Riforme e pensioni INPS: novità del 2018

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Il tema delle pensioni è sempre un argomento scottante, poichè riguarda direttamente una larga fetta della popolazione italiana. Non solo l’argomento risulta essere di fondamentale importanza per coloro che già sono soggetti al trattamento pensionistico, ma anche per coloro che ne usufruiranno in futuro. Vediamo in questa sede quali sono le rilevanti novità sul sistema pensionistico del 2018.

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1. Le novità introdotte dalle Legge di Bilancio del 2018

A seguito della riforma Fornero del 2012 che ha introdotto notevoli cambiamenti nel regime pensionistico INPS, si sono rese necessarie ulteriori modifiche che sono state apportate con la Legge di Bilancio del 2018.

In particolare tale legge è intervenuta in materia di esodati, lavoratori precoci, contributi di solidarietà, pensioni d’oro e molto altro. I cambiamenti più importanti però riguardano:

  • L’esenzione per 15 categorie di lavoratori impiegati in mansioni usuranti, dell’innalzamento dell’età pensionabile, in particolare per: operai dell’industria estrattiva, conciatori di pelli, operai edilizi, conduttori di gru o macchinari mobili, conduttori di mezzi pesanti, conduttori di convogli ferroviari, lavoratori sanitari con turnistica, OSS, insegnanti materne e nido, facchini, personale non qualificato addetti pulizia, marinai pescatori, operai siderurgici, operatori ecologici, operai settore agricolo. Tutte queste categorie non sono soggette all’innalzamento dell’età pensionabile, anzi hanno uno sconto di 5 mesi;
  • L’APE sociale è esteso alle suddette 15 categorie;
  • Per le donne lavoratrici è stato previsto uno sconto di 12 mesi per ogni figlio (fino ai due anni) per accedere all’APE;
  • Stabilizzazione della RITA (Rendita Integrativa Temporanea Anticipata);
  • Accesso all’APE anche con contratto a tempo determinato.

2. Pensione anticipata

Con la terminologia pensione anticipata, si intende fare riferimento al trattamento pensionistico ai quali si può essere assoggettati dal momento in cui si siano accumulati un’anzianità contributiva di 41 anni e 10 mesi per le donne e di 42 anni e 10 mesi per gli uomini.

Questo è il regime contributivo che dovrà essere raggiunto dal lavoratore per poter accedere alla pensione anticipata in un periodo compreso tra il primo gennaio del 2016 fino al 31 dicembre del 2018.

A partire invece dal primo gennaio del 2019, la situazione andrà a modificarsi leggermente: infatti i requisiti saranno dadi 43 anni e tre mesi per gli uomini e di 42 anni e tre mesi per le donne. Questo cambiamento si relaziona direttamente all’allungamento e al miglioramento delle condizioni di vita.

Il prossimo scatto avverrà nel 2021, ma ancora non sono stati resi noti i nuovi requisiti. Tutto quanto sopra esplicato si applica tanto ai lavoratori dipendenti quanto ai lavoratori autonomi. Si segnala una particolartà: i lavoratori che abbiano raggiunto i requisiti contributivi ad oggi vigenti alla data del 31 dicembre del 1995, possono godere della pensione anticipata indipendentemente dall’età anagrafica, basta che siano soddisfatti i requisiti del raggiungimento di 42 anni e 10 mesi di contributi per gli uomini e 41 anni e 10 mesi per le donne al perfezionamento dal primo gennaio del 2012.

3. Sospensione dell’adeguamento per lavoratori appartenenti a categorie di lavoro usuranti e gravosi

La legge di bilancio del 2018 ha sospeso l’adeguamento alle aspettative di vite di cui abbiamo appena parlato per le 15 categorie di lavori usuranti sopra elencate. Coloro che hanno svolto attività usuranti per almeno sette anni (compresi in un periodo di dieci anni precedenti alla data di pensionamento) avranno uno sconto di 5 mesi sui requisiti contributivi sulla pensione anticipata a partire dal 2019. Il beneficio è però erogato se sussistono due condizioni: non essere titolare di un APE sociale, e aver raggiunto almento 30 anni di contributi.

Fonti normative

Legge 205/17

Dlgs. 67/2011

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