Debito INPS da liquidatore senza compenso: si paga?
Utente_Firenze_5341 · 11 visualizzazioni
Buongiorno mi chiamo [Omissis] ed ho una situazone debitoria di circa 40.000 € con EQUITALIA. Ho già un pignoramento sullo stipendio per buona parte della somma. Ritengo però di non dover pagare parte del debito perchè si tratta di quote relative alla gestione separata INPS relative agli anni in cui fungevo da liquidatore senza recepire stipendio e non svolgendo nessuna attività riconducibile all'oggetto societario della srl di cui ero amministratore. Avrei bisogno di capire cosa posso fare per alleggerire la mia posizione. Rimango in attesa Grazie
Risposta diretta
Se durante gli anni in cui hai svolto il ruolo di liquidatore non hai percepito alcun compenso, hai ottime ragioni per contestare i contributi Gestione Separata INPS: l'obbligo contributivo sorge solo in presenza di reddito effettivamente erogato.
Quadro normativo
La Gestione Separata INPS è disciplinata dall'art. 2, co. 26, della L. 335/1995, che assoggetta a contribuzione i compensi di amministratori e liquidatori di società. Il principio cardine — confermato da numerose sentenze della Corte di Cassazione — è che senza compenso non esiste base imponibile: i contributi non sono dovuti. Per contestare le cartelle esattoriali già notificate esistono due strumenti principali:
- Opposizione alla cartella esattoriale (art. 24 D.Lgs. 46/1999): da proporre entro 40 giorni dalla notifica, davanti al Tribunale del Lavoro
- Opposizione agli atti esecutivi (art. 617 c.p.c.): per vizi formali del pignoramento, entro 20 giorni dall'atto
Come funziona in pratica
- Raccogli i documenti che provano l'assenza di compenso: verbali assembleari, bilanci societari, dichiarazioni dei redditi degli anni contestati
- Verifica le date di notifica delle cartelle: i contributi INPS si prescrivono in 5 anni (10 se c'è sentenza passata in giudicato) — alcune potrebbero essere già prescritte
- Presenta un'istanza in autotutela direttamente all'INPS allegando la documentazione: è la via più rapida e priva di costi processuali
- Se l'autotutela non produce risultati, impugna le cartelle davanti al Tribunale del Lavoro di Firenze
- Sul pignoramento già attivo, puoi chiedere al giudice dell'esecuzione la riduzione della quota pignoranda se supera il limite legale di 1/5 dello stipendio netto
Cosa conviene fare
- Rivolgiti subito a un avvocato specializzato in diritto previdenziale: i termini per opporsi sono brevi e perentori
- Verifica immediatamente le date di notifica di ciascuna cartella per non perdere il diritto di opposizione
- Inizia dall'istanza in autotutela all'INPS: se accolta, annulla il debito senza affrontare un giudizio
- Chiedi al tuo avvocato di valutare anche la sospensione cautelare del pignoramento nelle more del contenzioso, per alleggerire subito la trattenuta sullo stipendio
Questa risposta è generata da intelligenza artificiale e ha scopo puramente informativo. Non costituisce consulenza legale professionale.
Ti conviene contattare un avvocato?
Prima di pensare a una causa vera e propria, questa è più una domanda da un primo confronto: spesso basta capire cosa rischi davvero e quali strade hai, non serve subito un procedimento formale. Per i casi più articolati molti avvocati chiedono un contributo per lo studio della documentazione (indicativamente da €150). Scrivici: un parere veloce non costa nulla chiedere.
Hai un'altra domanda?
Hai una questione legale a Firenze?
Ti mettiamo in contatto con un avvocato specializzato in Diritto Civile della zona di Firenze per capire come muoverti. Invia il tuo caso: il preventivo è gratuito.