Diritto Civile

Diffamazione su Facebook da avvocato: cosa fare?

Utente_Anonimo_5159 · 20 visualizzazioni

Entro su un gruppo Facebook un po' di tempo fa su delle persone scomparse e commento in maniera del tutto innocente e normale alla madre affidataria di uno degli scomparsi, di smetterla di apparire perennemente in TV quindi di cercare questa visibilità sbagliata perché non è questo che aiuta una persona scomparsa a ritornare a casa oppure a trovarla e di lasciare questa cosa alle trasmissioni come Chi l'ha visto , di fare in modo che siano gli inquirenti o il suo stesso avvocato ad apparire in TV piuttosto che lei. Apriti cielo vengo aggredita sul gruppo ma soprattutto l'avvocato di questa donna mi accusa di sapere qualche cosa in merito a questo ragazzo scomparso in minaccia di farmi contattare dagli inquirenti. Si tratta di diffamazione aggravata secondo me perché un avvocato oltretutto non dovrebbe neanche stare sui social a commentare sul profilo della propria assistita. L'avvocato è anche diventato noto grazie a questo caso di un ragazzo scomparso da due anni ed era totalmente fuori luogo che una professionista si comportasse in questo modo. O al massimo avrebbe dovuto sedare la situazione perché avevo unicamente espresso un parere opinabile Ma pur sempre un parere

Risposta diretta

L'accusa pubblica dell'avvocato — rivolta a lei su un gruppo Facebook frequentato da molte persone — di "sapere qualcosa" su un caso di persona scomparsa può configurare diffamazione aggravata, poiché attribuisce implicitamente un coinvolgimento illecito senza alcun fondamento. Il suo commento originale, al contrario, esprimeva una lecita opinione critica.

Quadro normativo

La diffamazione è disciplinata dall'art. 595 c.p., che punisce chiunque, comunicando con più persone, offenda la reputazione altrui. L'aggravante del terzo comma scatta quando il reato è commesso con qualsiasi mezzo di pubblicità: la giurisprudenza consolidata include pacificamente i social network in questa categoria. Sul piano deontologico, gli avvocati sono vincolati al Codice Deontologico Forense, che impone riservatezza e comportamenti dignitosi anche al di fuori dell'attività professionale stricto sensu.

Come funziona in pratica

  • Accusare pubblicamente una persona di "sapere qualcosa" su un crimine, senza alcuna base, lede la reputazione e può integrare il reato di diffamazione
  • Il fatto che l'accusa provenga da un avvocato con visibilità mediatica nel caso aggrava la gravità percepita dal pubblico
  • La minaccia di "farla contattare dagli inquirenti" non è di per sé un reato se intesa come avviso; ma pronunciata pubblicamente su Facebook, acquista una valenza intimidatoria rilevante
  • Il suo commento originale costituiva libera manifestazione del pensiero: criticare le scelte comunicative di una persona in un caso mediatico è legittimo, purché non si attribuiscano fatti falsi specifici
  • L'avvocato non ha "sedato" la situazione, ma l'ha amplificata: questo contrasta con i doveri deontologici di equilibrio e riservatezza

Cosa conviene fare

  • Salvi subito le prove: screenshot del post dell'avvocato con data, orario e numero di commenti visibili
  • Valuti di presentare un esposto al Consiglio dell'Ordine degli Avvocati competente per la condotta deontologicamente discutibile
  • Consulti un legale per valutare se sporgere querela per diffamazione aggravata (art. 595, comma 3 c.p.) nei confronti dell'avvocato
  • Tenga presente che il termine per sporgere querela è di tre mesi dalla conoscenza del fatto (art. 124 c.p.): non aspetti troppo
  • Eviti di rispondere ulteriormente sul gruppo pubblico, per non alimentare la polemica né fornire altro materiale utilizzabile contro di lei

Questa risposta è generata da intelligenza artificiale e ha scopo puramente informativo. Non costituisce consulenza legale professionale.

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