Diritto Civile

Demansionamento sul lavoro: quali diritti hai?

Utente_Anonimo_6258 · 11 visualizzazioni

Gentili signori/e buongiorno. Allora, io vi contattavo più che altro per un consiglio su una situazione lavorativa che sta diventando abbastanza pesante per me. Cercherò di essere più breve e preciso possibile, anche se la storia e abbastanza lunga e sarebbe meglio parlarne a voce. Comunque, a Luglio del 2024 il mio ex responsabile di magazzino e l' attuale padrone dell azienda in cui lavoro, mi chiedono se potevo affiancare il responsabile del reparto di controllo qualità, io gli risposi , che potevo provarci, dato e considerato che, comunque, avevo delle difficoltà in quel tipo di lavoro, considerato il fatto che nel 1994/1995 avevo fatto due anni di disegnatore meccanico, ma abbandonai gli studi per diversi motivi, ma principalmente perché facevo molta fatica a capire molte cose. Adesso a distanza di un anno e più, mi ritrovo a fare un lavoro dove capisco il 10 % del lavoro, con le varie incavolature, del responsabile se chiedo una volta in più. Faccio presente anche, che ho parlato con il responsabile di produzione( un paio di volte) , con la direttrice e con il mio attuale responsabile, che secondo me non è il mio posto.Responso?Il responsabile di produzione ha sorriso e la direttrice mi ha chiesto se c'era la possibilità di tornare in magazzino, se mi sarebbe piaciuto, io risposi che dopo 22 anni magazzino, conoscevo meglio il lavoro, allora lei mi disse che per adesso l' organico del magazzino era al completo ( al mio posto hanno preso un ragazzo con la 104) ma, che se si sarebbe presentata la possibilità, comunque, mi avrebbero tenuto conto di me invece di assumere un altra persona. Io parlai con il mio attuale responsabile a Dicembre e gli dissi che facevo fatica e davo a loro la possibilità o di spostarmi oppure di accettare ciò che posso fare. A settembre, è andata via l' ennesima persona, dal reparto di pre montaggio, ma viene sostituito a tratti da un ragazzo della produzione, non capisco perché non potrebbero mettere me, e prendere uno con competenze più specifiche per l' attuale posto dove sono?!?! Vorrei anche precisare ero entrato come preparatore di commesse per il reparto montaggio e marcatura al laser, ma mi sono ritrovato a fare quasi di tutto dall' autista, a spostare scaffali e fino a preparare gli ordini dei ricambi, che da un lavoro tappabuchi in caso di assenza di qualche mia ex collega era diventato un lavoro permanente. E vero anche che ho avuto delle piccole soddisfazioni, ovvero due aumenti di stipendio per merito, ma adesso sembra che stiano facendo di tutto per farmi scappare. Secondo voi? In attesa di una vostra gentile risposta, vi ringrazio anticipatamente e vi auguro una buona continuazione. P.S. Spero di essere stato abbastanza chiaro.

Risposta diretta

La situazione che descrive presenta i tratti tipici del demansionamento, vietato dall'art. 2103 del Codice Civile: il datore di lavoro non può assegnarle stabilmente mansioni non equivalenti a quelle di assunzione, specie senza formazione adeguata e contro la sua volontà espressa.

Quadro normativo

L'art. 2103 c.c. (modificato dal D.Lgs. 81/2015) stabilisce che il lavoratore può essere adibito a mansioni equivalenti o superiori a quelle per cui è stato assunto, ma non a mansioni inferiori o sostanzialmente diverse, salvo accordo scritto in casi specifici (crisi aziendale, motivi di salute, ecc.). Quando il comportamento aziendale è sistematico e orientato a indurre il lavoratore alle dimissioni, può configurarsi anche il mobbing, tutelato sia civilmente che penalmente.

Come funziona in pratica

  • Lei è stato assunto come preparatore di commesse e nel tempo è stato adibito a mansioni sempre più eterogenee (autista, spostamento scaffali, ricambi, controllo qualità) senza modifica contrattuale formale
  • Il passaggio al controllo qualità è avvenuto su sua disponibilità informale, senza formazione adeguata: questo indebolisce la posizione aziendale, perché un consenso generico non equivale a un accordo scritto valido
  • Le sue segnalazioni verbali a più responsabili costituiscono una traccia rilevante, ma non ancora sufficiente in sede legale
  • Il mancato reinserimento in magazzino, nonostante la sua esperienza ventennale e la copertura del posto con un nuovo assunto, può rafforzare la tesi di un comportamento ostativo

Cosa conviene fare

  • Mettere tutto per iscritto: inviare una raccomandata A/R o PEC alla direzione e all'HR, ribadendo le difficoltà con le mansioni attuali e chiedendo formalmente il rientro in un ruolo adeguato alle sue competenze
  • Raccogliere prove: conservare email, messaggi e, se possibile, testimonianze di colleghi che documentino la situazione nel tempo
  • Rivolgersi al sindacato di categoria, se iscritto, per ottenere assistenza nella contestazione formale
  • Consultare un avvocato del lavoro per valutare se esistano i presupposti per un'azione legale per demansionamento o mobbing
  • Non dimettersi spontaneamente senza prima consultare un legale: le dimissioni volontarie farebbero perdere il diritto alla NASpI (indennità di disoccupazione), mentre in presenza di demansionamento accertato potrebbe configurarsi una giusta causa di dimissioni, che invece consente di accedere al sussidio

Questa risposta è generata da intelligenza artificiale e ha scopo puramente informativo. Non costituisce consulenza legale professionale.

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