non li attiva di default
- L'ammonimento del questore è uno strumento alternativo alla denuncia penale: è una misura amministrativa contro chi minaccia, non avvia un procedimento penale e non comporta l'intervento dei servizi
- Per la bimba di 3 mesi: il giudice tiene conto dell'allattamento e dell'età — la continuità con la madre è un criterio prioritario nella valutazione
Questa risposta è generata da intelligenza artificiale e ha scopo puramente informativo. Non costituisce consulenza legale professionale.
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