Invalidità civile: cos'è, a chi spetta, come richiederla.

Con questo termine ci si riferisce ad uno stato patologico (fisico, intellettivo) tale da compromettere la capacità del soggetto di compiere alcuni atti quotidiani, con una riduzione della capacità lavorativa della persona. Per le persone non ancora o non più in età da lavoro, alla riduzione della capacità lavorativa si sostituisce l'incapacità di svolgere le normali azioni quotidiane, tipiche per l'età del soggetto. In altre parole, per un minore o una persona di oltre 67 anni – soggetti per i quali non è prevista una capacità lavorativa che possa ridursi (si noti, ciò non implica che un'invalido di oltre 67 anni non possa lavorare), la percentuale si riferisce ad un deficit non prettamente legato alla produzione di redditi da lavoro, ma ad una generale capacità di compiere le azioni considerate normali in relazione all'età del soggetto.

Invalidità civile: cos’è e quando spetta

L’invalidità civile si ha in presenza di una qualunque menomazione – congenita o acquisita –, oppure deficit – di tipo fisico, psichico, intellettivo, della vista o dell’udito – che impedisce o rende più difficoltoso lo svolgimento delle normali attività quotidiane.

Si può licenziare un invalido civile?

La disabilità può portare a limitare le capacità lavorative dei soggetti che ne sono affetti. A tal proposito, per evitare disparità, la legge garantisce ai lavoratori invalidi gli stessi diritti e tutele di qualsiasi altro lavoratore, inoltre essi godono di una sorta di “privilegio” per quanto riguarda le modalità di licenziamento.