Diritto Civile

Errore del patronato sulla pensione: si può risarcire?

Utente_Anonimo_1136 · 207 visualizzazioni

Buongiorno, mi chiamo [Omissis] [nome omesso] e scrivo per la pratica di pensione riferita a mia madre. Cerco di farle un breve riassunto di quanto successo con il patronato. Mia madre sapeva che le mancava poco per il raggiungimento della pensione e ha deciso di farsi fare un calcolo per verificare la sua posizione. Mia madre ha lavorato sia in Romania che in Italia, quindi si tratta di una pensione internazionale. Una volta che il patronato ha fatto il conteggio, le hanno detto che le mancavano solamente due anni e ha deciso di versare questi due anni come contributi volontari in Romania per poi trasferirli anche qui in Italia. Una volta fatto questo hanno detto che era tutto ok e si poteva procedere con la richiesta, quindi lei su loro indicazione ha dato le dimissioni il 1 luglio e fatto richiesta all'INPS. Due giorni fa l'INPS ha risposto che la richiesta è rifiutata in quanto sono stati calcolati 2 anni e 9 mesi in più. Andando a controllare abbiamo visto che questi anni si riferivano al lavoro usurante che mia madre ha svolto in Romania e che da noi vengono riconosciuti sotto forma di "bonus", cioè te li danno in più per raggiungere gli anni e questo non è riconosciuto in Italia, qui si può tenere conto solo degli anni che effettivamente sono stati lavorati. Sull'estratto contributivo italiano questi anni comparivano senza un periodo storico e la signora che si è occupata della pratica non ha approfondito la questione e non ha neanche chiesto chiarimenti ulteriori se non dopo che l'INPS le ha fatto presente l'errore. Detto ciò al momento mia madre si ritrova senza lavoro e senza pensione, rifacendo un calcolo con un impiegato dell'INPS abbiamo scoperto che ad oggi a mia madre mancano 105 settimane, due anni, di lavoro ed essendosi dimessa lei non ha neanche diritto alla naspi. Al momento nessuno dei miei genitori ha un reddito e in più i miei genitori una volta avuta conferma che la pensione si poteva richiedere, hanno anche venduto casa a Modena per trasferirsi a Rubiera dove hanno acquistato un'altra casa e mia madre essendo senza patente non si può più neanche far assumere nel posto di lavoro dove ha lavorato fino a quest'anno, situazione che la signora del patronato sapeva e a maggior ragione le abbiamo detto di controllare bene quanto veniva fatto. Al momento ho richiesto tutta la documentazione a loro ma non me l'hanno ancora voluta rilasciare e prima mi hanno convocato per parlare con la responsabile del patronato lunedì. Loro per ora non ci hanno ancora detto che si assumono la responsabilità dell'errore fatto ma non essendo un errore di poco conto vogliamo capire a livello legale cosa si può fare visto che loro sono anche coperti da assicurazione e se ha senso iniziare questo percorso.

Risposta diretta

Sì, il patronato può essere ritenuto responsabile per i danni causati dall'errore commesso nel calcolo della posizione contributiva di sua madre. Si tratta di una tipica ipotesi di responsabilità professionale per cui è possibile avanzare una richiesta risarcitoria, anche tramite la polizza assicurativa obbligatoria che copre i patronati.

Quadro normativo

I patronati operano in base alla Legge 30 marzo 2001, n. 152, che disciplina il loro ruolo e le responsabilità nell'assistenza ai lavoratori. Pur essendo un servizio gratuito, il patronato ha un preciso obbligo di diligenza professionale. In caso di errore che cagiona un danno, si applica:

  • Art. 2043 c.c. (responsabilità extracontrattuale): chi causa un danno ingiusto per colpa è tenuto al risarcimento
  • Art. 1218 c.c. (responsabilità contrattuale): può applicarsi se si configura un rapporto di mandato, con obbligo di eseguire l'incarico con la dovuta diligenza
I patronati sono inoltre tenuti per legge a stipulare una polizza assicurativa a copertura dei danni causati da errori dei propri operatori.

Come funziona in pratica

  • Il danno è concreto e documentabile: dimissioni volontarie che escludono la NASpI, contributi volontari pagati inutilmente in Romania, impossibilità di riprendere il vecchio lavoro, assenza di reddito per entrambi i genitori
  • L'errore del patronato consiste nel non aver approfondito la natura degli anni figurativi румунських ("lavoro usurante") che non sono trasferibili come anzianità effettiva in Italia
  • Il fatto che la situazione lavorativa di sua madre (assenza di patente, tipo di mansione) fosse nota all'operatrice rafforza ulteriormente la responsabilità: avrebbe dovuto prestare ancora maggiore attenzione
  • Il rifiuto di consegnare la documentazione è un segnale preoccupante: richiederla formalmente è il primo passo indispensabile

Cosa conviene fare

  • Non presentarsi all'incontro di lunedì senza documentazione: chiedete in anticipo per iscritto (email o PEC) che vi consegnino tutta la documentazione prima del colloquio
  • Inviare una raccomandata A/R (o PEC) al patronato per richiedere formalmente tutta la documentazione relativa alla pratica, mettendo nero su bianco la richiesta e la data
  • Conservare tutto: ricevute dei contributi volontari pagati in Romania, corrispondenze, ricevuta della domanda INPS e del diniego
  • Non ammettere accordi informali durante la riunione di lunedì senza prima consultare un avvocato: qualsiasi proposta di "sistemazione" va valutata con un legale
  • Rivolgersi all'ente di riferimento del patronato (es. il sindacato o l'associazione di categoria a cui appartiene) per presentare un esposto formale
  • Consultare un avvocato specializzato in diritto previdenziale o responsabilità professionale: i danni risarcibili sono potenzialmente molto ampi (mancata NASpI, contributi pagati, lucro cessante, eventuale danno legato al cambio di abitazione) e vale assolutamente la pena avviare il percorso legale

Questa risposta è generata da intelligenza artificiale e ha scopo puramente informativo. Non costituisce consulenza legale professionale.

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