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Qual è la pena per l’omessa dichiarazione dei redditi?

Omettere di dichiarare il proprio reddito costituisce un reato per il nostro ordinamento: vediamo in questa sede come si struttura il reato di mancata dichiarazione dei redditi e analizziamo il relativo sistema sanzionatorio previsto all'art 5 del Dlgs 74/2000.

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omessa dichiarzione dei redditi approfondimento avvocatoflash

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1. La struttura del reato di omessa dichiarazione dei redditi

Iniziamo la nostra breve analisi facendo riferimento all'elemento soggettivo del reato: il dolo in questo reato è chiamato dolo specifico, ossia la condotta ha come fine ultimo quello di evadere le imposte che nel caso di specie sono l'IRPEF, IRES e l'IVA. Quindi, in relazione a quanto appena detto, sono penalmente perseguibili le condotte di colui che omette scientemente di dichiarare i propri redditi, al fine di evadere le suddette imposte.

Vi è però anche un elemento oggettivo: tale elemento è la specifica condotta scientemente tenuta al fine di evadere le imposte. Vi sono poi particolari casi in cui non si configura l'elemento oggettivo (quindi il reato non sussiste):

  • se la dichiarazione viene resa oltre termine ma pur sempre entro 90 giorni dalla data di scadenza;
  • se la dichiarazione non è stata sottoscritta;
  • se la dichiarazione non è stata redatta su un prestampato conforme al modello utilizzato.

L'esistenza di tale tipologia di reato, che si configura con il concretizzarsi di entrambi gli elementi, sia quello soggettivo che quello oggettivo, tutela non uno ma ben due beni giuridici, ossia la trasparenza fiscale e l'interesse dell'ente preposto (ovviamente l'Erario) alla corretta percezione del Tributo. Si noti bene però che, affinché sussista il reato di mancata dichiarazione dei redditi, è necessario che la cifra evasa sia superiore a 30.000 Euro. Solo in presenza del superamento di questa soglia, si può supporre l'esistenza del reato di mancata dichiarazione dei redditi.

2. Il termine di prescrizione del reato

La disciplina varata in materia di reati fiscali non prevede specifici termini di prescrizione. Per capire infatti quali siano i termini per la prescrizione di tale tipologia di reati, si applica un'interpretazione estensiva dei principi generali previsti dal Codice Penale (nella specie art 157 e segg.).

Per mezzo di tale interpretazione, il DL 251/2005, in materia di prescrizione si calcola in base al principio secondo cui "decorso il tempo corrispondente al massimo della pena edittale stabilita dalla legge e comunque un tempo non inferiore a sei anni se si tratta di delitto”. Nel 2011, un ulteriore decreto ha previsto l'aumento del termine di prescrizione ad 1/3, quindi possiamo dire che questa tipologia di reati si prescrivono in otto anni da quando è stato commesso il fatto.

3. Dichiarazione omessa: quali sanzioni?

Nel caso di reato tributario (quindi omissione di dichiarazione superiore ai 30.000 Euro), la pena prevista è da 1 a 3 anni di reclusione. Per mezzo però di ravvedimento e dichiarazione tardiva (ma comunque fornita entro 90 giorni dalla data di scadenza), l'omessa dichiarazione viene sanata automaticamente.

Per quanto riguarda invece le sanzioni pecuniarie (nel caso in cui non fossimo nell'ambito applicativo della norma penale), per il loro calcolo bisogna fare riferimento al fatto che l'imposta sia dovuta o meno: nel caso in cui l'imposta non sia dovuta, le sanzioni variano da 258 a 1032 Euro, se invece l'imposta è dovuta, la sanzione viene applicata su base percentuale che varia dl 120 al 140 % dell'ammontare delle imposte dovute. 

La sanzione viene altresì operata su scaglioni in base alla velocità del ravvedimento: più questo sarà repentino, minore sarà la sanzione applicabile.

Fonti normative

Dlgs. 74/2000

DL. 251/2005

Art.157 e seg c.p.

DL. 138/2011

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